Ospedale San Luca di Lucca promosso dal Mes del Sant’Anna di Pisa, ma non mancano le criticità

Bene tempi di attesa in chirurgia oncologica e donazioni al terzo posto a livello regionale. Bocciata la salute mentale, da rivedere l'emergenza urgenza

“L’ospedale San Luca di Lucca è stato promosso a pieni voti dagli indicatori elaborati dal Laboratorio Management e Sanità (Mes) del Sant’Anna di Pisa: 8 indicatori su 17, hanno centrato l’area “verde” del bersaglio, quella che indica il pieno raggiungimento degli standard previsti. Altri due valori sono per pochissimo nell’area “gialla” ma raggiungono un valore di 3 su 5, quindi arrivano ad una chiara sufficienza e ad un risultato in linea o migliore del dato medio regionale. Per questo 10 indicatori su 17 sono da considerare sicuramente positivi”.  Lo evidenzia il direttore generale dell’azienda Usl Toscana nord ovest Maria Letizia Casani, secondo la quale i risultati emersi dai bersagli del Mes rendono giustizia del grande lavoro che i professionisti hanno compiuto e stanno compiendo in ospedale e ai quali va il ringraziamento della direzione.

“Certamente ci sono spazi di miglioramento – è il commento dell’Asl – ma i dati sono in costante miglioramento e rappresentano la conferma che l’ospedale San Luca continua a crescere e ad offrire servizi adeguati alle esigenze dei cittadini. Il bersaglio Mes è stato pienamente centrato per i tempi di attesa della chirurgia oncologica, per le soglie di chirurgia oncologica/performance trattamenti oncologici, per l’appropriatezza chirurgica, per la qualità clinica e del processo, per le donazioni, per le dimissioni volontarie, per i ricoveri ripetuti e per l’estensione ed adesione ai Prems. Vicinissimi al “verde” e oltre la sufficienza il materno-infantile e l’appropriatezza medica”.

Ecco nel dettaglio dei singoli indicatori

L’indicatore legato ai tempi di attesa chirurgia oncologica riporta i dati sui tempi di attesa per gli interventi sui tumori effettuati entro 30 giorni. L’ospedale San Luca raggiunge il punteggio massimo di 5 perché l’attesa media è di 19,6 giorni, molto al di sotto della media regionale che è di 27 giorni e quindi nel pieno rispetto delle indicazioni ministeriali. Le patologie prese in considerazione sono il tumore alla mammella, alla prostata, al colon, al retto, al polmone, all’utero, melanoma e alla tiroide.

Anche per le soglie relative alla chirurgia oncologica, il dato è positivo perché arriva a quota 3,3, praticamente in linea con la media toscana (3,5). Parliamo in questo caso dei volumi di attività sopra i quali sono garantite, alla cittadinanza, prestazioni di provata efficacia e sicurezza. L’indicatore è dedicato alla qualità dell’attività chirurgica in oncologia, con focus specifici sul numero degli interventi, sui trattamenti chirurgici offerti alle donne con tumore mammario e completamento del quadro diagnostico (linfonodo sentinella), sui ritorni in sala operatoria (mammella e colon-retto) e sulla tempistica di avvio dei trattamenti.

L’appropriatezza chirurgica raggiunge una valutazione di 4,2, superiore alla media regionale che è di 4 e quindi in ottima posizione in ambito toscano. Da evidenziare che si parla di appropriatezza chirurgica quando le prestazioni specialistiche sono erogate con le giuste tempistiche e utilizzando tecniche e modalità clinicamente consolidate, in modo da rispondere efficacemente ai bisogni del paziente.

Davvero molto bene, poi, l’indicatore sulle donazioni che raggiunge il punteggio di 3,7 contro una media regionale di 2,9,  piazzandosi al terzo posto assoluto a livello regionale. L’obiettivo è in questo ambito di monitorare in termini di efficienza e organizzazione i processi di donazione degli organi e dei tessuti, che quindi al San Luca risultano essere ben strutturati e dimostrano di funzionare in maniera soddisfacente.

Positiva pure la valutazione sui ricoveri ripetuti che a Lucca raggiunge la soglia di 3,2 contro il 2,3 della media regionale. Per ricoveri ripetuti si intendono quelli non pianificati successivi al primo, avvenuti entro 30 giorni dalla dimissione per qualsiasi causa. Non tutte le riammissioni sono prevenibili ma diversi studi sul tema hanno messo in luce come interventi mirati a migliorare il processo di dimissione dall’ospedale e presa in carico nel territorio possano ridurre questo indicatore che rientra tra quelli legati alla qualità e la sicurezza delle prestazioni.

Altro buon risultato (3,4) è quello legato alle dimissioni volontarie, anche se più basso rispetto alla media regionale (4). Il paziente può scegliere di “abbandonare” la struttura e le ragioni che lo inducono a farlo sono molteplici; nell’ambito di uno studio sulle determinanti della variabilità della soddisfazione dei pazienti ospedalieri toscani è stato osservato che negli ospedali in cui la percentuale di dimissioni volontarie è più alta, la valutazione del servizio da parte dell’assistito è più bassa.

Sempre nell’area verde – 3,2 rispetto al dato regionale di 2,8 – troviamo la qualità clinica e di processo. L’indicatore si riferisce alla componente professionale, e riguarda l’adozione di tecniche strumentali e procedure diagnostiche, la tempestività delle stesse e la correttezza di esecuzione delle prestazioni.

Ottima inoltre l’estensione e l’adesione ai Prems (4,4 contro 2,6), indicatore nelle primissime posizioni a livello regionale.  Si tratta delle valutazioni espresse dagli utenti relative all’assistenza ricevuta durante il ricovero ospedaliero ordinario. Questo osservatorio è stato introdotto in Toscana con lo scopo di aprire un vero e proprio canale di ascolto continuo dell’utenza.

A quota 3, perfettamente in linea con la media toscana, anche l’indicatore che riguarda la valutazione dell’assistenza nella fase del parto. La qualità sanitaria di questo importante percorso dell’ambito materno-infantile è misurata tramite indicatori clinico-sanitari scelti tenendo conto della bibliografia internazionale ed in condivisione con i professionisti toscani.

Infine l’appropriatezza medica – sempre con una valutazione di 3 contro la media toscana di 2,9 – si verifica quando le prestazioni vengono erogate al momento giusto, secondo standard clinicamente riconosciuti e condivisi, in modo da ottenere i risultati desiderati.

Nel rosso del bersaglio, quindi bocciata, la salute mentale. Nell’area arancione, quindi da rivedere, pronto soccorso ed emergenza urgenza e l’efficacia dell’attività di ricovero.

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