Morto a 93 anni l’ex sindaco di Lucca Giulio Lazzarini

Era stato il primo ad essere eletto con il sistema diretto: lascia 5 figli

Lucca si risveglia nel lutto. È scomparso nel giorno dei suo 93esimo compleanno (31 luglio) l’ex sindaco Giulio Lazzarini. Lazzarini se ne è andato in punta di piedi, dopo essere stato, per l’intero centrosinistra, un punto di riferimento e un faro per la sua esperienza politica.

Sindaco dal 1994 al 1998, fu il primo ad essere eletto con la modalità di elezione diretta da parte dei cittadini e il primo di area centrosinistra. All’epoca si era presentato con Vivere Lucca, alla guida di una coalizione di centrosinistra cui aderivano Pds, Partito popolare italiano e i Cristiano Sociali. Fu eletto al secondo turno, battendo con il 53% delle preferenze il candidato di Forza Italia dell’epoca, Massimo Bulckaen.

Giulio Lazzarini
Giulio Lazzerini

Negli anni di governo cittadino, tuttavia, si aprì una frattura nello schieramento che portò Lazzarini a ricandidarsi con il solo sostegno della sua lista civica, ma venne sconfitto pur conquistando il seggio di consigliere comunale.

Ebbe un’esperienza intensa nell’Azione Cattolica da giovane e nella Democrazia Cristiana successivamente, con la quale fu assessore già in giovanissima età.

Si allontanò poco dopo, non senza polemiche, dalla vita politica, per dedicarsi alla professione. Stimato commercialista, ricoprì la carica di presidente dell’Ordine professionale per molti anni e fu protagonista, con la sua attività, della vita economica della città.

Il volo era la sua passione principale e non appena aveva tempo si rifugiava in aria, ai comandi del suo aereo. Il degrado della vita politica, con Tangentopoli, lo convinse a rimettersi in gioco politicamente solo in età matura, quando appunto fondò la lista civica con cui vinse le elezioni. In quella esperienza politica riuscì a coinvolgere tantissimi giovani che con entusiasmo e impegno vollero dare il proprio contributo per il bene della città.

Lazzarini insieme alla famiglia
Giulio Lazzerini con la famiglia

È stato un amministratore attento e concreto, che ha riportato in ordine le finanze del Comune dopo il dissesto che era stato dichiarato poco prima del suo arrivo. Un sindaco “tecnico”, forse poco diplomatico e poco attento alle relazioni politiche, ma un decisionista. Fu lui ad iniziare la pedonalizzazione della città e questo gli costò lo storico boicottaggio della processione di Santa Croce da parte di alcuni commercianti.

L’onestà, la sua capacità amministrativa e la concretezza del sua azione sono stati riconosciuti da tutti.

Due anni fa era scomparsa la moglie, Argentina Santarlasci. Lascia i figli Guido, Giorgio, Anna, Carlo e Franca.

I funerali si svolgono lunedì (3 agosto) alle 16 alla chiesa dell’Arancio, con le limitazioni dettate dalle normative vigenti; Giulio Lazzarini, come da tradizione per la parrocchia dell’Arancio, sarà ricordato anche nelle celebrazioni di stasera (1 agosto) e domani (2 agosto).

Il cordoglio

La notizia della scomparsa di Lazzarini si è presto diffusa negli ambienti della politica. Il senatore del Pd, Andrea Marcucci, ha voluto ricordare con stima la figura dell’ex primo cittadino: “Giulio Lazzarini è stato un punto di riferimento per Lucca.  La sua sindacatura negli anni 90 resta un modello per il centrosinistra.
Alle figlie ed ai figli di Giulio, le mie più sentite condoglianze”.

Tra i primi ad esprimere cordoglio per la scomparsa dell’ex sindaco è stato Remo Santini, giornalista e capogruppo di SiAmo Lucca: “La mia esperienza di cronista che seguiva il Comune è cominciata con lui sindaco. Mi chiamava il giovane padre, e anche se spesso quello che scrivevo non era in linea col suo pensiero, mi guardava compiaciuto crescere nella mia esperienza professionale. Ci stimavano a vicenda, e per fortuna negli anni abbiamo potuto dircelo. In questo giorno triste trovo il coraggio di dargli per la prima volta del tu: ciao Giulio, riposa in pace”.

Cordoglio giunge anche dal primo cittadino di Lucca, Alessandro Tambellini: “Mi tenevo informato sulla salute di Giulio, perchè sapevo che non stava bene. Ma la morte, alla fine, ci sorprende sempre. Giulio Lazzarini ha rappresentato molto nella vita della nostra città sia dal punto di vista professionale che politico. Il suo lavoro da commercialista, con una larga scuola, si è unito infatti all’impegno politico in una stagione difficile del nostro paese”.

