Disabili portati a passeggio insultati dalle finestre delle case

Episodi choc a Lucca condannati dal sindaco: "Non è così che una società civile affronta un'emergenza nazionale"

Disabili insultati dalle finestre delle case mentre vengono accompagnati a passeggiare nei pressi dell’abitazione dai familiari. Il coronavirus a Lucca in alcuni tira fuori il peggio, se saranno confermati alcuni episodi che vengono nelle ultime ore denunciati da alcune famiglie. “Statevene a casa”, e giù insulti. Che feriscono ancora di più perché colpiscono una popolazione fragile e ancora più indifesa in un momento d’emergenza generale come questo.

Episodi che sono giunti anche all’attenzione del sindaco Alessandro Tambellini che li condanna fermamente: “Mi arrivano notizie di persone disabili, ragazzi e adulti, rimproverati o, peggio, insultati dalle finestre perché trovati a passeggiare vicino casa accompagnati da un familiare.  Non è così che si fa. Non è criticando o spaventando questo o quello, il più delle volte senza sapere a chi si sta parando, che si affronta un’emergenza nazionale”.

“La costrizione in casa è difficile – commenta il sindaco -, la paura accompagna molte nostre giornate, in alcune famiglie la solitudine pesa più che altrove, ma il nemico non è il nostro compaesano o concittadino che va a fare due passi con tutte le precauzioni, obbligato a farlo per motivi di necessità urgente o di salute.
Ci sono famiglie dove l’emergenza Coronavirus è andata a sommarsi a sofferenze, difficoltà e problemi già esistenti: qui, la costrizione dentro le quattro mura, può diventare impossibile”.

“Bisogna avere comprensione, bisogna avere rispetto – avverte il primo cittadino -. Alle famiglie con figli o parenti disabili in casa, voglio dare rassicurazioni: mi sono confrontato, insieme agli altri sindaci e assessori al sociale della Piana, con il Prefetto, proprio per affrontare la questione degli spostamenti. La posizione è univoca ed è chiara: per i soggetti affetti da gravi handicap, la passeggiata nei dintorni di casa, accompagnati da un familiare e/o assistente, è consentita e rientra nella deroga dovuta a motivi di salute. È opportuno sempre rispettare le norme precauzionali e portarsi dietro l’autocertificazione e la copia del certificato relativo alla concessione della Legge 104, con specifica relativa alla sussistenza dell’articolo 3, comma 3. Le voci più deboli vanno aiutate a farsi sentire. Noi lo facciamo e lo faremo ancora di più, perché nessuno deve essere lasciato indietro, perché deve restare solo. Noi ci siamo”.

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