Viaggio nei supermercati in tempi di coronavirus, fra paure e un modo diverso di fare la spesa foto

Garantiti sanificazione e rispetto delle regole. Vademecum dagli addetti dedicato ai clienti per la sicurezza

In questi giorni di quarantena cambia il modo di fare la spesa, ed è già cosa nota che per acquistare i prodotti di prima necessità occorre rispettare alcune regole. Certo che, a seconda delle zone in cui si abitam la situazione si vive in modo diverso.

Nel centro storico di Lucca ci sono numerose botteghe e le catene di grandi distribuzioni sono di dimensioni più ridotte. La clientela, specialmente durante i giorni della settimana, è minore rispetto ai grandi centri fuori dalle mura. Ciò si traduce in una situazione più vivibile sia per gli operatori del settore sia per le persone che usufruiscono dei negozi.

Nella prima periferia, la situazione pur essendo sotto controllo desta comunque più preoccupazione. In alcuni giorni la quantità di persone che si recano a fare la spesa è alta, non tutti i clienti sono conosciuti e non tutti sono ligi nel rispettare le direttive ministeriali.

Anche i cassieri e tutto il personale che lavora sono soggetti ad altro tipo di stress, sopratutto per l’incertezza che hanno verso alcuni clienti e il loro comportamento.

Per constatare questa situazione abbiamo chiesto direttamente agli operatori del settore che cosa ne pensano e come vivono questi giorni in cui il loro lavoro è diventato di stretta necessità per le famiglie e le persone della Piana.

Viene ancora troppa gente in coppia – dice un operatore della grande distribuzione che lavora in un centro commerciale – vengono troppo frequentemente e molto spesso per acquistare poche cose, ovviamente non tutti. Ma ancora troppi a mio avviso. Stando a ciò sembra che il principio base di questa quarantena non sia stato completamente recepito da tutti e non vorrei che fare la spesa diventasse l’occasione per fare un giretto. Nonostante tutto riusciamo a gestire un alto volume di affluenza senza alcun problema e l’attesa può durare al massimo mezz’ora per entrare e un po’ di più alla cassa”.

Grandi accortezze anche per la sicurezza delle persone, molte catene si sono rivolte a ditte specializzate per la sanificazione dei locali, sul pavimento vengono marcate le distanze da tenere dagli altri clienti, si sono ridotti gli orari di apertura, vengono fatti continuamente annunci per ricordare di rispettare le norme di sicurezza e di sbrigarsi nel fare la spesa. Il Carrefour di Lucca ha anche installato delle barriere protettive in plexiglass tra i clienti e chi lavora alle casse in modo che siano mantenute le distanze anche nel momento del pagamento.

La situazione nel centro storico di Lucca è diversa sotto alcuni aspetti. Certamente anche nei minimarket del centro la sicurezza è sempre garantita con le solite accortezze: “Abbiamo fatto una sanificazione complessiva dell’intero negozio appoggiandoci ad una ditta specializzata – dice Rosa responsabile del Conad City di piazza del Carmine – L’igienizzazione dei locali viene ripetuta quotidianamente con la massima attenzione da parte dei ragazzi dello staff, particolare attenzione al reparto di gastronomia che già prima di questa situazione aveva regole d’igiene più stringenti, adesso abbiamo esteso queste regole a tutto il locale”.

Anche qua le distanze tra i clienti vengono marcate sul pavimento nella zona delle casse e l’affluenza è calmierata, i ragazzi controllano che ci sia solo una persona a reparto, massimo quattro persone all’interno dell’intero negozio:“C’è sempre un grande rispetto da parte di clienti che vengono da noi – racconta una cassiera della Conad – sono persone conosciute che venivano qua anche prima della pandemia, persone che chiamiamo per nome con cui avevamo già dei rapporti. In un primo tempo non c’era una grande percezione della situazione che stiamo vivendo, adesso le cose sono cambiate, i clienti per primi si regolano da soli e l’attesa massima non supera i 20 minuti”.

Cambia anche il modo in cui le persone fanno la spesa, in quarantena si cucina di più e una persona preferisce andare al supermarket una sola volta a settimana massimo due. Alcuni prodotti sono più richiesti di altri, non soltanto per la pulizia e l’igienizzazione. Vanno a ruba farina, zucchero e lievito il cui incremento di vendita è aumentato del 90 per cento.