“È stato sindaco dal 1994 al 1998 – ricorda -, negli anni cioè che seguirono il terremoto determinato dai processi di ‘mani pulite’. Vivere Lucca, il movimento che identificava la sua azione politica, fu un’esperienza straordinaria, che raccolse le istanze più vive della società civile progressista, al di là degli schemi tradizionali dei partiti, e le introdusse nella vita politica e amministrativa con una forza che divenne esempio a livello nazionale. Quegli anni seguirono un fervore di cui mi sentii parte: per la prima volta, mi accostai infatti alla politica e alla pratica amministrativa. Dopo un lavoro enorme di risanamento del Comune, l’esperienza di Vivere Lucca subì un arresto con la normalizzazione del quadro politico nazionale. Ricordo perfettamente quegli anni: le delusioni che Giulio e quanti erano con lui patirono. Sempre comunque a testa alta come si conviene a chi della politica ne ha fatto un servizio reso alla propria comunità. Ripercorro ancora quei tempi, rivedo Giulio e Argentina insieme – lui con i suoi impeti, lei calma e rassicurante – e con commozione li penso ora di nuovo insieme. Per sempre”.

Anche l’assessore all’urbanistica, Serena Mammini, ha voluto ricordare la figura dell’ex sindaco: “Giulio Lazzarini, come sindaco di Lucca, ogni giorno, scriveva sul suo diario. Lasciava traccia, prima di tutto di un metodo e poi di un’esperienza. Nel 2006 qualcuno pensò di pubblicare quelle cronache asciutte e concrete dei giorni a Palazzo Orsetti. Mi capita di leggerle, ancora oggi, e di ritrovarvi il senso della cura per la città, che è anima e testa insieme.  Una storia delle problematiche del Comune, dalla cultura al bilancio, dal sociale all’urbanistica, dai rifiuti all’azienda del gas. Scelte sofferte, meditate e infine portate avanti con convinzione. Una testimonianza preziosa e rara di sobrietà, coscienza delle istituzioni e attenzione alla cosa pubblica.  La stagione politica 1994-1998 ha segnato una svolta e Vivere Lucca, divenuta poi parte della coalizione di minoranza dell’Ulivo, seppe resistere e seminare una cultura amministrativa, che è presente, che vive.  Per la prima volta a Lucca un sindaco fu eletto direttamente dai cittadini. La squadra di Giulio, competente e motivata, governò con una spinta e una vis politica che sapevano di aria nuova. Onorata di aver avuto l’opportunità di candidarmi per Vivere Lucca iniziando così, in quegli anni, la mia esperienza a servizio della città”.

“Non conoscevo Giulio Lazzarini personalmente – ha spiegato l’assessore alla sicurezza di Lucca, Francesco Raspini -, ma la notizia della sua scomparsa mi ha toccato lo stesso. Ricordo perfettamente l’emozione di recarmi al seggio nel 2001, appena diventato maggiorenne, in occasione del mio primo voto. Quella volta c’era lui candidato e non andò bene solo per un pugno di voti. La sua esperienza di sindaco, finita troppo presto per i soliti autogol del centrosinistra, ha anticipato di due anni l’idea dell’Ulivo, in qualche modo sperimentata – e vincente – proprio a Lucca già nel 1994. Quell’esperienza, che purtroppo non ho avuto il privilegio di vivere in prima persona, ha influenzato il cammino della sinistra lucchese fino ad oggi”.

“La perdita di Giulio Lazzarini – ha scritto invece il presidente della Provincia, Luca Menesiniè una perdita enorme per tutta la città. Nonostante la sua veneranda età, Giulio è sempre stato un punto di riferimento per la vita politica e non solo di Lucca. Una persona che sapeva guardare oltre le apparenze e aveva sempre una visione molto chiara del futuro e di come le azioni dell’oggi si sarebbero potute riflettere sul domani della comunità. Ma se ne va anche un personaggio di spicco di quella tradizione cattolico-democratica lucchese che, dal Dopoguerra in poi, ha dato un contributo determinante allo sviluppo e al benessere del nostro territorio. Proprio questa sua grande capacità”.

