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Mascherine per tutti, ma in pochi le sanno utilizzare

Naso scoperto, protezioni appoggiate sulla testa o sul mento e spostate per fumare o telefonare: ecco cosa si vede in giro

Due o tre mascherine gratuite a testa. Mascherine monouso, si intende. Quindi valide per uscire tre volte e non di più. Mascherine che non proteggono dal virus chi le indossa ma solo gli altri e solo se indossate correttamente.

A chi verranno distribuite? Ai cittadini. Compresi quelli che tutti i giorni si vedono camminare per strada indossandole in maniera scorretta. Gente che cammina tenendo la mascherina alla gola, al mento o in testa, per poi indossarla solo quando entra negli esercizi commerciali. Gente che la porta in mano e se la accosta alla bocca quando interloquisce con un esercente e poi la mette in tasca, la poggia sul sedile del passeggero in auto. Gente che se la cala per parlare al cellulare o per fumarsi una sigaretta.

Insomma un investimento pubblico, quello per garantire le mascherine a tutti, che andrà in fumo in pochi giorni e che è inefficace per lo scorretto utilizzo di molti. Ed è sicuramente inefficace per chi pensa che serva a non contrarre il virus.

Se la motivazione fosse questa, infatti, dovrebbero essere distribuiti gratuitamente anche i guanti monouso. Che non c’è bisogno neanche di acquistarli in Cina.

Guanti e mascherine che, invece, dovrebbero essere forniti quantomeno anche dai grandi supermercati e centri commerciali che continuano a rimanere aperti e che lavorano regolarmente e che non hanno visto interrompersi il loro flusso di fatture e profitti. E il cui prezzo dovrebbe essere calmierato nelle farmacie cui dovrebbe essere garantita la distribuzione continua, come si trattasse di prodotti alimentari. Guanti e mascherine che, comunque, non possono e devono sostituire il distanziamento sociale e le comuni regole di igiene e sanità pubblica in vigore.

O forse la distribuzione gratuita è il prodromo a un prematuro quanto poco auspicabile ‘tana libera tutti’?.

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