Roberta Ragusa e delitto Sedda, la Falco Investigazioni di Lucca si occupa dei due casi

Chiesta la revisione del processo per Gianfranco Cherubini e mandato da Antonio Logli per indagare sulla scomparsa della moglie per cui è stato condannato

Nuoro, 23 luglio 2002, Maria Pina Sedda, giovane madre sordomuta, scompare nel nulla. L’ultima persona ad aver avuto rapporti con lei è il marito, Gianfranco Cherubini, che l’ha vista uscire dalla loro abitazione alle 7 per andare a lavoro. L’allarme per la sua scomparsa parte velocemente, poche ore dopo, appena dall’Ufficio del Registro, dove lavora, viene notata la sua assenza. La famiglia, visto il suo handicap, molto protettiva, fa partire immediatamente le ricerche, a trovarla è il marito che si imbatte nel corpo senza vita della moglie riverso sul pavimento della cantina. La donna è stata sorpresa alle spalle, complice probabilmente la sua sordità, da qualcuno che l’ha colpita a morte con un’arma contundente (forse un martello), in un orario intorno alle 8,30 del mattino.

Secondo le prime ricerche Maria Pina non ha scheletri nell’armadio, la sua vita è felice e da pochi mesi è madre di una bambina. Le indagini delle forze dell’ordine si concentrano sul marito, Gianfranco Cherubini, a causa di alcuni dissapori tra i due coniugi, testimoniati dai genitori di lei, ma mai veramente confermati. Ad inchiodare l’uomo due super testimoni, la donna delle pulizie dello stabile e la figlia, che l’avrebbero visto uscire di casa dalla rampa d’accesso, che si trova vicino alla cantina, in un orario compatibile con l’omicidio.

La macchina processuale si mette in moto e nonostante le testimonianze siano incerte e l’orario di avvistamento di Cherubini non sia completamente compatibile con la sua presenza in loco, l’uomo viene condannato all’ergastolo.

La condanna però non basta per far completamente luce su questa storia, le indagini sono state carenti e approssimative, delle tracce di sangue rivenute sulle scale della cantina non sono mai state analizzate dalla scientifica. Oggi, a 18 anni da quel terribile fatto il caso è stato preso in carico dall’agenzia investigativa Falco di Lucca, del direttore Davide Cannella e dalla sua squadra, di cui fanno parte il genetista forense professor Eugenio D’Orio, deus ex machina di questa indagine, e l’avvocato Luigi Alfano.

Le analisi genetiche effettuate sul materiale biologico repertato all’interno della scena del crimine, hanno riscontrato la presenza di una terza persona che non è la vittima e neanche la il marito della Cherubini – dice l’investigatore privato Davide Cannella, che ha richiesto la revisione del processo – Abbiamo aperto un nuovo canale sulle revisioni processuali, un istituto difficile da presentare in molti casi. Negli Stati Uniti grazie all’ausilio delle prove genetiche in breve tempo si arriva all’assoluzione, in Italia il processo di revisione è più lento e la strada lunga da percorrere. La squadra che noi mettiamo in campo si dedica alla ricerca di prove scientifiche e investigazioni classiche, ed è composta da professionisti del settore, avvocati, criminologi, genetisti forensi, investigatori privati, periti balistici, medici legali ed entomologi forensi”.

Una squadra specializzata nelle revisioni processuali dall’alta professionalità, come non si è mai vista fino ad ora – prosegue – Non è assolutamente vero che la giustizia non sbaglia, da fonti ministeriali, in Italia viene commesso un errore giudiziario ogni 8 ore. Non ci rendiamo conto del problema fino a che non capita a persone che conosciamo, come dico sempre ‘se non tocca non fa male’. Il nostro lavoro è quello di correggere questi errori dove è possibile”.

“Le indagini difensive, tutelate dal nostro codice di procedura penale, di cui tutti parlano, vengono ignorate da molti avvocati – dice il professore Davide Cannella, che da poco ha ottenuto la cattedra nel master di Criminologia della Calabria Promethes Aps Oiida Napoli Provider Miur sede di Lamezia Terme e che nella sua lunga carriera si è trovato numerose volte a scontrarsi con un vetusto modo di pensare di molti legali e adesso ha il dente avvelenato – Molti di loro sono legati al vecchio codice di procedura e per negligenza non se ne avvalgono, ma le indagini difensive svolte con attenzione e professionalità, sono una garanzia di tranquillità anche per un giudice”.

Ma un altro grosso caso è arrivato nelle mani dell’agenzia investigativa Falco di Lucca.
“Ad inizio della settimana su incarico diretto di Antonio Logli stiamo lavorando sulla scomparsa di Roberta Ragusa. In questa prima fase stiamo leggendo gli atti processuali, perché, come dice sempre il commissario Montalbano, ‘non mi faccio persuaso’”.

Il caso della scomparsa di Roberta Ragusa, avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 gennaio 2012, ha interessato le più grandi testate di cronaca nazionale e il marito, Antonio Logli, sta scontando la pena di 20 anni a seguito di condanna in via definitiva per il suo omicidio. Ma è stato veramente lui a uccidere e a far sparire il corpo di Roberta (corpo mai stato ritrovato)? Sono molti i dubbi che la squadra della Falco investigazioni vorrà provare a risolvere.

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