Minaccia di denunciarlo per pedopornografia, falsa agente della polizia postale nei guai

La donna perseguitava la vittima per avere un bonifico da 500 euro

Ha convinto la sua vittima a versare circa 500 euro su una postepay in cambio di “protezione” da una fantomatica possibile denuncia fingendo di essere un’agente della polizia postale: 29enne rinviata a giudizio per estorsione e sostituzione di persona. Questa la decisione del gup Antonia Aracri dopo l’udienza preliminare dei giorni scorsi.

Per l’accusa, la donna di origini partenopee, avrebbe contattato l’uomo di Lucca e dopo averlo spaventato lo avrebbe suggestionato a tal punto da farsi mandare circa 500 euro in cambio del suo silenzio. Per la “finta” agente della polizia postale, infatti, l’uomo con un suo annuncio, su un famoso sito nazionale, aveva violato le leggi sulla privacy e la trasparenza e addirittura la normativa sulla divulgazione di materiale pedopornografico.

Dopo svariati messaggi l’uomo, 45 anni, si è impaurito fino a cedere alla richiesta estorsiva della donna che in cambio di mille euro avrebbe insabbiato tutto. Ma l’uomo riesce a inviare solo 470 euro e a quel punto la “finta” poliziotta lo avrebbe minacciato di proseguire nella denuncia, avvertendo anche moglie e datore di lavoro per i gravi crimini commessi.

L’esasperazione e lo stress hanno avuto la meglio sull’uomo che a quel punto ha chiesto aiuto a un suo amico avvocato e tramite la “vera” polizia si è riusciti a risalire all’intera vicenda e all’identità della donna. Lo scorso anno sono scattate quindi le indagini che hanno portato all’iter giudiziario in corso, fino al rinvio a giudizio dei giorni scorsi. Il prossimo 2 ottobre la donna dovrà presentarsi in aula e difendersi dalle gravi accuse degli inquirenti lucchesi che hanno chiesto e ottenuto il processo per estorsione e sostituzione di persona.

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