Morto a 64 anni il videoartist Giacomo Verde foto

Lutto nel mondo della cultura e dell'arte a Lucca, città dove viveva dal 1998

Ancora un lutto nel mondo della cultura a Lucca. E’ scomparso all’età di 64 anni, dopo una lunga malattia, il videoartist Giacomo Verde, originario di Napoli ma dal 1998 viveva e lavorava a Lucca.

Giacomo Verde nasce in provincia di Napoli nel ’56. Figlio di emigranti si diploma all’istituto d’arte di Firenze. Migrante, ha passato 12 anni a Treviso, poi ha vissuto a Lucca ma come cittadino del mondo, lavorando spesso all’estero.

opera di Giacomo Verde

Cresciuto in Toscana, si diploma all’istituto d’arte di Firenze. A partire da metà anni Settanta, la sua carriera artistica si sviluppa tra musica, animazione e teatro di strada, approdando, nel decennio successivo, alla videoarte, forma espressiva che lo vedrà tra i massimi esponenti a livello italiano e internazionale. Autore di oper’azioni incentrare su un utilizzo critico, consapevole e creativo della tecnologia “povera”, Verde realizza così numerose tecno-performance, installazioni, laboratori, arrivando, nel 1989, a realizzare H & G tv, il suo primo tele-racconto nella fattispecie ispirato alla fiaba Hansel e Gretel, unione di linguaggi comprendenti narrazione, micro-teatro e ripresa in diretta. È tra i primi artisti italiani a sperimentare, in campo espressivo,  interattività digitale e net-art, proponendo un’indomita e ludica riflessione sulle mutazioni tecno-antropologiche connesse al mondo contemporaneo.

La sua carriera si sviluppa attraverso una vastissima gamma di ramificazioni e collaborazioni artistiche, sempre denotando un’incrollabile coscienza sociale, un indomito senso dell’umorismo e una grande umanità, qualità che lo hanno contraddistinto anche nel campo dell’insegnamento, prima condotto attraverso innumerevoli laboratori e poi approdata a una serie di corsi tenuti in varie accademie d’arte e università italiane (Macerata, Carrara, Torino e Venezia).

Dopo un periodo di oltre dieci anni trascorso in Veneto, dal 1998 vive a Lucca, continuando a «lavorare nel mondo». Nel 2001, realizza il video Solo limoni documentazione videopoetica in 13 episodi sull’anti G8 di Genova, che si segnala tra i contributi più notevoli legati al celebre accadimento. Nel 2007, pubblica Artivismo tecnologico. Scritti e interviste su arte, politica, teatro e tecnologia, edito dalla casa editrice Biblioteca Franco Serantini di Pisa.

Difficile, quasi impossibile, riportare in poche righe e in modo esauriente i momenti di un percorso espressivo tanto eclettico quanto minuzioso, giacché il rischio di passare sotto silenzio qualche passaggio importante è pressoché certo: da Storie mandaliche (teleracconto del 1998, ripreso e aggiornato poi nel 2004 e 2005) all’invenzione di Bit, personaggio virtuale protagonista di svariati lavori a partire dal 2003, sino agli ultimi lavori, lo spettacolo di narrazione con video-ologrammi L’albero della felicità (2016) e la bellissima performance dal titolo Il piccolo diario dei malanni, del 2019, ambedue progetti creati in seno ad Aldes, associazione di Lucca con cui collaborava dal 1998.

Fondatore, nel 2015, della web-rivista di cronaca teatrale lo sguardo di Arlecchino, negli ultimi anni, Verde ha dato vita a un’intensa collaborazione con l’officina d’arte fotografica Dada Boom di Viareggio, entrando a far parte del collettivo che anima tale spazio, organizzando incontri, concerti, performance e spettacoli.

A proposito del suo lavoro, nel 2018 è stato pubblicato il volume monografico Giacomo Verde– videoartivista, a cura di Silvana Vassallo (Edizioni Ets, Pisa).

Cordoglio è stato espresso anche dal Comune di Lucca, attraverso le parole dell’assessore alla cultura Stefano Ragghianti: “Abbiamo perso un importante esponente italiano e internazionale della videoarte, napoletano di nascita aveva scelto Lucca come sua residenza da oltre venti anni arricchendo considerevolmente la rete di rapporti e di produzioni che hanno rinnovato enormemente il dibattito artistico della nostra città. Verde è stato un esploratore delle nuove strade aperte dalla tecnologia con una profonda conoscenza delle radici della cultura teatrale e delle arti visive. Ai parenti, agli amici e ai collaboratori, all’associazione Aldes, che con lui ha realizzato spettacoli e performance, le più sentite condoglianze”.

E’ lutto anche per l’officina Dada Boom di Viareggio: “Non ci sono parole – si legge in una nota -, non possono esistere, per descrivere realmente chi fosse Giacomo e soprattutto il vuoto che lascia. Una vita dedicata alla ricerca del bello e del giusto attraverso l’impegno nella cultura e nell’arte. Magari avrete avuto la fortuna di leggere un suo libro, di ammirare una sua performance o avere visto un suo video ma noi siamo stati molto più fortunati, ad avere respirato assieme a lui, ad essere stati contaminati dal suo vivace ingegno e nutriti dalla sua esperienza. Giacomo Verde, nonostante, sia una persona che già in vita si studiava nei corsi accademici per la sua capacità di essere un innovatore nei campi della video arte era una persona umile e disponibile.
Tra i pionieri nel campo della sperimentazione con le arti elettroniche in Italia, Giacomo Verde ha operato in un territorio di confine, all’incrocio tra diversi linguaggi e generi. Docente all’accademia di Carrara e di Torino dall’anno prossimo era in procinto di avere anche la cattedra di Venezia. Politicamente schierato dalla parte dei movimenti ha prodotto video documenti molto conosciuti “Come s’era tutti sovversivi dedicato a Franco Serantini o Solo Limoni sui fatti del G8 di Genova dove anche lui partecipò. Inventore del tele – racconto, dove la telecamera riprende piccoli oggetti animati dal narratore in tempo reale e il televisore li ritrasmette in diretta, come se fosse una potente lente di ingrandimento, ingigantendoli fino a dargli un senso estetico e narrativo altrimenti non percepibile. Fin da subito sostenitore dell’Officina d’arte fotografica e contemporanea Dada Boom, attivo nel museo popolare della pineta, firmatario del manifesto reo – dadaista e attivissimo nel rilanciare il Carneval Varignano quest’anno aveva partecipato, nonostante la malattia, anche alla canzonetta dei rioni. Si è speso fino all’ultimo all’interno del collettivo e giovedì 30 aprile, nonostante avesse l’ossigeno attaccato, ha partecipato alla nostra ultima riunione skype. Ieri Primo Maggio, giorno che eravamo soliti festeggiare assieme, ci scriveva: ‘Eccomi qua! Buon Primo Maggio a tutte e tutti! Anche se è davvero molto strano questo primo Maggio. Per il coronavirus nel vostro caso e per il tumore nel mio. Nessuno di noi l’anno scorso si sarebbe immaginato questo 1 maggio. Chissà come sarà il prossimo? Ormai questo è andato. Quindi mi vien da augurarci buon 1 maggio 2021! Che sia meglio di questo! Facile è?‘. Non sappiamo come sarà il prossimo 1 maggio ma, una cosa è certa, se ci saremo ti ricorderemo caro amico, compagno, fratello. E ti ricorderemo ogni giorno, grati di tutto quello che ci hai insegnato”.

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