Piccinni (Fondazione Brf): “Suicidi in crescita, occorre monitorare il fenomeno”

Covid-19 e salute mentale, l'appello dopo un convegno sul tema del Centro studi americani

“L’emergenza Covid-19 ci ha dato l’occasione di mettere a nudo alcune urgenze: è inammissibile che gli ultimi dati disponibili sui suicidi risalgano al 2016. Ecco perché occorre una struttura che monitori il fenomeno suicidario, specie all’indomani del lockdown e dell’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto”. È quanto afferma il professor Armando Piccinni, presidente della Fondazione Brf – Istituto per la ricerca in psichiatria e neuroscienze e professore straordinario all’Unicamillus di Roma, intervenendo come relatore all’evento online Covid-19: gli effetti della pandemia, dell’isolamento sociale e del lockdown sulla salute mentale degli italiani, moderato dall’onorevole Beatrice Lorenzin (Pd) e organizzato dal Centro studi americani in partnership con Edra.

“Con la Fondazione Brf – ha proseguito il professor Piccinni – abbiamo realizzato un’inchiesta basandoci sugli articoli della stampa italiana proprio perché non ci sono dati aggiornati. Abbiamo contato in circa 75 giorni 62 suicidi legati direttamente o indirettamente al Covid-19, o per timore di contagio o per ragioni economiche. Questo ci indica in che direzione va la patologia mentale e, soprattutto, dovrebbe spingerci a pensare anche ad un monitoraggio più puntuale relativo agli atti suicidari e ad una riorganizzazione dei servizi, utile a medici, psichiatri e organi di governo”.

Nel corso dell’evento il professor Piccinni ha illustrato anche alcuni studi condotti dalla Fondazione Brf: “Tramite questionari online abbiamo monitorato l’incidenza delle dipendenze comportamentali sugli adolescenti. Ci sono dati che lasciano senza parole. Un fenomeno che emerge in particolare è la food addiction: chi aveva questa tendenza, l’ha incrementata durante il lockdown. C’è stato un incremento anche dell’uso di sostanze stupefacenti e di alcool, tema connesso alla violenza domestica”.

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