Tamponi per gli studenti, Adoc denuncia: “Criticità e troppi ritardi”

Ferroni: "Chiediamo strutture dedicate che effettuino gli esami nel giro di 24 ore e obbligatoriamente in convenzione"

Adoc Toscana nelle ultime settimane – in virtù delle numerosissime telefonate ricevute – denuncia gravi criticità per quanto concerne il protocollo sanitario in caso di studente con sintomi da Covid 19, con particolare riferimento ai tamponi necessari per il rientro a scuola.

Il regolamento scolastico prevede, infatti, che se uno studente lamenta sintomi associati al Covid durante l’orario di lezione debba essere isolato in una ‘stanza Covid’ fino all’arrivo dei genitori, ai quali è fatto obbligo di attivare apposita procedura di controllo tramite il proprio medico-pediatra. Si parla di sintomi che, vista la stagione, in molti casi sono riconducibili a forme parainfluenzali. Tuttavia, una volta avvertito il pediatra o il medico di base, questi prescrivono il tampone di controllo senza il quale non rilasciano certificato per la riammissione a scuola. Stessa procedura per le assenze superiori ai cinque giorni, anche in questo caso è richiesto un certificato per il rientro che viene effettuato solo in presenza di tampone negativo.

“Il vero problema che lamentano tutte le persone che in questi giorni si stanno rivolgendo a noi nasce proprio da questo – spiega Leonardo Ferroni, presidente Adoc Toscana -. Fino alla scorsa settimana erano i medici di base o i pediatri ad effettuare, se del caso, la prenotazione con esame svolto in 24-48 ore. Da domenica scorsa (18 ottobre) è attivo un portale regionale per la prenotazione dei tamponi per i ragazzi in età scolastica. Infatti con la ricetta del medico ed in totale autonomia è possibile la prenotazione on-line su https://prenotatampone.sanita.toscana.it/. Questa nuova modalità ha grosse lacune da quello che ci viene riportato. I tempi di attesa sono lunghi ed i ragazzi che nel frattempo si sono ripresi non possono fare rientro a scuola poichè non hanno un esame che confermi la negatività al Covid. Questo spinge molti genitori, per accelerare i tempi, a rivolgersi ad istituti privati che non eseguono esami di questo tipo in convenzione, ma a pagamento con prezzi che variano dai 75 euro ai 120euro”.

“Proprio ieri ci raccontava una nostra iscritta che il primo tampone eseguito dal figlio in data 9 ottobre risultava positivo a bassa carica -racconta Ferroni -. In questi casi la procedura prevede che per un tampone a bassa carica si debba fare un secondo tampone di controllo, che è stato eseguito in data 13 ottobre e ha avuto risposta sabato 17 ottobre con esito positivo. La pediatra suggeriva ai genitori, in attesa di comunicazione da parte dell’Asl (che sarebbe dovuta arrivare in breve tempo) l’isolamento preventivo. Ad oggi questa risposta non è ancora pervenuta e i genitori sono in isolamento preventivo ma non in quarantena da parte di Asl. Su segnalazione la Asl ha risposto che purtroppo per i tanti tamponi sono in ritardo di dieci giorni circa. E qui scatta un meccanismo particolare. L’isolamento preventivo non equivale a quarantena e a livello lavorativo non viene riconosciuto come malattia. Quindi i genitori sono a casa attingendo alle ferie ed ai permessi. Un altro nostro iscritto si è lamentato del fatto che, a causa dei tempi troppo lunghi per la prenotazione del tampone, occorre rivolgersi ad un istituto privato, alla ‘modica’ cifra di 75 euro”.

“C’è qualcosa che non funziona – conclude Ferroni -. Come Adoc rivolgiamo un caloroso appello al neo governatore della Toscana, Eugenio Giani e al nuovo assessore alla sanità Toscana, Simone Bezzini, affinché si adoperino nel minor tempo possibile al fine di risolvere questa gravosa problematica. Chiediamo un canale dedicato ai ragazzi delle scuole che funzioni e strutture ricettizie dedicate che effettuino gli esami del caso nel giro di 24 ore massimo e obbligatoriamente in convenzione. Tutto questo per evitare assenze degli stessi ragazzi da scuola per lunghi periodi e per aiutare le famiglie a far si che non debbano pagare ingenti cifre per esami privati e soprattutto non debbano rimetterci a livello lavorativo”.

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