E l’albergo si riconverte: “Niente turisti? Noi accogliamo chi combatte contro il virus”

All'hotel Bernardino di via di Tiglio pazienti in quarantena o guariti in attesa della conferma del secondo tampone. La titolare: "Nella vita bisogna anche dare"

“Ho agito d’istinto, senza esitare. Dettata solo dalla voglia di aiutare”. Così la titolare dell’hotel Bernardino in via di Tiglio, a Lucca, motiva la decisione presa negli ultimi giorni: riconvertire il proprio albergo in struttura sanitaria d’emergenza, per chi si trova in quarantena da Covid-19. Soggetti “guariti”, ma in attesa dell’esito del secondo tampone, che necessitano di strutture dove rimanere isolati per prevenire qualsiasi forma di contagio.

“Ho pensato che non si può sempre prendere nella vita, ma bisogna anche dare -racconta la titolare -. Io volevo fare qualcosa con i mezzi di cui dispongo. Inoltre, è un momento molto difficile per noi albergatori: prima dell’emergenza, l’attività andava molto bene. Poi, il blocco totale, con cancellazioni su cancellazioni delle prenotazioni. Ma dopo 50 giorni di stallo, è sorta questa possibilità: mettersi a disposizione della Asl, garantendo un posto letto a chi ne ha bisogno. Ho accettato subito, senza fare calcoli, e solo successivamente mi sono resa conto di quanto questo aiuto sia fondamentale: le richieste sono molto elevate”.

Ed elevate le risposte della Regione. Con un totale di 300 posti letto, la Toscana è stata la prima d’Italia ad attivare convenzioni con le Asl per la riconversione degli hotel. Un lavoro che comporta una notevole riorganizzazione interna dello spazio:

Abbiamo seguito un protocollo ben preciso, perché gli ospiti devono essere trattati come malati da Covid-19. Tutto è stato sottoposto a sanificazione: abbiamo tolto i materassi, le tende, in una parola ciò che poteva essere un ricettacolo di polvere e dannoso per la loro salute. 19 le camere ricavate: stanze ospedaliere, una per paziente, completamente asettiche. Operazioni-continua la titolare- in cui siamo stati guidati dalla Cooperativa Morelli, mentre per il lato amministrativo e pratico c’è stato un filo diretto con la Asl.

“Ringrazio – prosegue il titolare – Lucia Salvadori e la signora Covani, due persone eccezionali con cui ho portato avanti trattative, contratti e aspetti pratici come le decisioni sul menù alimentare. Stanno gestendo la situazione con grande umanità e professionalità. Così come la lavanderia Donati, che si occupa di asciugamani, lenzuola e tutto ciò che riguarda il tessile, necessariamente da trattare secondo procedure specifiche. Già in precedenza, come albergo, mi sono sempre affidata a loro: sapendo che gestiscono anche case di cura e che sono quindi attrezzati nella sanificazione e igienizzazione, mi sono nuovamente rivolta alla loro attività”.

In funzione dal primo aprile, l‘hotel Bernardino accoglie ad oggi 3 persone, con una quarta in arrivo l’indomani.

“Una cifra destinata ad aumentare – spiega la titolare – Sono ospiti mediamente sulla settantina, molto educati, gentili e sensibili. Sembra si sentano quasi in imbarazzo a venire in albergo, addirittura uno si è rivolto a me con un ‘mi scusi’: per cosa? Mi sono detta: siamo qui per loro, per assisterli e accompagnarli nella guarigione nel migliore dei modi. E lo faremo fino a quando sarà necessario”.

Infatti, nonostante la scadenza prevista il 30 aprile l’hotel si dichiara pronto a rinnovare la convenzione. “Quindici giorni o un mese in più non importa: vogliamo portare a termine le degenze, e non ci tireremo indietro, se servirà. Alla fine del mese, ci affideremo alle direttive della Asl, che deciderà secondo l’andamento dell’emergenza. Inoltre, per adesso il settore turistico è completamente fermo, e la ripresa non avverrà in tempi brevi, a mio parere: intendo che se va bene, saremo attivi per i Comics, o forse già per il settembre lucchese. Ma questa è la migliore delle ipotesi, secondo me”, avverte la titolare.

“Quale sia la data in cui tutto questo finirà, non lo so – continua – Non si può prevedere quando torneremo alla nostra attività. Né quando la vita di tutti tornerà come prima. Una cosa è certa: quest’emergenza servirà per riscoprire la solidarietà, mettere da parte l’egoismo e gli interessi individuali a beneficio della collettività. Ne usciremo sicuramente provati, ma con la consapevolezza che da soli non si va da nessuna parte”.

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