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Medico sospeso per un post, Uil Fpl: “Sanzione eccessiva”

Il sindacato: "L'Asl riveda il provvedimento nei confronti del dottore"

Medico sospeso dall’Asl per un post su Facebook, Uil chiede la revoca del provvedimento esprimendo “solidarietà al direttore della struttura complessa di oculistica dell’ospedale San Luca di Lucca, dottor Fausto Trivella“.

“Il provvedimento disciplinare disposto dall’azienda sanitaria – sostengono il segretario provinciale Pietro Casciani e il responsabile dei medici del sindacato Alessandro Di Vito -, 45 giorni di sospensione o 5.000 euro di multa, è a nostro avviso eccessivo anche a fronte dell’archiviazione da parte del tribunale, nei confronti di un professionista medico che ha sempre mostrato fedeltà e alto senso del dovere nei suoi oltre 30 anni di lavoro all’interno della sanità pubblica”.

“Al di là dei contenuti che hanno indotto la commissione disciplinare a infliggere questa pesante sanzione, quello che lascia profonda amarezza è che sia stato fatto a un professionista medico che ha sempre mostrato fedeltà e alto senso del dovere, dopo l’archiviazione del tribunale.  E se anche avesse fatto un’esternazione fuori dalle norme, la stessa avrà sicuramente rappresentato la fine di una serie di richieste”.

La  vicenda offre anche al sindacato spunti di riflessione sia sugli obblighi del dirigente nei confronti dell’azienda che su quella che è la commissione disciplinare. “Sul primo punto sappiamo tutti che gli obblighi del dirigente, sancito da leggi nazionali e ribadito anche nel nuovo contratto di lavoro e codice disciplinare, sono quelli della diligenza, della fedeltà  e di contribuire alla gestione della cosa pubblica con  impegno e responsabilità ma anche al perseguimento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi istituzionali nella primaria considerazione delle esigenze dei cittadini utenti”.

“Crediamo quindi che il direttore Trivella non sia venuto meno a questi doveri istituzionali e che in questi anni si sia  preoccupato del bene collettivo. La volontà di pagare la sanzione invece di accettare la sospensione dal lavoro per 45 giorni  non dimostra, a nostro parere,  ammettere la colpa – proseguono Casciani e Di Vito – ma piuttosto stare vicino ai pazienti e ai suoi collaboratori.  Il direttore ha scelto,  allo stesso tempo, la via più breve per risolvere un’ingiusta sentenza evitando  atti di ricorso  in tribunale”.

Infine la Uil Fpl interviene su un altro aspetto  sindacale della vicenda e che riguarda la commissione disciplinare: “Non è certamente un organismo terzo e indipendente dalla direzione aziendale dell’Asl in quanto, come  da legge 165/92,  è un ufficio  dedicato ai procedimenti  disciplinari a decidere, ovvero una struttura designata dalla direzione aziendale e formata da dipendenti dell’azienda stessa. A nostro parere le vigenti disposizioni legislative vanno migliorate e corrette. Pur riconoscendo all’azienda tutta la  sua discrezionalità e autonomia di azione, come sindacato ribadiamo che la commissione disciplinare  è un organo di parte e  l’avvocato o il sindacalista che accompagna  la persona sotto giudizio  hanno una funzione di assistenza perché poi non partecipano al giudizio finale.  Nella commissione non vi è nessun membro  sindacale a completare  e rendere più equilibrata la stessa commissione. Per questi motivi – concludono – invitiamo l’azienda a rivedere l’eccessiva  sanzione inflitta”.

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