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Coronavirus, test sierologici fermi nei laboratori di Lucca per un problema nel software

Si attendono delucidazioni dalla Regione. Ma intanto fioccano le prenotazioni da chi ha diritto all'analisi gratuita

Sono ancora fermi i test sierologici messi a disposizione gratuitamente dalla Regione Toscana per alcune categorie di lavoratori che sono a contatto con il pubblico.
 Nell’area di Lucca sono tre i laboratori a cui è affidato lo screening. Fra questri il centro analisi Ecol Studio e il laboratorio d’analisi mediche San Vito, che ad oggi (23 aprile) stanno aspettando le disposizioni della Regione Toscana.

“I kit sono arrivati a inizio della settimana, abbiamo tutto il materiale – spiega la titolare di uno dei laboratori – siamo pronti, ma non possiamo ancora partire con le analisi perché si sono riscontrati dei problemi con i software di collegamento forniti dalla Regione. Noi abbiamo deciso di fare il prelievo venoso, non sul dito, ma l’errore è presente in entrambi i software. Quando vengono inseriti i dati, il risultato fornito evidenzia che si è effettuato anche un tampone, quando invece si è fatto solo il test sierologico. Sembra un piccolo errore ma nella situazione attuale è importante essere precisi, perché si sta facendo un’indagine epidemiologica”.

“Nella prima prova fatta ieri  – prosegue – ci siamo resi conto della presenza di questo errore e abbiamo chiesto delucidazioni alla Regione. Siamo adesso in attesa che risponda. Pensiamo di partire a breve, appena ci verrà dato il via libera”.

Il software a cui si fa riferimento è quello della App che dovremmo scaricare sul nostro cellulare e sul quale si dovranno inserire idati e i risultati dei test. Attualmente se si controlla il risultato il software conferma di aver effettuato il test sierologico e anche il tampone di laboratorio, quando in realtà quest’ultimo non è stato fatto.

“Abbiamo già iniziato a prendere gli appuntamenti e a fare una lista di persone che hanno diritto di fare questo test – spiega la titolare del Lam di San Vito – Prendiamo i dati di chi ci telefona, nome, cognome, numero di telefono e mansione svolta, noi di volta in volta li chiameremo e faremo i test. Ma vorremmo sapere il più presto possibile quando iniziare. Consideriamo, nel nostro laboratorio, di poterne fare cinquanta al giorno, quindi una volta partiti sarà rapido lo screening, attualmente il problema non è esecutivo ma nell’archiviazione dei dati”.

“Nell’archiviazione bisogna stare attenti perché questi dati vengono poi mischiati con quelli nazionali e se risulta che si è fatto un tampone è una cosa, se si è fatto un test sierologico è un’altra cosa – precisa – Sono proprio due analisi distinte che hanno anche costi diversi. Noi non facciamo tamponi solo test sierologici su campione venoso”.

Si parla spesso dell’affidabilità dei test sierologici e in molti casi si attribuisce a questo una scarsa affidabilità:
“Le posso dire che se si guarda il foglietto illustrativo del kit inviato dalla Regione, l’affidabilità soprattutto del test con prelievo venoso è superiore al 95%, quindi molto buona – dice la titolare del laboratorio – Se si vuol vedere l’infezione, probabilmente non è utile il test, ma se vogliamo vedere un’infezione pregressa allora il test funziona. Se una persona in questo momento ha una certa difesa immunitaria contro il coronavirus, si vede. La durata di questa difesa però è ancora sconosciuta”.

“Il test riesce quindi a farci sapere quante persone asintomatiche sono state in contatto con il virus e hanno sviluppato una certa difesa immunitaria – conclude la titolare – e quanti invece non sono mai venuti in contatto e sarebbero passibili di futura infezione. È questo il risultato che offre questo test sierologico ed è per questo che viene fatto anche per le ditte, se una persona non ha una difesa immunitaria contro il virus l’azienda dovrà mettere in atto tutte le procedure per evitare che lo prenda”.

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