Asl, quintuplicati gli accessi al centro prelievi

L'azienda chiarisce i motivi del disservizio al Campo di Marte

I disagi al centro prelievi dell’ex Campo di Marte? Dovuti al lockdown per il coronavirus. E’ l’Asl che interviene sulle segnalazioni di disservizi chiarendo la situazione:

“Durante il lockdown per i centri prelievo della Cittadella della Salute Campo di Marte (edificio E, piano terra), di Capannori, di Marlia e di San Leonardo in Treponzio –  spiega l’Asl – come per tutti gli altri del territorio aziendale – era stato deciso di organizzare i prelievi solo con prenotazione. Una formula molto apprezzata dalla cittadinanza lucchese e non solo, visto che usufruiscono di questo servizio anche utenti che appartengono ad altri bacini. Ricordiamo che la preaccettazione è una sorta di prenotazione del prelievo con l’invio, alcuni giorni prima della data prescelta, di uno specifico modulo per fax o per e-mail allegando la richiesta del medico e copia della carta sanitaria elettronica“.

“L’accesso libero, nei giorni di prelievo – va avanti -, era stato riservato durante l’emergenza Coronavirus soltanto agli esami urgenti. Anche le donne in gravidanza, i disabili, i pazienti oncologici e coloro che hanno avuto un trapianto oppure sono in trattamento con anticoagulanti (Inr), continuavano e continuano ancora ad usufruiore dell’accesso diretto al punto prelievo dedicato a queste persone, denominato altro prelievo (collocato nell’edificio B al primo piano, aperto dal lunedì al venerdì ore 7.30 – 9.30). Chiaramente finito il lockdown gli utenti del centro prelievi sono aumentati vertiginosamente, tanto che gli accessi sono quintuplicati rispetto a qualche settimana fa. L’unità di crisi aziendale, proprio per preservare la salute dei cittadini, anche in questa fase ha indicato le necessarie misure restrittive, cercando di evitare gli assembramenti nelle sale di attesa. Per questo motivo si è reso necessario contingentare gli utenti sulla base della superficie delle sale di attesa del centro prelievi ed è quindi stato inevitabile continuare con la modalità della preaccettazione, rimandando l’accesso libero a quando questo sarà possibile in base alle mutate condizioni. Senza l’accesso diretto, tutti gli utenti continuano ad usufruire della preaccettazione, escludendo chi ha necessità di fare i prelievi urgenti, ragion per cui, considerando gli attuali numeri piuttosto elevati, sono stati aumentati i giorni entro i quali deve essere inviata la preaccettazione passando da 2 a 5 giorni lavorativi per permettere agli operatori di organizzare minuziosamente il servizio. Può per questo anche capitare che alcuni utenti possano essere avvisati telefonicamente di una variazione del giorno prescelto”.

“Ovviamente – prosegue la nota – cambiando la modalità organizzativa dei prelievi è variata anche la dislocazione del personale. Da qui la presenza di un minor numero di operatori allo sportello, perché adesso sono pochi gli accessi (riservati solo agli utenti che hanno necessità di un esame urgente), ed un aumento di operatori di retrosportello. Quindi, non c’è stata alcuna riduzione di personale ma solo una sua diversa distribuzione, con la necessità di una maggiore copertura del lavoro dedicato alla preaccettazione. Infatti nessun operatore – è bene chiarirlo – ha perso il posto di lavoro ed è stato mantenuto lo stesso monte orario di lavoro pre-Covid”.

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