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Puccini, la Fondazione vince la causa per i diritti d’autore contro Ricordi

Sentenza favorevole all’istituzione cittadina che lamentava il mancato versamento di almeno 2 milioni di euro

Era una sentenza attesa e arriva, finalmente, nel momento più opportuno, quello in cui la città – anche dal punto di vista del suo patrimonio culturale – prova a rialzare la testa. E la buona notizia dopo il lockdown e la cancellazione della maggior parte degli eventi musicali in città – compreso il Lucca Summer Festival – ha come protagonista Giacomo Puccini. Un nome su cui, in questo preciso frangente, si cerca di investire sempre di più.

La Fondazione che porta il nome del maestro e che in questi mesi di quarantena si è vista costretta a chiudere la casa museo l’ha spuntata: ha vinto la causa contro la casa editrice Ricordi – posseduta dalla tedesca Universal – sui diritti d’autore delle opere del compositore lucchese noto in tutto il mondo. L’istituzione e l’amministrazione comunale attendono di esaminare nel dettaglio il dispositivo della sentenza cui sono giunti i giudici del tribunale civile di Milano dove si era aperto l’annoso contenzioso che dal 2015 ha privato le casse della Fondazione di una cifra che si aggirerebbe attorno ai 3 milioni di euro.

E a poche settimane dalla ripartenza, dopo un estenuante braccio di ferro legale fatto di rinvii ed eccezioni che hanno portato ad allungare il processo di almeno un anno, è arrivato finalmente il pronunciamento. La notizia si è presto diffusa a Lucca, negli ambienti della Fondazione e del Comune, dove è stata accolta con soddisfazione da tutti, ma anche con un non indifferente sollievo. In un momento delicato come questo, infatti, la conferma dei fondi derivanti dai diritti (e iscritti comunque a bilancio) è quello che ci voleva per ridisegnare, con più tranquillità, la ripartenza.

Il contenzioso tra la Fondazione e Ricordi era sorto nel 2015 quando la Universal (proprietaria della casa editrice con cui Puccini siglò l’accordo) smise di pagare la quota dei diritti spettante alla Fondazione, circa i due terzi del 50% degli introiti (tra l’altro in costante crescita), mentre l’altra parte della fetta spettava alla nipote del maestro, Simonetta, scomparsa da qualche tempo.

Stando a quanto aveva ricostruito la Fondazione, in ballo ci sarebbero ormai quasi tre milioni di diritti non ricevuti negli ultimi 5 anni. Fino al 2015 Ricordi aveva versato regolarmente i diritti per una media di 240mila euro all’anno. Da quella data però, sono iniziati i problemi: sarebbero spettati alla Fondazione mediamente 570mila euro all’anno ma gliene sono stati riconosciuti solo 140mila. Il motivo del contenzioso è che Ricordi, ha cominciato a sostenere di non dover più pagare i diritti per Fanciulla del Weste Turandot. Dopo un tentativo di accordo, le parti sono andate in causa.

Adesso, si attende di conoscere la quantificazione effettiva dei mancati introiti che dovranno essere versati alle casse della Fondazione.