Dipendenti delle Misericordie della Valle contro la Regione: “No al taglio di personale sulle ambulanze”

I sindacati chiedono a Firenze di rivedere la legge in materia

Dipendenti delle Misericordie della Valle del Serchio in agitazione per la nuova legge regionale che ridefinisce la composizione minima degli equipaggi a bordo delle ambulanze, portando da 3 a 2 il numero del personale.

Delle implicazioni della legge si è parlato lo scorso 20 agosto, alla presenza dei responsabili provinciali di categoria di Cgil Michele Massari e Sauro Bonaldi, di Cisl Giada Bellandi e Uil Stefania Fontanini durante un incontro che si è tenuto a Fornaci di Barga alla sede della Misericordia del Barghigiano. Una assemblea dei lavoratori dipendenti delle maggiori Misericordie della Valle del Serchio addetti ai servizi di emergenza 118 ( presenti Castelnuovo, Barga, Corsagna) che ha preso in esame in particolare la Legge Regionale 83/19 che all’art. 4 ridefinisce la composizione minima degli equipaggi delle autoambulanze in funzione delle tipologie del servizio di trasporto sanitario di soccorso.

“La legge in questione – spiegano i sindacati – consente di ridurre da 3 a 2 i membri dell’equipaggio delle autoambulanze con inaccettabili condizioni operative in particolar modo in zone come la Valle del Serchio dove i centri abitati e le stesse abitazioni impongono spesso enormi sforzi fisici e logistici per prestare i soccorsi. L’assemblea ha poi rilevato come sia sempre più difficile il rispetto delle norme contrattuali anche a causa della carenza di fondi e di adeguati compensi”.

“Va peraltro messo in rilievo – si legge nella nota sindacale – come l’organizzazione dei servizi del 118 in Toscana sia fortemente differenziata da territorio a territorio, in particolare nel rapporto tra ambulanze con medico a bordo a gestione infermieristica ed automediche. Una situazione incomprensibile che può essere risolta solo attraverso una riforma seria del settore che però la Regione più volte sollecitata dalle organizzazioni sindacali sembra non voler attuare”.

I lavoratori del settore della zona, costituitisi in coordinamento permanente, chiedono alla Regione di rivedere la legge 83, sospendendo gli effetti sopra descritti dell’articolo 4 e alle misericordie di non attivare tali direttive che peggiorerebbero le condizioni dei lavoratori e dei servizi. “Si chiede inoltre – spiegano i sindacati – una riforma organica da parte della Regione Toscana del servizio dove si tenga conto delle risorse necessarie, il volontariato infatti fa miracoli nel tenere in piedi un sistema organizzativo enorme ma i bisogni (l’emergenza covid lo insegna) sono enormi e sempre crescenti e quanto messo a disposizione dalla regione è fortemente insufficiente”.

“Da tempo – spiegano Michele Massari e Sauro Bonaldi di Fp Cgil – chiediamo una riforma organica del settore stabilendo con precisione gli standard , i modelli di servizio, il rapporto tra sistema sanitario regionale e volontariato, ragionando anche sugli organici”.

“Passare dai 3 membri effettivi a 2 – spiega Fontanini -, significa creare gravi difficoltà ai soccorritori col rischio di peggiorare la qualità degli interventi”.

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