Scorrazzavano per Altopascio, due denunciati

Appello del sindaco D'Ambrosio: "Per fermare il contagio bisogna rimanere a casa"

Altri due denunciati ad Altopascio nell’ambito dei controlli della polizia municipale per garantire il rispetto delle misure governative per limitare la diffusione del contagio da Coronavirus.

Si tratta di due uomini, residenti nella Piana di Lucca, entrambi italiani, che da diversi giorni scorrazzavano indisturbati per il territorio, noncuranti delle disposizioni del Governo, che riduce gli spostamenti a tre casi ben specifici.

“In seguito a numerose segnalazioni da parte dei cittadini, che ci hanno più volte chiamato per indicarci la presenza di una macchina che scorrazzava per il territorio da giorni, e nell’ambito della capillare attività di controllo e pattugliamento del paese, centro e frazioni, in linea con quanto richiesto anche dalla Prefettura di Lucca – commenta il comandante della Polizia Municipale, Italo Pellegrini -, proprio oggi siamo riusciti a fermare l’auto sospetta, dopo un breve inseguimento, e a identificare le due persone a bordo. Si tratta di due pregiudicati, con all’attivo diversi precedenti penali per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti: non si stavano spostando per nessuno dei tre motivi previsti dal decreto governativo (lavoro, salute o necessità impellenti). Li abbiamo accompagnati al comando della Municipale per l’identificazione e denunciati all’Autorità giudiziaria per violazione delle misure di contenimento previste dal decreto”.

Rinnova l’appello a stare a casa il sindaco di Altopascio, Sara D’Ambrosio. “Questa e la prossima saranno le settimane decisive nella lotta alla diffusione del Coronavirus in Toscana e nel nostro territorio – spiega -. È la settimana in cui crescerà il numero dei contagi e dei casi positivi e dipenderà solo da noi riuscire a contenerli. Per farlo dobbiamo restare a casa: questo significa non trovarci fra 10 giorni con ospedali e rete ospedaliera al collasso; significa non doverci trovare nella drammatica situazione in cui non ci sia più posto per curare i malati di Coronavirus e i malati in generale. È il momento della responsabilità di ognuno, in ballo c’è la vita di tutta la comunità, di tutto il Paese”.

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