Guasto alla cella frigorifera dell’obitorio, protesta la famiglia del defunto

La Asl: "Problema isolato ed imprevedibile". Presto la gara per il rinnovamento complessivo delle strutture

Un cittadino lucchese con una lettera inviata direttamente in redazione ha denunciato un grave episodio avvenuto nel reparto di medicina legale dell’ospedale Campo di Marte, che ha sede nella camera mortuaria.

Nella lettera viene raccontato che, a seguito della morte del fratello di 55 anni, avvenuta improvvisamente, i medici, incapaci di stabilire con precisione la causa della morte, hanno richiesto l’esame autoptico della salma. Il corpo del defunto viene dato in custodia al reparto di medicina legale dell’ospedale, che ha base negli spazi della camera mortuaria. La famiglia e gli amici, nella totale disperazione, vengono informati che l’attesa, prima di poter rivedere il corpo, durerà alcuni giorni, dal venerdì in cui è accaduto il fatto al successivo mercoledì, giorno previsto per l’autopsia. A quel punto dopo essere stato ricomposto sarebbe stato messo a disposizione dei parenti per poterlo vedere un’ultima volta prima della cremazione.

Purtroppo questo non è avvenuto, nessuno ha potuto dare l’ultimo saluto al defunto, perché la cella frigorifera in cui è stata deposta la salma ha smesso improvvisamente di funzionare. Secondo la lettera inviata il corpo al momento dell’apertura della cella frigorifera si trova ad una temperatura di 22-23 gradi, vicino ad una temperatura ambiente, invece che a zero gradi, come avrebbe dovuto.

Nella lettera, il fratello lamenta anche le modalità con cui è venuto a conoscenza di questo increscioso fatto. Non è stato avvertito dall’azienda sanitaria, ma direttamente dall’agenzia funebre a cui si sono rivolti i parenti. Inoltre viene sottolineato il rischio che i risultati dell’autopsia possano non essere attendibili e alcuni esami impossibili da effettuare, a causa delle condizioni in cui versava la salma.

Contattata l’azienda sanitaria, giunge tempestiva la risposta: “In merito all’episodio segnalato da un cittadino, l’azienda Usl Toscana nord ovest precisa che alcuni giorni fa, di notte, c’è stato un guasto ad un compressore collegato ad una cella frigorifera dell’obitorio di Lucca. Al mattino, appena il personale della struttura si è accorto del problema, la salma è stata trasferita in un’altra cella ed è stata regolarmente effettuata l’autopsia, con individuazione della causa del decesso, prima della cremazione.
 Si è trattato di un problema isolato ed imprevedibile per il quale gli operatori si sono scusati e si scusano”.

“Per quanto riguarda il sistema d’allarme – precisa l’azienda sanitaria – non è stato collegato a questa cella frigorifera perché installata da poco (insieme ad un’altra). La struttura delle tecnologie sanitarie sta portando avanti una gara per un rinnovamento complessivo delle celle frigorifere, anche perché il reparto di medicina legale di Lucca effettua molte autopsie, per tutto il territorio aziendale ed anche per altre aziende e territori (nell’ultimo periodo anche su pazienti positivi al Covid), con riconosciuta competenza e professionalità”.

Dopo aver contattato alcuni parenti vicini al defunto è stato inoltre appurato che i risultati della perizia autoptica hanno stabilito con certezza la causa della morte (infarto) e che la situazione in cui si trova la salma non ha falsato i risultati.

Si tratta quindi di un episodio isolato, come asserisce l’azienda sanitaria o un fatto che è accaduto altre volte? Questa è una possibilità paventata dalla lettera giunta in redazione. Alcuni parenti del defunto vogliono vederci chiaro e per questo invitano per questo a denunciare eventuali episodi simili che si possono essere verificati nel reparto di medicina legale di Lucca.

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