Gatto ucciso da un’auto a San Filippo: “Colpa della viabilità”

L'incidente in via della Chiesa XXI. La proprietaria: "Alta velocità nelle strade interne, a rischio anche i bambini"

Ucciso da un’auto Momo, un micio adottato da una famiglia di San Filippo. E l’occasione per la residente è quella di puntare il dito sulla viabilità della zona e sull’alta velocità delle auto in transito.

Momo, come racconta una residente, è stato travolto da un’auto che transitava in via della Chiesa XXI a San Filippo. È stato lasciato sul bordo strada e l’auto non si è neanche fermata a soccorrerlo dopo avergli fracassato il cranio.

“Era stato preso da piccolo – ricorda la residente – nell’agosto 2012 al mercato dagli addetti del canile, è stato curato ed accudito con amore. Veniva incontro quando tornavamo dal lavoro, era affettuoso e come poteva saltava in braccio per essere coccolato, dormiva in casa con noi. Il giorno stava in giardino giocando e girottolava nei giardini attigui in cerca di qualche lucertolina da cacciare. Quando l’abbiamo “adottato” la zona era tranquilla e sicura anche per un micio. Nulla faceva presagire come sarebbe diventata. Faceva parte della famiglia ed il dolore è grande. Si, è stato ucciso – e non è il primo – in via della Chiesa XXI a San Filippo dove il traffico e la velocità regnano sovrani soprattutto in alcune ore del giorno”.

“Nell’estate 2018 sono stati fatti i lavori Geal in via di Tiglio – spiega la residente – e il traffico era stato indirizzato nelle vie interne ed in particolare su via della Chiesa con l’apertura “temporanea” del piccolo tratto di strada che da via Ingrillini accede a via Martini e via della Chiesa, nonché dirottando alla chiesa di San Filippo e successivamente in Vvia della Chiesa le auto che provenivano dalla rotonda di via Piaggia in direzione Lucca e San Concordio. Purtroppo la modifica della viabilità non è stata “temporanea”, e nonostante la fine dei lavori e la riapertura della via di Tiglio, la situazione si è protratta nel tempo fino ad oggi rendendo la vita dei residenti difficile per l’inquinamento atmosferico, acustico e per il pericolo derivante dalla velocità di percorrenza”.

“A nulla sono valsi – spiega la residente – gli incontri fatti a suo tempo sul territorio con l’assessore di riferimento, le richieste inoltrate al Comune dai residenti, le segnalazioni di pericolosità per la velocità elevata, nulla è stato fatto per preservare una zona interna residenziale dal traffico di attraversamento. Nessun cartello che inviti gli automobilisti a non attraversarla, nessun “dosso” installato per limitare la velocità, nessun accorgimento adottato per rendere più vivibile la vita nel paese. Non servono opere infrastrutturali costose, solo qualche cartello stradale che possa dissuadere gli automobilisti non residenti al suo attraversamento”.

“Via della Chiesa XXI viene percorsa – conclude la donna – da ragazzi a piedi, in bicicletta o con lo skateboard, anziani accompagnati per la passeggiata quotidiana e persone che portano a spasso i cani. È vissuta e lo sarebbe ancora di più senza il traffico. Sì, Momo era un gatto – per noi uno di famiglia – ma il livello di civiltà umana si misura anche da come trattiamo e consideriamo gli animali ed in particolare quelli domestici e di come ci prendiamo cura dell’ambiente di vita affinchè le famiglie ed i loro animali possano vivere sereni. Questo era stato chiesto al Comune: un ambiente vivibile. Quello che è accaduto a Momo poteva essere evitato se veniva rispettato il limite di velocità, ma preoccupa ancora di più il fatto che poteva accadere ad un bambino o ad una qualsiasi altra persona“.

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