Coronavirus, focus su spettacoli e grandi eventi: sul rischio contagio ed eventuali stop decideranno ministero ed enti locali

Il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro: "Occorre alzare le soglie di attenzione ma niente inutili allarmismi"

Coronavirus, la provincia di Lucca si interroga.

Dopo la notizia del primo contagiato italiano, nel Basso Lodigiano, e di altri 16 casi fra la Lombardia e il Veneto sono scattate una serie di misure di prevenzione, più restrittive rispetto a quelle attuate fino a ieri, partite dal ministero della sanità e recepite dalla Regione.

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Tanti gli interrogativi cui si dovrà rispondere nelle prossime ore. Prima fra queste quella dell’opportunità di far svolgere manifestazioni di massa, dal Carnevale ai grandi appuntamenti sportivi e musicali. Una questione a cui nei luoghi in cui il contagio è stato riscontrato è già stata data una risposta con lo stop alle partite di calcio e agli appuntamenti di richiamo, dalla partita di serie C fra Piacenza e Sambenedettese in giù.

A rispondere sull’opportunità o meno di limitare lo svolgimento di eventi pubblici sarà la Regione Toscana dopo aver ascoltato anche le singole aziende sanitarie locali e i sindaci, massime autorità sanitarie nei singoli territori, e verificato la presenza di eventuali casi a rischio. Per questo weekend, a meno di decisioni drastiche e dell’ultima ora, nessuna decisione è in vista.

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Ma la psicosi potrebbe fare quello che le decisioni ufficiali non fanno. E dopo il drastico calo di presenze nei ristoranti cinesi e giapponesi a sentire la crisi potrebbero essere in generale gli esercizi commerciali dove si raduna un gran numero di gente: dai cinema alle discoteche, dai bar agli auditorium.

A commentare la situazione proprio il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, città che sta per vivere i due ultimi grandi appuntamenti con il carnevale 2020, fra cui quello della proclamazione dei vincitori di martedì grasso. “Serve un’efficace comunicazione per evitare inutili allarmismi. Il fatto – dice – che oggi si siano accertati i primi casi in Lombardia impone comunque di alzare le soglie di attenzione e definire un piano di contrasto alla diffusione più serrato”.

Contro ogni psicosi anche la nota dei sindaci della giunta dell’Unione dei Comuni della Garfagnana: “Ribadendo la necessità di non creare ingiustificati allarmismi – si legge in una nota – informiamo la popolazione che la nostra azienda Asl ha istituito l’unità di crisi e sta elaborando le direttive alle quali dovremo attenerci. Non appena saranno emanate saremo in grado di fornire ai cittadini informazioni corrette ed uniformi”.

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