Il nuovo questore: “Priorità alla presenza sul territorio” foto

Alessandra Faranda Cordella si è insediata negli uffici di via Cavour: "Da oggi sono lucchese"

Una solida cultura della prevenzione associata all’esigenza di reprimere i reati, certo, ma prima di tutto l’instaurazione di un rapporto umano, simbiotico, con il territorio: sono i cardini intorno ai quali si impernierà l’azione del nuovo questore di Lucca – la dottoressa Alessandra Faranda Cordella – che si è presentata oggi (1 agosto) alla città.

Siciliana, classe 1964, proveniente dalla questura di Asti (un mandato dal 2018 ad oggi) Faranda lascia intendere fin da subito come quello di sicurezza sia un concetto dalle maglie profonde, destinato ad intercettare necessariamente molteplici settori della vita comune: “Una città diventa sicura – dichiara – quando le forze dell’ordine riescono a vivere profondamente il territorio, ad immettersi nel suo circuito culturale. Se questo non accade, ecco che quella zona sarà certamente preda dei malviventi. Anche i cittadini – l’appello – possono fare sicurezza assumendo comportamenti responsabili”.

L’idea forte del nuovo questore – già applicata con successo ad Asti – è quella di una polizia moderna, capace di dialogare specialmente con gli strati più giovani della popolazione. “Per questo motivo rilanceremo le nostre pagine social in modo molto dinamico – prosegue – instaurarando un dialogo costante con le persone”. Sotto questo punto di vista, viene specificato, grande attenzione verrà dedicata anche al delicato tema del cyber-bullismo: “Dobbiamo trasmettere ai ragazzi informazioni e valori, fa parte della nostra missione”.

Al centro della sua azione troverà collocazione privilegiata anche il controllo del territorio: “Ci credo molto – confessa – al punto che ritengo debba essere un must per ogni città. Non trascureremo nessuno dei nostri 33 Comuni e avremo lo stesso riguardo per centro e provincia. Ho chiesto – specifica – un’attenzione particolare, specie in questo momento, al reparto prevenzione crimine che opera sulla costa”.

Una cosa è certa: per quanto la Questura di Lucca abbia assistito nell’ultimo quinquennio ad un’incessante sliding door, Faranda non è venuta qui per galleggiare: “Non mi interessa – la sua schiettezza – aggiungere una nuova tacca al mio percorso professionale. Quando arrivo in un posto mi ci immedesimo, fino a diventarne a tutti gli effetti cittadina: da oggi io sono lucchese“. In agenda, adesso, ci sono molteplici tappe lungo tutto il territorio: “Ogni posto – rileva ancora – ha le sue peculiarità e noi dobbiamo conoscerle tutte, per prendere sempre la decisione migliore: questo accade soltanto se i luoghi li vivi fisicamente”.

Grande amante della cultura in ogni sua sfaccettatura, estimatrice convinta del cinema d’essai, vegetariana per scelta e viaggiatrice per necessità, il nuovo questore ha già avuto modo di distinguersi ad Asti: “Lì abbiamo costruito un legame profondo con le realtà culturali del luogo e siamo anche riusciti a lasciare un monumento ai caduti realizzato da artisti contemporanei”.

Nel frattempo Faranda inizia a conoscere Lucca: “C’ero stata solo come turista – ricorda – è devo dire che è un gioiello. Davvero straordinaria la continuità filologica della bellezza che unisce questa città. Ieri ho camminato per le vie del centro a bocca aperta, ma tutti i nostri Comuni esprimono storia e meraviglia”.

La chiusura è sintomatica dell’atteggiamento che andrà a permeare gli uffici da oggi in poi: “Sono una persona aperta, ma anche estremamente esigente. Ci sarà spesso il momento di lavorare con la testa sott’acqua, ma dovremo anche divertirci”.

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