Studente travolto davanti all’agrario di Mutigliano, i sindacati minacciano lo stop al servizio foto

Sopralluogo davanti alla scuola. Il dirigente scolastico: "Inutile sfalsare gli orari di uscita"

Sopralluogo dei sindacati oggi (15 febbraio), alla presenza del dirigente scolastico Massimo Fontanelli, sul luogo del grave incidente davanti all’istituto agrario di Mutigliano, che ha visto vittima uno studente di 14 anni, rimasto schiacciato sotto la ruota del mezzo e che ne avrà per 60 giorni per una frattura alla gamba.

Studente di 14 anni investito da un bus all’uscita da scuola, è grave

Per le sigle sindacali erano presenti Nicola Da San Martino (Fit Cisl), David Zullo e Fabrizio Burgalassi (Uil Trasporti), Cipriano Paolinelli (Ugl Fna), Simone Vincenti (Filt Cgil), Andrea Belli (Faisa Cisal). Tutti uniti nel denunciare il fatto che la situazione era stata più volte segnalata. E in ponte c’è la possibilità di interrompere il servizio.

“Una tragedia annunciata. Non tolleriamo che si ripeta – esordisce David Zullo della Uil Trasporti – Sono segnalazioni che gli autisti fanno dal 2008, senza essere presi in considerazione. Non lavoriamo tranquilli, serve una soluzione, anche provvisoria”.

Viabilità intasata, mezzi di trasporto bloccati nel traffico, calca degli studenti attorno alle circolari: “Dal Ponte del Giglio fino all’istituto agrario – dicono – la viabilità è del tutto inadeguata per i mezzi pubblici, sia strutturalmente, sia perchè manca la gestione: la strada è stretta e in più ci circolano alla stessa ora scuolabus in spola al comprensivo, auto di genitori e docenti, ragazzi a piedi, e due circolari nostre. Ma il vero problema è che in prossimità della scuola, i ragazzi si accalcano al primo autobus che arriva, perché l’unico che permette di raggiungere in tempo le coincidenze con gli altri mezzi di trasporto”.

I due pullman della linea 57 non percorrono infatti la stessa tratta: uno è diretto, l’altro passa nell’interno. Con il rischio, per chi prende il secondo, di non arrivare a casa. Le conseguenze? Ovvie: l’assalto al primo autobus che arriva, senza aspettare che faccia il giro della piazza e si fermi. Perché è impossibile poter trovare il mezzo già davanti scuola: il traffico in entrata e uscita dal piazzale ne impedisce quasi sempre l’arrivo puntuale, previsto per le 13,22 circa. Solo due minuti dopo il suono della campanella.

“Poi c’è chi potrebbe anche aspettare e prendere il secondo pullman, ma come si può controllare il flusso degli studenti? Fatto sta che un mezzo è pieno fino al collasso, il secondo invece parte quasi vuoto. È così quasi ogni giorno – sottolineano i sindacalisti – In più nella piazza dove si deve far manovra e fermarsi per caricare i ragazzi non c’è l’ombra di una fermata individuabile come tale: non c’è segnaletica orizzontale, non c’è palina“.

Varie le soluzioni possibili. Se da una parte non è possibile fare due linee dirette, gli autobus potrebbero però arrivare dieci minuti prima: “Ma il flusso delle macchine è gestito male, andrebbe bloccato. Creano ingorgo e noi siamo costretti ad attendere: se non a fare marcia indietro”, raccontano i rappresentanti dei conducenti dei bus.

Di aiuto potrebbe essere la presenza delle forze dell’ordine, e le richieste in tal senso sono state avanzate. Senza esser prese in considerazione: “È un vero scandalo – denunciano – che in un sito critico come questo non sia messa a disposizione una pattuglia di vigili urbani. Sono anni che ne facciamo richiesta: perché il Comune non spende soldi per i suoi cittadini? Perché quando si parla della sicurezza dei ragazzi, in un paese civile il primo cittadino dovrebbe intervenire subito”.

Se i pullman non possono arrivare in orario, perché non fare uscire i ragazzi qualche minuto dopo? Proprio questa la soluzione avanzata dal Comune, che però non tiene conto dell’imprevedibilità dell’orario di arrivo dei pullman. Sul tema interviene il dirigente del polo scolastico Carrara-Busdraghi-Nottolini, Massimo Fontanelli che ieri con la dirigente dell’istituto comprensivo di Mutigliano, Emilia Ciampanella, si è unito alla conferenza stampa dei sindacati: “È impossibile stabilire quando arrivano i pullman, e molto spesso fra l’uno e l’altro ci sono 15 minuti di differenza – spiega il dirigente – Questo a causa delle problematiche legate alla viabilità: che da settembre cerco di sottoporre all’attenzione del Comune. Da quando sono entrato ho cercato con i referenti sicurezza una soluzione, chiedendo l’intervento dell’ente, ma non è mai arrivato un vero e proprio tavolo di confronto. Mi è stato chiesto solo di tenere i ragazzi più tempo nella scuola. Inoltre, la strada che percorre l’autobus è comunale e non posso intervenire nell’ambito dell’autonomia scolastica, altrimenti avrei reso automatico il cancello all’ingresso della strada di accesso per controllare meglio l’afflusso delle macchine e dei pullman. Ma la strada è del Comune”.

Lo stesso Comune che ha convocato un tavolo con la dirigenza scolastica per martedì prossimo (18 febbraio), ma senza invitare i rappresentanti dei lavoratori. Situazione stigmatizzata questa mattina proprio dai rappresentanti presenti. “Noi non siamo stati invitati – dichiarano i sindacati – hanno fatto un tavolo zoppo. A questo punto ci riserviamo, a partire da martedì, di avviare le procedure di raffreddamento previste dalla legge per poi bloccare il servizio per le scuole di Mutigliano. Questo finchè non avremo le risposte in merito alla sicurezza che chiediamo da anni”.

Un confronto, quello di martedì, che secondo i sindacati arriva troppo tardi: solo dopo l’avvenuta tragedia. “Evitabilissima, se si considera che il Busdraghi era già stato sottoposto a vari lavori, ma non si capisce perché non siano stati completati – spiega Cipriano Paolinelli dell’Ugl Fna – È stata rifatta la scuola, senza badare al corredo delle strade. Buttando così parte dei soldi pubblici”.

“È paradossale che una scuola, l’agrario Busdraghi, in cui il sindaco Tambellini ha insegnato per anni e di cui conosce bene le criticità – ha aggiunto Nicola Da San Martino, segretario provinciale Fit Cisl – e in cui in questi anni si è speso non poco, sia lasciata completamente a se stessa dal punto di vista della sicurezza. Qui non si è mai vista nemmeno una pattuglia dei vigili urbani”.

La sicurezza costa ma non è contrattabile – concludono i rappresentanti dei sindacati – Gli autobus devono essere messi in condizione di agire in sicurezza: il servizio pubblico non si può fare solo con il buon senso. Serve concretezza: vogliamo che chi di dovere si assuma le responsabilità dell’accaduto al povero 14enne, e della situazione che ha provocato l’incidente. E che ci ascolti, risolvendo problemi fin da sempre evidenti e sotto gli occhi di tutti”.

 

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