Tamponi “lumaca” a Lucca: “Mancano i reagenti per il test”

La denuncia del consigliere regionale Marchetti: "Una paziente di oncologia attende da 5 giorni"

“A Lucca una paziente oncologica attende l’esito del suo tampone covid-19 da ormai 5 giorni. Nel frattempo non può nemmeno riprendere il suo trattamento chemioterapico. Ritardi simili a Pontedera, dove i risultati dei tamponi tardano giorni ad arrivare. Motivo? I reagenti sono esauriti. Rossi si riempie la bocca di numeri da fantastiliardo sui tamponi effettuati, poi però la realtà è che non vengono processati. E allora resta solo una propaganda di cui oggi men che mai si sentiva il bisogno”: l’attacco frontale è del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti dopo avere appreso dai quotidiani locali di varie zone della Asl Nord-Ovest di ritardi di giorni nella refertazione dell’esito del tampone per i pazienti sospetti covid-19.

“Ormai sono settimane che la trincea coronavirus covid-19 è purtroppo aperta. E la Toscana si trova senza i pallettoni di difesa. Che dico? Senza poter processare i tamponi si trova addirittura senza la trincea. Si va a petto aperto contro il nemico sconosciuto. A Lucca – ha detto – c’è una malata di tumore che aspetta l’esito del suo tampone da ormai 5 giorni. E’ riuscita a ottenerlo dopo che ha febbre sopra 38 dal 22 marzo, secondo quanto lamenta la figlia. Nel frattempo – prosegue Marchetti – la signora non può sottoporsi neppure alle sue terapie chemioterapiche. E’ una morsa tra patologie capace di stritolare la tenuta di una persona”.

“A Pontedera, invece, le cronache denunciano ritardi simili per i tamponi effettuati con metodo drive-thru ormai anche in quel caso da diversi giorni. Effettuare tamponi e poi non avere reagenti per processarli è una beffa. Anziché tranquillizzare le persone, produce ulteriore allarme. Ah già ma certo: almeno poi il governatore Enrico Rossi può strombazzare numeri record di tamponi fatti. Propaganda per sé, presa in giro per i malati o sospetti tali, pericolo per tutti compresi i loro medici”.

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