“Proprio queste sue grandi capacità, ne hanno fatto un sindaco stimato e che ha fatto moltissimo per Lucca, in un momento particolarmente difficile, come quello che si è trovato ad affrontare lui, che vedeva il Comune uscire da un pesante commissariamento e sull’orlo del dissesto. Ha messo al servizio della comunità la sua esperienza professionale e umana, senza mai risparmiarsi e divenendo, in questo modo, fautore di uno dei primi movimenti civici nati nel nostro Paese, quella ‘Vivere Lucca’ alla quale in molte parti d’Italia si sono ispirati negli anni che sono venuti, che ha rappresentato una delle prime coalizioni che tendevano all’unità del centrosinistra, mettendone insieme e facendo sintesi delle varie anime, ma che è anche stato un ‘laboratorio’ politico per molte persone. Un’esperienza che ha, di fatto, anticipato quello che sarà L’Ulivo di Romano Prodi. Del suo insegnamento, in questa fase, restano la strenua difesa delle prerogative del sindaco e del consiglio comunale quali organi dotati di piena autonomia: un importante passo avanti che ha portato a una nuova consapevolezza per questi fondamentali ruoli non solo politici, ma che operano per il bene della comunità intera, come ogni primo cittadino può verificare ogni giorno, lavorando per il proprio territorio”.

“Ci mancherà la sua esperienza – spiega Menesini -. Ci mancherà la sua visione politica e sociale. Ma soprattutto ci mancherà la sua umanità che lo ha sempre caratterizzato e che ne ha fatto uno dei personaggi che maggiormente ha caratterizzato Lucca in questo scorcio di secolo. Sono vicino alla famiglia di Giulio per la grave perdita che hanno subito, con la certezza che il suo ricordo sarà per loro, come per ognuno di noi che ha avuto la fortuna di ‘camminare’ accanto a lui su questa terra, un importante viatico per superare questo triste momento”.

Per il consigliere regionale del Pd, Stefano Baccelli, se ne va “un punto di riferimento” per la politica: “Giulio non è stato solo un riferimento per la mia esperienza politica, è stato anche un amico vero, prima di mio padre e poi mio, una presenza costante nella mia vita fin da giovane – afferma –: non è un caso che sia stato il primo eletto direttamente dai cittadini, è una diretta conseguenza del suo legame sincero e del suo amore ricambiato per Lucca e per i lucchesi. Grande professionista padre e marito di Argentina, la loro grande e bella famiglia è l’ennesima dimostrazione della sua eccezionale persona”.

A testimonianza del loro rapporto Baccelli ricorda anche alcuni episodi personali della loro amicizia: “Giulio lo incontravo nella sua casa di via Sandei andando a studiare dal mio amico Carlo ed è stato lui a portarmi per la prima volta a volare. E poi i mille racconti delle avventure con mio padre e della loro, della nostra Lucca. La città e la comunità perdono senza dubbio un punto di riferimento, a noi il compito di trasmetterne alle nuove generazione i suoi valori ed i suoi insegnamenti, per continuare a vivere Lucca come Giulio ci ha insegnato da amministratore e da uomo”.

Esprime profondo cordoglio anche Confcommercio, attraverso le parole del suo presidente Rodolfo Pasquini. “Figura importante della politica lucchese – dice Pasquini -, in una fase storica di grandi cambiamenti non solo per Lucca, ma per tutto il Paese, oltre che stimato professionista, lo saluto a nome della nostra intera struttura interprovinciale inviando le più sentite condoglianze alla sua famiglia, in particolar modo al figlio Carlo”.

Anche il gruppo consiliare di SìAmoLucca si unisce al cordoglio generale per Lazzarini. “Una figura importante tra i sindaci che si sono succeduti alla guida della città negli ultimi decenni – si legge in una nota – e che ha fatto della propria onestà intellettuale un tratto distintivo, al di là dell’appartenenza politica, insegnando la convinzione delle proprie idee e la necessità di avere una visione strategica per il futuro. Condoglianze ai figli e all’intera famiglia dalla lista civica SìAmoLucca”.

“Un amministratore e politico sempre rispettoso dell’avversario”. Ricorda così Giulio Lazzarini il capogruppo di centrodestra in consiglio comunale Marco Martinelli. “Quando fu eletto sindaco – aggiunge l’esponente di opposizione – non ero ancora maggiorenne, e non ho avuto quindi la possibilità di vivere quel periodo amministrativo in prima persona. Successivamente, sempre su fronti opposti, ho potuto apprezzarne le qualità umane, le sue profonde radici cattoliche e le capacità politiche; in particolare durante la campagna elettorale del 2001, che lo vide contendersi il collegio uninominale di Lucca con Altero Matteoli. In quell’occasione, durante una battaglia all’ultimo voto mi colpi’ positivamente il rispetto e la lealtà nei confronti dell’avversario, che mantenne durante tutta la campagna elettorale. Esprimo, a titolo personale e a nome del gruppo di centrodestra in Consiglio Comunale, sincere condoglianze alla famiglia”.

