Morto il re della pasta Giuseppe Mennucci

Era il figlio del fondatore del pastificio dove aveva lavorato tutta la vita

Con lui scompare un pezzo di storia della grande imprenditoria lucchese. E’ morto nella tarda serata di ieri (23 febbraio) Giuseppe Mennucci, il patron dello storico pastificio di Ponte a Moriano, figlio di Maurizio, fondatore di un vero e proprio impero, iniziato alla fine degli anni 70 dell’800 da un piccolo negozio di alimentari.

Mennucci è stato colto da un improvviso malore ed è deceduto, assistito dall’affetto dei suoi cari, nella sua abitazione di Ponte a Moriano all’età di 86 anni. Una notizia drammatica che segue la scomparsa del fratello Giovan Battista, scomparso nel giugno del 2018 e che guidava la Toscotec di Marlia. I funerali di Giuseppe si svolgeranno domani alle 16 nella chiesa di San Gemignano di Moriano.

La notizia della sua scomparsa si è presto diffusa nel mondo dell’imprenditoria locale. Giuseppe aveva continuato a lavorare nel pastificio. Lascia la moglie e due figli, oltre alla sorella Anna, presidente della Croce Verde di Ponte a Moriano, e il fratello Lamberto, ultimi eredi dell’impero del padre Maurizio.

Giuseppe è scomparso, a causa di un malore, attorno alle 16 del pomeriggio di ieri mentre si trovava nella sua abitazione. Esponente di spicco della famiglia, aveva contribuito a far rinascere il pastificio nel secondo dopoguerra, dopo che l’attività era stata bombardata. Dalle macerie era sorto un vero e proprio impero, marchio dell’imprenditoria lucchese nel mondo.

Cordoglio è stato espresso da Giulio Grossi, presidente di Confindustria Toscana Nord: “Con la scomparsa di Giuseppe Mennucci – ha detto -, Lucca perde un altro testimone della propria capacità di fare impresa; la nostra organizzazione un caro amico e l’esponente di una famiglia che molto le ha dato in termini di passione e impegno associativo”.

Il pastificio Mennucci, iscritto fin dal 1945, risulta fra i soci fondatori dell’allora Associazione degli Industriali di Lucca; il fratello di Giuseppe, Giovan Battista, dal 1993 al 1999 ne fu presidente.

“La storia dell’azienda – aggiunge Grossi – costituisce il paradigma dell’industriosità della nostra gente: l’intuizione che la pasta, il più tradizionale degli alimenti, potesse essere oggetto di produzione massiccia; la caparbietà nel voler far risorgere l’azienda dopo ogni evento che pareva capace di minarne l’esistenza; la meccanizzazione avanzata, per rispondere a un bisogno crescente di consumi sul mercato interno mentre la produzione Mennucci si affermava sui mercati esteri; l’attenzione al confezionamento come elemento di valore aggiunto e la ricerca e l’innovazione applicata a un bene così essenziale come la pasta”.

“In tutto questo, Giuseppe Mennucci – conclude – ha conservato il rapporto stretto con la comunità a cui si sentiva di appartenere e che oggi lo rimpiange.  Noi, come colleghi industriali, guardiamo alla sua vita e al suo esempio di imprenditore con ammirazione e stima: e ci sentiamo più vicini che mai alla famiglia e all’azienda”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.