Operaio ucciso da una gru, sopralluogo al cantiere di periti e medico legale

Sarà affidata una perizia sul rottame del mezzo che ha ceduto colpendo Marco Viviani

L’obiettivo è capire se la morte di Marco Viviani, l’operaio 52enne di Segromigno, morto il 7 gennaio scorso, in un cantiere edile abbandonato di Altopascio mentre stava dismettendo con la fiamma ossidrica una vecchia gru, per conto della ditta Rm di Porcari, poteva in qualche modo essere evitata.

Colpito alla testa da un pezzo di gru, muore operaio

Anche a questo servirà il sopralluogo che questa mattina (13 gennaio) hanno svolto nell’area sequestrata su ordine della magistratura, il medico legale Stefano Pierotti, incaricato dal pm Antonio Mariotti, titolare delle indagini, e i consulenti e periti che dovranno occuparsi di stabilire l’esatta dinamica dell’infortunio. Intenzione della procura è anche quella di mettere a punto una perizia sul rottame della gru, per capire se il cedimento del braccio metallico che ha colpito alla testa e ucciso l’operaio e padre di famiglia è dovuto ad un errore umano – una manovra errata dell’operaio – o se intemperie e tempo hanno reso inevitabile la tragedia.

C’è di più poi, dopo i primi rilievi autoptici. Stando infatti agli accertamenti svolti finora, Marco era morto almeno due ore prima il momento del ritrovamento attorno alle 17 del 7 gennaio e, stando all’accusa, si trovava da solo in cantiere. Una circostanza più che rilevante, che gli inquirenti intendono appurare con tutti gli strumenti a disposizione.

Anche per questo questa mattina si è svolto un nuovo sopralluogo autorizzato dal pm, servito a mettere insieme i vari elementi della ricostruzione, per il momento, ipotetica avanzata dagli inquirenti. Che intendono andare a fondo alla vicenda. Nel mirino ci sono anche i protocolli di sicurezza: l’obiettivo è capire se siano stati seguiti dalla ditta e se in qualche modo la presenza di colleghi sul posto avrebbe potuto o meno salvare la vita a Viviani.

Operaio colpito da una gru e morto in un cantiere, il pm dispone l’autopsia

Il suo corpo era stato trovato priva di vita attorno alle 17, quando aveva dato l’allarme un vicino di casa. L’uomo aveva visto il chiarore della fiamma ossidrica nel primo imbrunire: lo strumento era rimasto acceso accanto al cadavere dell’operaio, per il quale la disperata corsa dei soccorritori era stata inutile.

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