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Irruzione della polizia nella casa dello stalker: l’orco finisce in manette per pedopornografia

La casa dell’uomo era tappezzata di foto della vittima minore

La polizia ha tratto in arresto un noto cittadino pisano, presidente di una associazione impegnata nelle attività di rievocazione di importanti manifestazioni storiche promosse nel capoluogo, alla quale aderiscono molti giovani e adulti, per il reato di detenzione di materiale pedopornografico e detenzione illegale di arma di fuoco.

L’indagine condotta dagli agenti della squadra mobile, diretti dal vice questore aggiunto Fabrizio Valerio Nocita, nasce da una denuncia per stalking, presentata dai genitori di una ragazza minorenne ex-frequentatrice dell’associazione, con il ruolo di sbandieratrice. Le attenzioni “morbose” dell’uomo, un settantenne pisano che risiede a Cascina, iniziate nel 2016, hanno parecchio scosso la minore, al punto da costringerla nel corso degli anni ad abbandonare l’associazione. Le azioni ambigue, fatti di chiamate, frasi, messaggi e regali inviati per corrispondenza o lasciati sotto casa dopo vari appostamenti, connotate da un interesse anomalo da parte di un settantenne nei confronti di una bambina di tredici anni all’inizio dei fatti, sono continuate anche dopo l’allontanamento voluto dalla ragazza dall’associazione. L’uomo ha continuato a tartassare la ragazzina con proposte e inviti di vario tipo, atteggiamento che ha particolarmente turbato la minore che, inizialmente, non si è confidata con i genitori. La ragazza ha continuato a celare il tutto sino a quando non ha iniziato a ricevere a casa dei pacchetti, provenienti da un mittente anonimo, che l’hanno messa in particolare agitazione e che hanno insospettito anche i genitori, che hanno affrontato l’argomento con la figlia, pregandola di aprirsi con loro. A quel punto la ragazza ha parlato, manifestando i suoi sospetti e raccontando ai genitori gli ultimi anni, trascorsi a ricevere messaggi molesti e ambigui da parte di quel signore più anziano.

Il padre e la madre, apprese le confidenze dalla figlia, senza temporeggiare un istante, si sono subito presentati in Qqestura ed hanno raccontato agli investigatori della sezione minori della Mobile della città della Torre il profondo stato d’angoscia che la loro bambina aveva tenuto nascosto da quando aveva 13 anni.

Appresa la notizia, gli investigatori si sono subito attivati ed è scattato il codice rosso: la minore è stata ascoltata dalla Polizia di Stato in regime di audizione protetta, alla presenza di personale femminile qualificato e di una psicologa, confermando quanto già dichiarato in denuncia. Al fine di raccogliere ulteriori elementi indiziari, la procura di Pisa ha delegato alla polizia una perquisizione volta a rintracciare e sottoporre a sequestro il computer ed il cellulare dell’indagato, contenenti i messaggi compromettenti.

All’alba dello scorso lunedi i poliziotti hanno fatto irruzione dell’abitazione dell’uomo, che vive da solo, nella città di Cascina e si sono ritrovati dinanzi ad uno scenario agghiacciante: la casa dell’uomo era tappezzata di fotografie della minore vittima di stalking. Le foto, stampate con una stampante a colori, erano state tutte estrapolate dal profilo Instagram della ragazzina, nel quale la vittima si mostrava normalmente vestita o in costume e, successivamente, erano state modificate dallo stalker attraverso un programma di elaborazione grafica, attraverso il quale l’uomo aveva denudato la ragazza riproducendo, al posto degli abiti, gli organi genitali femminili. Una di queste fotografie è stata trovata finanche appesa allo sportello del frigorifero all’interno della cucina dell’abitazione. Detta pratica, conosciuta nel settore delle parafilie con l’espressione “deep nude”, è un’attività, che se per perpetrata nei confronti di una ragazza minorenne, integra il reato di pornografia minorile. Proseguendo la perquisizione, sul tavolo del soggiorno i poliziotti hanno trovato posizionato, pronto per essere spedito, l’ennesimo pacco con sopra il nome e cognome della vittima, contenente un paio di guanti in pelle adornato da borchie in metallo.

A quel punto gli investigatori, continuando la perquisizione in maniera sempre più approfondita e capillare, hanno trovato all’interno dell’abitazione materiale di ogni genere, tutto attinente alla sfera sessuale. Sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro, non solo i device tecnologici (tra cui computer, tablet, telecamere, hard disk e cellulari), ma anche abbigliamento da sesso estremo, quali maschere di tipo fidelio, abbigliamento sadomaso, vari gadget erotici e circa 500 dvd contenenti 3000 film di contenuto pornografico, quindici dei quali sottoposti a sequestro ed attualmente al vaglio degli inquirenti perché contenenti scene di sesso tra uomini e ragazze apparentemente minorenni. Tra gli oggetti trovati nella disponibilità dell’uomo e sottoposti a sequestro, anche una microcamera full-hd realizzata artigianalmente con una batteria di cellulare, adatta per essere facilmente occultata in ambienti, costruita per realizzare in maniera occulta immagini ad alta definizione.

Nell’ambito della perquisizione i poliziotti, all’interno di una cantina di pertinenza dell’abitazione, hanno finanche rinvenuto e sottoposto a sequestro una pistola semiautomatica di marca Beretta calibro 22 con 15 cartucce, tutto contenuto all’interno di una scatola, detenuta illegalemente dall’uomo.

All’esito della perquisizione, gli uomini della Squadra Mobile, giudicata la gravità del fatto e la pericolosità del soggetto, soprattutto se messa in relazione al delicato incarico di riferimento rivestito dall’indagato, che è presidente di una associazione che annovera tra i suoi iscritti un nutrito gruppo di giovani ragazze e ragazzi di minore età, affidati allo stesso dai genitori per ragioni di istruzione ed educazione, hanno tratto in arresto il settantenne per i reati di detenzione di materiale pedopornografico e detenzione illegale di arma da fuoco.

Il Pm, dottor Aldo Mantovani, ha disposto per l’arrestato l’associazione in casa circondariale in attesa della convalida, richiedendo per l’indagato la convalida dell’arresto e la misura della custodia cautelare in carcere. In sede di convalida, il Gip ha convalidato l’arresto e, pur ritenendo congrua la misura richiesta  ha dovuto concedere all’uomo gli arresti domiciliari con il dispositivo del braccialetto elettronico, a causa dell’età, dello stato di salute in quel momento cagionevole messo in relazione alla contestuale emergenza epidemiologica connessa al covid-19.

Nei prossimi giorni verrà vagliato dagli investigatori il contenuto delle memorie interne e esterne del computer e degli altri dispositivi sequestrati all’arrestato.

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