Sette anni di reclusione per un pusher di cocaina e eroina

Condanna definitiva per un 45enne di origini albanesi indagato nell'operazione Red Horse

Pusher condannato definitivamente a 7 anni di reclusione. L’uomo, 45 anni di origini albanesi, era stato arrestato anni fa in un’operazione di polizia che aveva sgominato una banda di italiani e stranieri che importavano e spacciavano cocaina e eroina in Versilia e a Lucca.

Ora la suprema corte di Cassazione ha confermato la condanna della corte d’Appello a 7 anni di reclusione dopo uno “sconto” di pena di 3 anni grazie all’indulto previsto nel caso di esclusione di un’aggravante nel caso in cui ci siano coinvolti minorenni.

In manette all’epoca dell’operazione coordinata dalla magistratura lucchese e condotta da polizia e carabinieri, denominata Red horse, erano finite 11 persone, processate, a vario livello e titolo, per questo giro di spaccio di droga che proveniva dall’estero per finire in Lucchesia.

Secondo gli investigatori il capo della banda, grazie alla sua conoscenza del territorio e i suoi rapporti con diversi criminali albanesi, era un importante corriere della droga, che dall’Albania, passando attraverso la Grecia, la Repubblica Ceca e l’Italia, riforniva anche il mercato tedesco e svizzero. Le forze dell’ordine coordinate dai giudici lucchesi, lo avevano quindi seguito per molto tempo, e l’uomo, facilmente riconoscibile per i capelli rossi, si muoveva in continuazione facendo frequenti viaggi anche nelle condizioni atmosferiche più avverse.

In una occasione aveva attraversato la Svizzera e la Germania, nonostante fosse in atto una violenta tormenta di neve. Da qui la decisione di chiamare l’operazione Red horse per sottolienare un cavallo rosso che scorazzava per l’Europa con il suo carico di droga.

Nel giugno di alcuni anni fa, il ristoratore fu poi bloccato ed arrestato dai carabinieri lucchesi, mentre proveniva dalla Grecia. Nella sua auto furono trovati oltre 500 grammi di eroina. Ne erano seguite numerose perquisizioni domiciliari nel corso delle quali era stata rinvenuta cocaina e denaro contante in diverse abitazioni degli indagati e grazie anche alle intercettazioni telefoniche e ambientali si era riusciti a risalire all’intera vicenda di spaccio.

Ora la condanna definitiva per un altro dei componenti della banda.

Vincenzo Brunelli

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