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Odissea per sapere l’esito di un tampone: il racconto di una lettrice

La donna era risultata positiva al sierologico e presentava sintomi: "Test negativo, ho sprecato una settimana di ferie"

Una settimana in attesa degli esiti del tampone e ferie sprecate perché poi il risultato è negativo. Il racconto dell’odissea arriva da una donna che lavora al pubblico e che ha deciso di condividere quanto accaduto.

“Giovedì scorso – dice – dopo aver passato diversi giorni con un forte mal di gola, spossatezza e mal di testa decido di rivolgermi al laboratorio San Vito per effettuare il sierologico dato che lavoro al pubblico, i miei genitori e suoceri che comunque vediamo molto spesso sono i più fragili come c’è sempre stato detto e ho tre bambini. Nel pomeriggio stesso mi arriva la telefonata comunicandomi che il sierologico ahimè è positivo quindi di attivare l’Asl che mi avrebbero chiamato quanto prima per effettuare il tampone. Attivo immediatamente l’Asl dandogli i dati richiesti e l’unica cosa che mi viene detta è: le consigliamo di mettersi in
autoisolamento. Nel frattempo anche mio marito si è messo in auto quarantena in attesa dei miei esiti”.

“Il giorno successivo (venerdì) – prosegue il racconto – mi chiamano per dirmi di presentarmi il lunedì alle 12 al vecchio ospedale Campo di Marte per effettuare il tampone. Chiedo delucidazioni e quando avrei avuto la risposta… Mi viene detto nelle due ore successive se il tampone risultasse positivo sennò nelle 24 ore successive se fosse negativo. Attendo con ansia che arrivi il lunedì sperando che nelle ore successive avrei avuto il risultato. Da sabato l’ansia aumenta, anche i piccoli di casa cominciano ad avere tanto raffreddore, tosse stizzosa, febbre. Chiamo in pediatria, spiegando la situazione del mio sierologico (igm positive, quindi a detta dei medici, pediatri, curante, eccetera Covid in corso o contratto da poco) dove il medico con molta gentilezza ha provato a rassicurarmi dicendomi che se riuscivo a tenere il tutto sotto controllo e la bimba respirava bene, non affannava eccetera potevo rimanere a casa ma a disposizione nell eventualità di ogni peggioramento in ogni caso mi consigliava di far attivare l’Asl, ormai lunedì, dalla pediatra anche per un tampone alla bimba“.

“Finalmente arriva lunedì – prosegue il racconto – mi presento per fare il tampone e chiedo conferma che avessi avuto il risultato nel giro delle ore successive o al massimo 24. Mi viene detto assolutamente no, ma chiameranno per il risultato nelle 24/48 ore successive. Passano 24 ore e porto la bimba al “drive through”, informo che non ho avuto ancora alcun risultato e che volevo comunque sollecitare, tra l’altro non potevo vedere il mio primo figlio in quanto era dal padre e eravamo in attesa dell esito del tampone, ero assente dal lavoro e quant’altro. A parte l’assurdità di far fare il tampone in macchina a una bimba che all’interno provava a divincolarsi medici e infermieri non sanno niente, solo che i tamponi vengono inviati a Pisa quindi se volevo potevo provare a chiamare il centro analisi di Pisa“,

“Chiamo Pisa, nessuno mi sa dire niente a riguardo – dice ancora la signora – mi dicono di contattare l’Asl di competenza. Nel frattempo erano passate 48h dal mio tampone e nessuno si era ancora fatto vivo. Mi metto in contatto con l’Asl di capannori che mi dice di provare a mandare una mail a un certo indirizzo e forse mi sarebbe stato risposto visto che per telefono  gli esiti non li dava nessuno perchè non rispondeva nessuno. Passano le ore e continua a non farsi vivo nessuno. Mando la mail e continuo la ricerca fino a quando riesco a recuperare il cellulare del responsabile dell’igiene, persona molto gentile che prende i miei dati e promette di farmi sapere quanto prima. Mi richiama dicendomi che vede l’esito del mio tampone e che è negativo ma non può inviarmi il referto, ma nel frattempo poteva vedere il mio curante sul mio fascicolo sanitario. Purtroppo il mio curante era in ferie e c’era il sostituto che però non poteva vederlo, così mi è stato detto. Nel frattempo mi risponde via mail dall’indirizzo che mi era stato fornito dall’Asl di Capannori inviandomi i referti che avevo richiesto via mail direttamente a lui”.

“La cosa ancora più allucinante in tutto ciò – conclude – è che ho perso una settimana di lavoro utilizzando le mie ferie dato che mi è stato comunicato che non potevo utilizzare la mutua perchè l’Inps non lo passava visto che la malattia partiva solo ed esclusivamente da un esito di tampone positivo. Con un sierologico positivo? Mi obblighi a stare in casa anche mio marito deve stare a casa (da direttive delll’azienda perchè potrebbe infettare altri) passa una settimana e devo utilizzare le ferie? A oggi comunque nessuno mi ha contattato per comunicare l’esito del mio tampone o della bimba, come ci saremo dovuti comportare? Non oso immaginare cosa possa venir fuori con la riapertura delle scuole“.

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