Condannato a 4 anni e due mesi per la spedizione punitiva dopo la lite su Whatsapp

Il minorenne faceva parte del gruppo che aggredì l'amministratore per l'esclusione dal gruppo in via Marconi di Altopascio nel febbraio del 2016

Spedizione punitiva ad Altopascio, un’altra condanna per i fatti del 2016.

È stato infatti, condannato anche l’ultimo degli imputati ritenuti responsabili del tentato omicidio di un operaio di 23 anni di origine rumena, avvenuto il 7 febbraio 2016 ad Altopascio.

Si tratta di un giovane, all’epoca minorenne, di origine albanese che, insieme a sei connazionali, fece parte della spedizione punitiva che per poco non costò la vita all’operaio. Il tribunale per i minorenni di Firenze, nell’udienza di ieri (24 gennaio) lo ha condannato a 4 anni e due mesi di reclusione per concorso nel reato.

Si chiude così il cerchio sulla vicenda che, come ricostruito dal nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Lucca, ebbe origine da una lite cominciata su Whatsapp tra due ragazzi, entrambi membri di un gruppo della nota applicazione di messaggistica istantanea e che arrivò a tal punto da determinare una vera spedizione punitiva nei confronti dell’amministratore del gruppo.

Secondo quanto ricostruito il giovane albanese aveva inviato espressioni offensive nei confronti di una ragazza e per questo era stato escluso dal gruppo da parte dell’amministratore del gruppo Whatsapp, all’epoca minorenne. Da qui il risentimento all’origine dell’astio tra i due giovani che dapprima portò alle minacce e poi al fatidico scontro: i due si diedero appuntamento alle 18,30 del 7 febbraio 2016 ad Altopascio, nella centralissima via Cavour, per un chiarimento.

Il giovane albanese, però, si presentò con il fratello e altri cinque giovani. Il gruppo aveva con sé, come emerso anche dalla visione delle telecamere di videosorveglianza, corpi contundenti, cacciaviti e forse un coltello.

Ne venne fuori un’aggressione in piena regola. Tutti e tre i rumeni rimasero feriti, ma il più grave fu un 23enne, cugino dell’amministratore della chat che aveva scatenato la questione. colpito alla fronte con un’arma da punta (presumibilmente un cacciavite). Il giovane arrivò in ospedale in condizioni gravissime e rimase a lungo ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Cisanello di Pisa.

A seguito delle indagini dei carabinieri del reparto operativo, nel giugno del 2016, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Lucca, furono arrestati i due fratelli albanesi, poi condannati con giudizio abbreviato, mentre gli altri indagati, tra cui il minorenne condannato ieri, vennero denunciati.

Ieri, dunque, la vicenda si è avviata alla conclusione. Sono stati nel frattempo tutti processati e condannati: i maggiorenni con rito abbreviato e da ultimo il minore, sul quale grava ora una pesante condanna.

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