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Incidente nel cantiere ad Altopascio, Marco Viviani è morto due ore prima del ritrovamento

Effettuata l'autopsia sul cadavere dell'operaio: il colpo fatale incompatibile con qualunque intervento salvavita

Un colpo così forte alla testa che non gli ha lasciato scampo, togliendoli la vita. I traumi subiti, insomma, sarebbero incompatibili con un qualunque tipo di intervento salvavita successivo al colpo subito.

Queste le prime indiscrezioni emerse dalla autopsia effettuata dal dottor Stefano Pierotti che ha avuto il compito di ispezionare il cadavere di Marco Viviani. Per gli esiti completi degli esami effettuati bisognerà attendere ancora alcuni giorni,  ma sostanzialmente le prime risultanze mediche confermerebbero le ipotesi del pm Antonio Mariotti, titolare dell’inchiesta sulla morte dall’operaio della ditta Rm di Porcari, di 52 anni, residente a Segromigno, trovato ormai morto dai soccorritori, allertati poco prima delle 17 di del 7 gennaio scorso da un vicino che ha notato il chiarore della fiamma ossidrica in azione e si è avvicinato per vedere cosa stesse accadendo.

Fatti pochi passi verso il cantiere dismesso, si è reso conto che si era appena consumato un dramma e con il telefonino ha composto il numero del 118. Sul posto sono stati inviati, celermente, i soccorsi, ma per l’operaio non c’era ormai più niente da fare.

Sempre secondo i primi risultati autoptici Viviani sarebbe morto oltre un paio d’ore prima rispetto all’orario di ritrovamento del suo cadavere. Gli inquirenti lucchesi hanno incaricato anche alcuni esperti per una perizia di tipo tecnico sulla gru che ha ucciso l’operaio. Le indagini infatti proseguono comunque per comprendere i motivi della tragedia e le eventuali responsabilità.

Viviani era da solo in cantiere, al momento della tragedia, con il compito di dismettere una vecchia gru abbandonata nello spiazzo di fronte ad una palazzina dove erano in costruzione appartamenti in Corte Marchetti ad Altopascio. Con una fiamma ossidrica si era messo a tagliare pezzi del mezzo, che poi sarebbero stati smaltiti.

Un grosso braccio di ferro della gru, però, lo ha colpito alla testa, uccidendolo sul colpo. Le circostanze e la dinamica della morte dovranno essere quindi ancora chiarite con il prosieguo delle indagini coordinate dai giudici lucchesi.

Un dramma che aumenta il già triste numero di morti sul lavoro in Lucchesia negli ultimi anni. Se ne saprà di più nei prossimi giorni ma intanto il dibattito dopo l’ennesima “morte bianca” continua a vari livelli della vita istituzionale e sociale dell’intero territorio lucchese.

Se la tragedia era evitabile o meno sarà compito dei giudici stabilirlo. Il dolore e lo sconcerto restano al momento i sentimenti più diffusi tra amici e parenti. Viviani ha lasciato la moglie e due figli nella disperazione.

Dopo l’autopsia la salma sarà rilasciata alla famiglia per poter effettuare i funerali.

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