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S. Concordio, manifestanti tentano di fermare il taglio degli alberi. Scatta la denuncia foto

Quartieri social, sale tensione. Il direttore dei lavori chiama polizia e carabinieri. I comitati: "Il Comune fa scempio del verde"

Avevano annunciato di essere pronti anche a bloccare i cantieri se fosse stato necessario e così hanno fatto. Tre manifestanti, appartenenti al comitato Per San Concordio e agli Amici del porto della Formica – tra cui l’animatrice della protesta civica, Clara Mei e Claudia Zerboni -, hanno tentato stamani (23 luglio) di bloccare il taglio di alcuni alberi in piazza Aldo Moro, nell’ambito del progetto di riqualificazione dei quartieri social.

protesta in piazza aldo moro

Il direttore dei lavori trovandosi i tre nel cantiere ha subito richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e formalizzando una denuncia. Sul posto sono arrivate le volanti della polizia, insieme ai carabinieri, mentre il gesto dimostrativo andava avanti. Al cantiere, contattato dai manifestanti è andato anche il consigliere del M5S, Massimiliano Bindocci, mentre altri esponenti del consiglio non si sono presentati.

Il clima di tensione per le opere previste a San Concordio sale dunque alle stelle. I comitati del quartiere questa mattina sono intervenuti per evitare il taglio degli alberi, sostenendo che le opere cancelleranno l’area verde: da tempo si battono anche contro i lavori al parco della montagnola e contestano il progetto di piazza coperta nell’area dell’ex Gesam.

Stamani il direttore dei lavori tuttavia ha deciso di ricorrere alle denunce. “Nelle settimane scorse – spiega infatti il Comune in una nota – la direzione dei lavori del progetto quartieri social San Concordio ha rilevato i segni di diverse violazioni alle aree di cantiere interdette al pubblico avvenute fuori dall’orario di lavoro. Questa mattina tre persone si sono introdotte in uno dei cantieri per una probabile occupazione. La direzione dei lavori ha immediatamente chiesto l’intervento delle forze dell’ordine e provveduto alla denuncia”. Al momento la digos ha identificato i tre manifestanti che sono stati trovati nel cantiere: rischiano una denuncia a piede libero se sarà, come pare, formalizzata la querela da parte del direttore del cantiere. A tentare una mediazione per prima è stato un tecnico del Comune, poi anche il sindaco Alessandro Tambellini.

Il Comune: “Gli alberi di piazza Aldo Moro? Abbattuti per le modifiche al progetto condiviso con i comitati”

Tutto inutile, perché soltanto l’intervento delle forze dell’ordine ha riportato la calma. Ma non la pace tra comitati e Comune.

Claudia Zerboni del comitato Per S. Concordio spiega che “il progetto dei quartieri social che prevede la sistemazione del parcheggio può essere anche legittimo ma non a scapito degli alberi e del verde. Sono alberi che hanno una cinquantina di anni e sono sani. Era stato promesso che questi alberi non sarebbero stati toccati e invece ecco costa sta accadendo: vengono tagliati”.

Clara Mei allontanata dal cantiere di S. Concordio

Clamorosa la protesta di Clara Mei, che è stata allontanata dal cantiere dalle forze dell’ordine: “Non poteva il progetto del parcheggio – sottolinea invece Clara Mei – includere questi grandi alberi nella progettazione, invece di abbatterli? Che razza di progettisti e che razza di committenza abbiamo? Non era stato promesso e ripromesso e garantito dai vari Ciardetti Bianucci Olivati Lemucchi che i grandi cedri non si toccavano? Eravamo pronti, lo avevamo detto, a metterci davanti le ruspe quando inizieranno i lavori alla Galleria coperta che dalla Montagnola arriva ai Chiariti, millecinquecento metri quadri di inutile cemento e acciaio con relativo consumo del suolo, ma non ci saremmo mai aspettati che oggi avrebbero tagliato i cedri, alberi così grandi, sani vigorosi, a chi può venire in mente di tagliarli? Ci avevano promesso che non lo avrebbero fatto, eravamo tranquilli. Prima mandano l’ingegner Cardone, un tecnico, nessuno ci vuol mettere la faccia, alla fine arriva il sindaco Tambellini, iroso, paonazzo e sclerato più del solito, a urlarci che il progetto è approvato, prevede il taglio degli alberi e gli alberi si taglieranno. Bastava spostare il marciapiede di 80 centimetri e si sarebbero salvati tutti e due: speravamo che fosse sceso fino a S.Concordio, contrada di cui a lui, santalessino, non è mai importato niente, per dirci questa cosa semplice e banale: spostiamo il marciapiede di 80 centimetri e si salva capra e cavoli. Invece ci ha voluto aggredire e criminalizzare, e andato via lui, tutte le forze dell’ordine, chi in divisa e chi in borghese si sono schierate a tutti i varchi per impedirci di entrare e fermare le motoseghe. Solo io riesco a passare, una scena cui non avrei mai creduto di poter assistere in vita mia”.

Il consigliere Massimiliano Bindocci è caustico: “Stiamo assistendo ad uno scempio degno del sud America. C’era un impegno politico a sospendere i lavori e verificare se c’era la possibilità di fare un passo indietro. Gli attivisti hanno chiesto la documentazione del progetto e invece sono stati identificati come se fossero dei delinquenti. Questi alberi vengono tagliati in modo scellerato da chi per il mattone è disposto a fare tutto”.

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