Gratuito patrocinio, l’osservatorio della Camera Penale: “Diritto alla difesa sia garantito a tutti”

Una fotografia dello stato dell'arte dopo l'emergenza Covid: "Siano garantiti pagamenti celeri ai legali che forniscono il servizio"

Patrocinio dello Stato e diritto alla difesa, sul tema intervengono il responsabile dell’osservatorio patrocinio
a spese dello Stato e difesa di Ufficio della camera penale di Lucca Roberto Bonacchi e gli altri membri dell’Osservatorio gli avvocati Micaela Bosi Picchiotti, Andrea Giannecchini e Andrea Brazzini.

“La Camera Penale di Lucca – si legge in una nota – unitamente all’Osservatorio sul pèatrocinio a spese dello Stato e la difesa d’ufficio, ha voluto esaminare lo stato dell’arte nel territorio lucchese per quanto riguarda l’istituto del patrocinio a spese dello Stato. Elemento questo che, contrariamente al pensiero comune, rappresenta un istituto di civiltà giuridica volto a riconoscere dignità alla funzione difensiva e al giusto processo. Nella tutela dei diritti esercitata mediante il ricorso al meccanismo giurisdizionale uno degli istituti posti a garanzia dell’accesso alla giurisdizione è proprio quello del patrocinio a spese dello Stato. Difatti, dare la possibilità di accedere alla tutela dei diritti anche a coloro che sopportano condizioni economiche disagevoli significa realizzare pienamente quella che è la volontà del legislatore costituzionale, dando corpo e anima sia all’ articolo 24 comma 1 della Costituzione che all’ articolo 3 comma 2 in tema di uguaglianza sostanziale, perché solo così è possibile permettere a chiunque l’accesso alla giustizia”.

“L’Istituto del patrocinio a spese dello Stato – proseguono gli avvocati – consiste nella facoltà concessa ad una persona non abbiente (cittadino italiano e non) di richiedere l’esenzione dal pagamento delle spese di giustizia e la surrogazione dello Stato nella corresponsione del compenso professionale al proprio difensore e/o consulenti tecnici. Contrariamente a quanto viene spesso affermato da una parte fortunatamente minoritaria dell’opinione pubblica, tale istituto si palesa come un vero e proprio “diritto di civiltà” perché, permettendo a tutti, indistintamente, la possibilità di tutelare i propri diritti, non lascia che il circuito della giustizia sia protagonista solo di coloro che possono sobbarcarsi i costi della stessa, finendo così per far divenire elitaria la tutela delle proprie ragioni”.

“Durante la fase emergenziale – dicono dalla Camera Penale – determinata dalla pandemia mondiale Covid-19, l’Osservatorio rappresentato dall’avvocato Roberto Bonacchi ha lavorato in costante interlocuzione con gli uffici giudiziari del tribunale di Lucca che per voce del presidente, si sono immediatamente attivati in ordine alla concreta liquidazione degli onorari dovuti per le difese con patrocinio a spese dello Stato. La questione, infatti, non si limita ad una mera pretesa di carattere sindacale dell’Avvocatura proprio per le finalità poc’anzi evidenziate: il patrocinio a spese dello Stato non è, in effetti, una modalità di pagamento degli avvocati bensì un istituto a servizio del cittadino per la rappresentanza in giudizio (sia civile che penale) ma permette anche l’accesso a particolari attività di consulenza di periti e tecnici. Basti pensare alla semplice nomina di un consulente tecnico di parte o ad un perito in sede di incidente probatorio. Purtroppo la farraginosità della procedura, la lentezza di alcune sedi giudiziarie in tema di liquidazione, l’esiguità dei compensi e il cronico ritardo dei pagamenti comportano una disaffezione all’istituto al punto tale che molto spesso il professionista o il consulente preferiscono non assumere l’incarico a discapito dei singoli cittadini”.

“Grazie alla interlocuzione da parte dell’avvocatura penale – dicono gli avvocati – diversi capi dei singoli uffici giudiziari, ivi compreso quello lucchese, hanno disposto per l’immediata liquidazione, dimostrando inoltre concreta vicinanza e solidarietà con provvedimenti che – in molti casi – hanno invitato il personale amministrativo ad eliminare eventuali liquidazioni in arretrato nonostante lo smart working imposto come misura cautelativa anticontagio. In particolare nel foro lucchese è stato fatto un monitoraggio costante degli uffici preposti agli adempimenti di cancelleria relativi al patrocinio e difese di ufficio, rimanendo informati mensilmente circa lo stato di lavoro dei dipendenti del tribunale nelle predette cancelleria e lo svolgimento del lavoro degli stessi, sia in sede che in smart working; sollecito al tribunale per l’accelerazione dei procedimenti di liquidazione sia dei patrocini che delle difese di ufficio nel periodo di cosiddetto lockdown, nonché, più in generale, di tutto l’iter burocratico relativo sia alla fase di emissione del provvedimento di liquidazione (decreto di pagamento) che alla successiva fase di dotazione dell’esecutività ed emissione della fattura elettronica da parte del professionista; rilevato e sollecitato, anche prendendo spunto da altri provvedimenti di altri circondari, la problematica riguardante la sospensione dei termini previsti dall’articolo 83 del decreto legge del 17 marzo del 2020 numero 18 e la rinuncia al termine di impugnazione del decreto di pagamento; monitoraggio sistematico dell’ufficio spese di giustizia e raccolta informazioni riguardo l’effettuazione dei mandati di pagamento, sia con riferimento all’ufficio territoriale che riguardo all’ufficio della Corte di appello deputato ai pagamenti; dialogo serrato con i predetti uffici per informazioni riguardo allo stato della decisione delle istanze di ammissione, istanze di liquidazione e emissione dei mandati di pagamento dell’ufficio spese di giustizia del tribunale di Lucca; raccolta di informazioni a campione su un numero di colleghi pari a circa 20 riguardo lo stato dei pagamenti delle difese di ufficio e dei patrocini a spese dello Stato; studio approfondito e confronto interno riguardo le novità sia legislative che giurisprudenziali in materia di patrocinio a spese dello Stato e difesa di ufficio”.

“In ultimo – conclude la nota – la stessa Unione delle Camere penali italiane ha inviato un documento al ministro della giustizia Alfonso Bonafede con una proposta “a costo a zero” affinché nel bilancio del ministero della giustizia venga creato un apposito capitolo di spesa nell’ambito dello stato di previsione del dicastero competente, all’atto della redazione della legge di stabilità da parte del governo, in modo da destinare una determinata somma di denaro vincolata esclusivamente alla liquidazione dei compensi professionali dei difensori e dei consulenti. Questa previsione eliminerebbe qualsiasi atto discrezionale in proposito con la conseguente pronta disponibilità delle somme e quindi la velocizzazione, effettiva e concreta, delle procedure di liquidazione degli onorari. Una proposta che, come molte altre, tace silente sulla scrivania del ministro della giustizia“.

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