Coronavirus, montate le tende all’ingresso del San Luca: prefiltraggio al triage e limiti agli accessi fotogallery

Al lavoro di notte il personale delle Misericordie e la protezione civile. Oggi vertice con i sindaci alla conferenza zonale

Le operazioni sono scattate nel cuore della notte e sono andate avanti a ritmo serrato. Tende e gazebo sono stati allestiti all’ingresso dell’ospedale San Luca per effettuare i controlli agli accessi del nosocomio e arginare il rischio di contagio da coronavirus.

Imprenditore 60enne positivo al coronavirus

Un provvedimento assunto dall’Asl dopo il vertice di ieri all’unità di crisi nel capoluogo toscano, dove oggi (25 febbraio) si registra un caso sospetto. Si tratterebbe di un imprenditore di ritorno da Singapore, su cui nel tardo pomeriggio di ieri è stato fatto un doppio tampone all’ospedale di Santa Maria Nuova nel centro di Firenze e per cui è atteso un responso dall’istituto superiore della sanità. L’uomo, italiano, è stato ricoverato in isolamento e l’ambiente è stato sanificato. E’ atteso un bollettino ufficiale della Regione alle 10,30.

Alcuni medici che hanno visitato il 60enne sarebbero già stati  sottoposti alla procedura di quarantena.

Positivo anche un informatico di Pescia

E’ risultato positivo anche il tampone a cui è stato sottoposto un informatico di Pescia, che aveva soggiornato a Codogno, il centro del focolaio lombardo da cui sarebbe partito il contagio in Lombardia. Anche per lui è attesa la conferma dall’istituto superiore della sanità.

Tampone negativo sulla donna tornata da Venezia

Un altro caso sospetto ha riguardato una donna tornata dal carnevale di  Venezia e prelevata ieri sera dalla stazione di Santa Maria Novella di Firenze dal personale medico. La donna avrebbe accusato un attacco di  tosse in treno e, dopo aver contattato telefonicamente il medico di  famiglia, è stato allertato il numero nazionale 1500 ed è scattato il  protocollo sanitario di sicurezza e la donna è stata ricoverata in isolamento all’ospedale di Careggi. Il risultato del tampone è negativo.

A Lucca al lavoro per fronteggiare l’emergenza

A Lucca si lavora per evitare che si diffonda l’epidemia. Per questo saranno limitati gli accessi all’ospedale, grazie al corridoio realizzato da Misericordie e protezione civile e dove sarà effettuato un primo screening sui pazienti, cui saranno igienizzate le mani e invitati, laddove necessario, a indossare la mascherina.

Tende davanti agli ospedali

In tutte le strutture di pronto soccorso degli ospedali dell’Asl Toscana nord ovest è stato attivato in maniera preliminare un pre-triage per le persone che provengono dalle zone a rischio e che presentano sintomi come febbre, tosse e malattie respiratorie acute, che vengono così indirizzate ad un percorso dedicato. Verrà anche fatta indossare la mascherina alle persone per le quali questa misura viene ritenuta necessaria, prima che arrivino all’interno del pronto soccorso.

In cinque ospedali – Apuane, Lucca, Pontedera, Cecina e Versilia – la Protezione civile ha già montato o sta montando delle tende per creare la zona di pre-triage fuori dai pronto soccorso. In fase di verifica la necessità di allestire le tende anche negli altri ospedali, che comunque si sono organizzati per garantire lo stesso screening preventivo con altre modalità, considerata la specifica disponibilità di spazi all’interno ed all’esterno del Pronto Soccorso.

Check point all’ingresso degli ospedali

Negli ospedali è in corso di istituzione un unico ingresso controllato – check point, oltre ovviamente al Pronto soccorso.

Qui, nei prossimi giorni, partirà un servizio di controllo durante il quale saranno chieste informazioni in merito alla eventuale presenza di tosse o raffreddore e sarà rilevata la temperatura tramite termoscan. Se necessario all’ingresso, come in tutte le sale di attesa presenti in ospedale, sarà richiesto di indossare una mascherina come misure cautelativa nei confronti delle altre persone.

L’Azienda si appella alla comprensione della cittadinanza perché anche questo è un provvedimento a tutela della salute collettiva.

Si conferma che chi manifesta sintomi come febbre, tosse, malattie respiratorie acute non deve far visita ai degenti e che deve essere molto limitato l’accesso a reparti ed ambulatori di accompagnatori e visitatori.

 

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