I locali si sono anche adeguati alla nuova spesa a domicilio. Appoggiandosi alla protezione civile (perché lo staff dei negozi è limitato) vengono distribuiti i beni a tutti coloro che non possono uscire: persone in quarantena, anziani soli, disabili.

Anche nel centro storico si cerca di venire incontro alle categorie considerate più a rischio di contagio e vengono invitate a rimanere a casa consegnando la spesa direttamente al loro portone.

“Abbiamo sempre a disposizione guanti e detergente per le mani ed invitiamo tutti i clienti ad usarli – dice un’operatrice del market Tambellini Crai di piazza San Frediano – c’è rispetto e comprensione delle regole perché sono tutti clienti conosciuti. L’azienda ci fornisce i giusti dispositivi di protezione per la nostra e la sicurezza di tutti, abbiamo mascherine che vengono cambiate ogni sei ore e guanti nuovi. Il locale è stato igienizzato e noi puliamo il bancone della cassa ad ogni passaggio”.

Una particolarità che accomuna gli operatori del settore, sia che facciano parte di uno staff di un grande centro commerciale della prima periferia sia quelli del centro storico, è il senso di responsabilità nato tra di loro: “Ci sentiamo sicuramente esposti al problema, ma ci sentiamo anche indispensabili in questo momento – dice la cassiera del Conad City di piazza del Carmine – e siamo pronti a dare di più”. Le fa eco la cassiera della market Tambellini Crai di piazza san Frediano: “Il nostro staff è sempre stato unito, ma adesso siamo consapevoli della situazione, ci siamo responsabilizzati e in alcuni casi ci siamo accollati turni di lavoro in più per aiutare tutti”.

Ma ciò vale anche per chi lavora fuori dal centro: “Stiamo svolgendo un servizio necessario e c’è consapevolezza di tutto ciò da parte dello staff – dice un operatore di un centro commerciale della prima periferia – Gli scioperi indetti dalle categorie non hanno influenzato l’andamento del servizio, siamo qui per dare una mano, l’azienda ci fornisce tutto il necessario per la nostra sicurezza e ci sentiamo protetti anche se siamo in una situazione a rischio”.

C’è comunque una grande attenzione alla propria sicurezza, gli operatori si sentono protetti dai sistemi richiesti dalle normative, nessuno può dirsi completamente tranquillo, però le aziende non li hanno mandati allo sbaraglio e la maggior parte dei clienti sono rispettosi: “Sarei più tranquillo se tutte le persone che arrivano da noi tenessero un comportamento corretto – dice l’operatore del centro commerciale – anche quando riprendiamo una persona ogni tanto possono nascere delle polemiche, non è il momento giusto per farle, ci vuole rispetto per il nostro lavoro”.

La differenza più marcata tra i servizi alimentari offerti in centro storico rispetto a quelli della grande distribuzione è la tipologia di clienti che hanno. All’interno delle mura la clientela è conosciuta e c’è più rispetto nei confronti degli opertatori e anche meno timore verso di loro, fuori accogliendo un flusso maggiore c’è più anonimato verso le persone che arrivano e alcune di loro (poche per fortuna) non rispettano certi tipi di normative.

Con lo scopo di aiutare sia i clienti che i lavoratori dei supermercati abbiamo chiesto a questi ultimi di stilare un vademecum di semplici regole che le persone devono rispettare per far sentire più al sicuro gli operatori del settore.

Eccolo:

  • Fare la spesa non più spesso di una volta alla settimana, 10 giorni se si va nei grossi centri commerciali;
  • Non presentarsi in più di una persona a fare la spesa. Se si vuole una mano per caricare i sacchetti, solo una persona potrà comunque entrare all’interno del supermercato
  • Indossare sempre guanti e mascherina, è un rispetto per se stessi e per gli altri
  • Evitare il saccheggio, come se si stesse affrontando una carestia invece di una pandemia. La distribiuzione di beni di prima necessità non si ferma, continua ad essere consegnata regolarmente e salvo pochi articoli (esauriti per ingiustificato acquisto compulsivo di massa) non mancano le cose
  • Quando si è all’interno di un supermercato rispettare le distanze di sicurezza e fare la spesa in fretta per non creare inutili code, visti gli ingressi contingentati, per offrire così la possibilità a tutti di fare la spesa;
  • Dove possibile usare i servizi di ordine on line per ritirarla già pronta in negozio o farsela consegnare a casa;
  • Attenersi semplicemente alle regole date e usare buon senso, senza sentirsi immuni al virus o al di sopra della norme.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.