Sigilli al locale per il troppo rumore, Vcs: “La legge c’è e lo sapevano tutti”

Il comitato si schiera dalla parte dei residenti: "Il mancato intervento potrebbe costare caro alle casse del Comune"

Locale sotto sequestro per il troppo rumore in Corso Garibaldi, interviene anche Vivere il Centro Storico.

“Con riferimento a quanto accaduto recentemente in Corso Garibaldi – dice il comitato – quello che ci stupisce è che nessuno parli o approfondisca le cause per cui alcune decine di residenti hanno dovuto perdere tempo a ritrovarsi, discutere dei problemi conseguenti al caos insostenibile che devono sopportare da anni sotto le finestre di casa. Hanno poi dovuto perdere altro tempo per un inutile incontro in Comune alla presenza dell’assessore incaricato, del vicecomandante e dei titolari degli esercizi pubblici. Si sono visti rifiutare dal Comune una istanza di mediazione firmata da decine di persone che è costata tempo e lavoro. Il tutto nonostante una perizia fonica che certificava un inquinamento acustico talmente illegale da rendere la vita impossibile”.

“Che la legge c’è lo sapevano tutte le parti in causa – dice Vcs – ed è la stessa che vale in tutta Italia Peraltro il problema in questione è comune ad altre zone della città come piazza San Michele, Via San Giorgio, Portone dei Borghi. Cosa si aspetta a metterci mano? Quante inutili riunioni sono state fatte in proposito con gli assessori Raspini e Mercanti? Di certo essi non possono dire che non sono stati portati a conoscenza di queste continue violazioni di legge.  Per quale motivo gli assessori in questione non hanno fatto niente? Perchè il sindaco ha omesso di prendere provvedimenti prima contingibili ed urgenti e poi normati nel nuovo regolamento di polizia locale che peraltro è molto più permissivo di quello precedente? Perché i cittadini vengono trattati alla pari di servi della gleba e le loro richieste rimangono inascoltate?”.

“È chiaro che poi anche i servi della gleba si stancano di sopportare – commenta il comitatro – e devono mettere mano alle unica arma che hanno a disposizione che è il ricorso alla giustizia, facilitati dal fatto che quello che chiedono è il rispetto di una regola primaria ed innegabile come il diritto al riposo. Cosa farà adesso il Comune per controllare una situazione che sembra essergli sfuggita di mano? È bene che tenga presente il fatto che la tutela della salute pubblica è obbligo primario che non può essere omesso. A Brescia il Comune ha dovuto pagare 50mila euro a due persone che gli hanno fatto causa per le notti insonni”.

”A Brescia – spiega Vcs – non c’era stata alcuna azione penale prima di quella civile e la sentenza è stata comunque favorevole ai cittadini. A Lucca questa strada è ancora più in discesa per via dell’azione penale già intrapresa. Quanto costerà alle casse comunali la inattività di chi è preposto? Quanto tempo aspetterà ancora l’amministrazione prima di iniziare a fare qualcosa di ciò che per legge è obbligata a fare? Cosa aspetta l’amministrazione a porgere le scuse a quei cittadini che denunciano questi problemi da anni ed in certi casi da decenni?”.

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