Nuovo modulo covid19 al Campo di Marte, è scontro su turni e premio del personale sanitario

Braccio di ferro tra sindacati e cooperativa: "Risposte evasive sulle questioni poste in merito alla tutela dei lavoratori"

E’ scontro sul nuovo reparto di terapia intensiva per pazienti codiv19 al Campo di Marte di Lucca. La questione è sollevata dai sindacati di settore – Michele Massari di Fp Cgil, Pietro Casciani di Uil Fpl e Giovanni Bernicchi di Fisascat Cisl – e riguarda le “garanzie” sulla sicurezza e la tutela dei lavoratori che si occuperanno del nuovo modulo.

“La conversione del modulo di cure intermedie di Campo di Marte – scrivono i sindacati -, gestito dalla cooperativa Elleuno in reparto di accoglienza covid-19, ci pone di fronte a serie considerazioni nell’interesse e a tutela delle lavoratrici/ori impiegati nel reparto. Infatti, già il 27 marzo abbiamo chiesto alla cooperativa appaltatrice Elleuno di mettere le organizzazioni sindacali a conoscenza delle misure di sicurezza, degli orari di lavoro e del rispetto delle norme sul lavoro nei confronti del personale che si sarebbe trovato di li poco a gestire un’attività di tale portata . La richiesta è stata reiterata il 31 marzo dove abbiamo chiesto anche un riconoscimento economico al personale che, è bene ricordare non gode dei trattamenti economici e normativi degli addetti dipendenti pubblici, pur essendo impegnato in orari, turnazioni, attività che risentono pesantemente del momento di emergenza attuale”.

“Dobbiamo purtroppo constatare che – prosegono i sindacati -, così come già avvenuto in passato la risposta di Elleuno è stata a dir poco evasiva. La cooperativa infatti, come si evince dalla lettera di replica, carica praticamente di ogni attribuzione la committente quando, non dobbiamo certamente ricordarlo noi, l’organizzazione del lavoro, la formazione, la sicurezza e la retribuzione sono a carico della commissionaria”.

“Ciò che però ci sconcerta – affermano i sindacati – sono le espressioni finali della risposta di Elleuno, che oseremmo definire al limite del cinismo, dove si tenta di eludere una richiesta legittima, a favore di operatori che rischiano in proprio ogni giorno, in corsia, minimizzando l’impatto di una malattia che ha messo in ginocchio il mondo e che sta causando tanti lutti, tanta preoccupazione e tanta apprensione nelle famiglie e tra gli operatori. Vogliamo risposte precise e le vogliamo da Elleuno che è l’imprenditore cui è stato appaltato il servizio. D’altra parte dobbiamo anche rilevare che non più tardi di un mese fa, eravamo dovuti ricorrere alla Prefettura di Lucca a seguito di un’apertura di stato di agitazione nei confronti di Elleuno per problemi legati ad orari di lavoro, turnazioni, mancata stabilizzazione di personale e nonostante la chiusura negativa, per senso di responsabilità di fronte al propagarsi del virus, rinunciammo alle conseguenti azioni sindacali che sarebbero certamente sfociate in sciopero. Prendiamo anche lo spunto per chiedere alla Asl e alla Regione Toscana di adottare provvedimenti come sono già stati presi per i dipendenti pubblici per un riconoscimento economico retributivo a favore di tutti gli operatori del terzo settore, delle Rsa, delle misericordie, della sanità privata che stanno vivendo in prima linea rischi e sovraccarichi non dissimili dai colleghi del pubblico”.

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