Cordoglio anche dall’assessore al bilancio del comune di Porcari, Roberta Menchetti: “La notizia della scomparsa di Giulio Lazzarini è arrivata, questa mattina, a rimescolare ricordi personali e capitoli di vita politica. Quell’uomo per me è stato ed è, prima di tutto, il padre della mia amica Anna. Poterlo conoscere in una dimensione privata e familiare ha solo rafforzato la stima per l’uomo politico. Padre, anche in questo ruolo, ma di un Comune. L’esperienza amministrativa di Vivere Lucca (1994-1998) arrivò, per il capoluogo, come una ventata di rinnovamento profondo, laico e civile. Giulio Lazzarini è stato il primo sindaco di Lucca eletto direttamente dai cittadini e non dal consiglio comunale. Era una stagione complessa: la ferita di Tangentopoli, in tutto il Paese, era ancora fresca e le piccole realtà più solide reagirono accordando fiducia a persone della società civile, preparate e oneste. Come Giulio, che si circondò di assessori e consiglieri capaci di pensiero critico e di idee innovative – come l’invenzione di un’altra mobilità per il centro storico, attraversato per la prima volta da navette pubbliche. Lazzarini ha governato ripianando i conti, costruendo legami, coltivando cultura della città. Si parlava di tesoretto della giunta Lazzarini – e il suo esempio ha saputo guidare molte mie scelte politiche. Alcuni amministratori di oggi, all’epoca ragazzi, hanno saputo raccogliere il testimone di Vivere Lucca. E questo è quanto di più bello si possa augurare a chi fa politica: di lasciare traccia di sé e del proprio modo di stare nelle istituzioni – serio e solido – nelle persone che ha incontrato”.

Toccante il ricordo di Mauro Di Grazia che era stato assessore nella giunta Lazzarini: “Per il suo 70mo compleanno (1997) regalai a Giulio Lazzarini un romanzo di Del Giudice, Staccando l’ombra da terra, sul tema del volo. Era titolare del brevetto di aviatore e aveva promesso di portarci a vedere dall’alto la bellezza della Piana di Lucca, che i nuovi strumenti urbanistici dovevano tutelare. Stavamo lavorando duramente per quella missione e il nostro mandato volgeva al termine. La sua visione dall’alto era chiara e condivisa, sostenuta da un amore profondo per la sua città e per le sue peculiarità. Nessuno più di lui ha esaltato la lucchesita’, ma sempre coniugandola con la modernità e l’apertura alle istanze europee. Lucca oltre il Duemila si intitolava il documento di avvio del Piano Strutturale, approvato dal Consiglio Comunale. Lì erano raccolte le nostre idee e i progetti di allora, parto di una classe dirigente nuova che, sotto la guida di Giulio, si impegnava a rinnovare la vita cittadina. L’esperienza di Lazzarini, con la sua alta lezione morale di governo interessato solo ai bisogni della comunità in modo competente e netto (talvolta anche brusco), con la sua azione energica di superamento del dissesto finanziario e di rilancio della cultura in una fruizione moderna e verde del centro storico, fu una parentesi rigeneratrice, penalizzata solo dalle discordanze dentro le forze progressiste nella fase terminale. Quella esperienza civica fa di Giulio Lazzarini un simbolo da onorare e additare alla future generazioni, affinché ne raccolgano l’eredità. Solo così Giulio potrà riposare in pace”.

Commosso anche il ricordo di Pietro Fazzi, che contro di lui vinse le elezioni del 1998. “Fino al 1998 – dice –  Giulio Lazzarini era per me un caro amico di gioventù di mio padre, quello che aveva condiviso con lui la passione per il volo e l’esperienza nell’associazionismo cattolico. I nostri percorsi si sono incrociati poi con la campagna elettorale comunale del 1998. Ci siamo rispettati e sempre, anche quando lo scontro era più duro, gli ho riconosciuto il grande merito di un’azione amministrativa sobria nei modi e rigorosa nella spesa”.

“Accolse benevolmente, come una piccola attenzione – prosegie Fazzi – la nomina nella Fondazione Ragghianti e partecipò con libertà e giusta, scherzosa ironia al pranzo che avevo organizzato in Comune con i sindaci miei predecessori. Nel 2006 si batté con lealtà, intelligenza e lungimiranza politica perché non andasse in porto la congiura sfociata nel voto alla mozione di sfiducia che il 6 giugno 2006 interruppe il mio secondo mandato da sindaco. La città può essergli grata per il suo impegno e per la sua onestà”.

Anche il presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca, Oriano Landucci, insieme agli organi e ai dipendenti della Fondazione, al presidente della Fondazione Lucca Sviluppo, Alberto Del Carlo, al Direttore Generale della Banca del Monte di Lucca, Federico Pietrini, agli organi della Banca e ai dipendenti, esprimono cordoglio per la scomparsa di Giulio Lazzarini, già sindaco della città e personalità politica vitale, innovativa e rigorosa. Cordoglio viene espresso anche dal presidente, dall’amministratore delegato e dal consiglio di amministrazione di Banca Carige.

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