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Coronavirus, confermato lo stop a eventi. Fermate anche messe e funerali, chiusi i musei

Locali aperti ma con distanze garantite. Il governo blinda la Lombardia e altre 14 province al Nord. Raccomandato "ridurre la mobilità"

Stop agli eventi culturali, ai congressi medici e agli assembramenti per incontri sportivi e nelle discoteche. Lo si evince dall’articolo tre del decreto emanato dal consiglio dei ministri nella notte e che si aggiunge a quello che istituisce la zona rossa in tutta la Lombardia e in altre 14 province del Piemonte, Emilia Romagna e Veneto.

Qui vengono annoverati i divieti e le misure che riguardano anche il resto d’Italia e “raccomanda” alcuni comportamenti utili a frenare il contagio del coronavirus. Fino al 3 aprile è confermato lo stop alle attività che comportano assembramenti – compresi cinema e teatri – ma vengono introdotte anche nuove misure di sicurezza.

Tra le prescrizioni c’è anche lo stop a incontri sportivi che prevedano l’ingresso agli impianti di pubblico – incontri che potranno invece svolgersi a porte chiuse – ed altri spettacoli o manifestazioni tali da “non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”. Nel decreto, inoltre, “si raccomanda di limitare la mobilità al di fuori dei propri luoghi di dimora abituale ai casi strettamente necessari”.

In questo articolo si conferma anche che lo stop alle scuole sarà – salvo nuove disposizioni – fino al prossimo 15 marzo: gli istituti dovrebbero quindi riaprire il prossimo 16 marzo.

Nello specifico, come misura aggiuntiva rispetto al precedente decreto, sono sospesi attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati con applicazione di specifiche sanzioni in caso di mancato rispetto.

Sono chiusi al pubblico i musei e altri luoghi di cultura.

Le biblioteche comunali resteranno chiuse con sospensione della erogazione di relativi servizi.

È consentita l’attività di ristorazione e bar con obbligo, a carico del gestore di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione di sospensione dell’attività in caso di violazione.

È fortemente raccomandato che il gestore di esercizi commerciali diversi da quelli indicati ai punti sopra sia all’aperto che al chiuso, garantisca l’adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti di persone, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro tra i visitatori. L’apertura dei luoghi di culto è condizionata da misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e tale da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra loro.

Seppur non previsto nel decreto per le aree fuori dalla zona rossa è stato previsto anche lo stop alle messe e anche alle funzioni funebri, per disposizione della conferenza episcopale italiana e toscana.

 

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