Tragedia in cava a Levigliani: muore un operaio

Vani i tentativi di rianimare l'uomo schiacciato da un mezzo del cantiere. Sindacati proclamano otto ore di sciopero nel comparto

Tragedia in una cava di Levigliani nel Comune di Stazzema con l’ennesima morte bianca. Ancora una volta il mondo del lavoro si tinge di rosso.

L’incidente è avvenuto nelle prime ore di questo pomeriggio, intorno alle 13,30 nella cava Borra Larga nel bacino marmifero del Monte Corchia. Un operaio, da quanto riferito dal 118, che era all’interno della cava, sarebbe rimasto schiacciato da un mezzo mentre lavorava in galleria ed è deceduto, nonostante i tentativi di rianimarlo.

Andrea Figaia, questo il nome della vittima aveva 59 anni ed era di Avenza, in provincia di Massa Carrara. Secondo le prime ricostruzioni sembra che sia rimasto schiacciato tra una macchina e la parete rocciosa, riportando uno schiacciamento addominale purtroppo fatale

Sul posto sono intervenuti l’automedica di Querceta, un’ambulanza, i vigili del fuoco, i carabinieri, il soccorso alpino e il personale di medicina del lavoro. Per soccorrere l’uomo, che purtroppo ha perso la vita, era stato allertato anche l’elicottero Pegaso.

Tanti i commenti sulla tragica vicenda anche dal mondo sindcale e politico.

Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di Lucca e Massa Carrara, per dire “basta alle morti sul lavoro”, hanno proclamato uno sciopero di otto ore per domani. “Ieri tre operai feriti sul lavoro tra Firenze e provincia, oggi un incidente mortale nel lucchese  è uno stillicidio soprattutto nei nostri settori, anche in Toscana bisogna fare di più per combattere la piaga degli incidenti sul lavoro, così non si può andare avanti, è inaccettabile. Occorre senso di responsabilità da parte delle imprese e occorrono più controlli da parte degli enti preposti. Invitiamo anche le istituzioni e la nuova giunta della Regione Toscana ad affrontare il problema”, dice la segretaria generale di Fillea Cgil Toscana Giulia Bartoli.

Aggiunge Alessia Gambassi (segretaria generale Fillea Cgil Lucca), sull’incidente di oggi: “Troppi impegni, troppe promesse, troppe parole. Gli operai vogliono lavorare per vivere ma non si può morire di lavoro. Ci stringiamo attorno alla famiglia del lavoratore”.

Per il sindacato della Filca Cisl “non è possibile nel 2020 morire ancora sul lavoro. Negli ultimi anni nelle cave tra le due province, è stata  una strage. I ritmi sono molto alti, macchinari sempre più veloci, il marmo che viene estratto oggi è 10 volte di più di quello di 10 anni fa. Il punto è che  non si deve pensare solo al profitto. L’età  media dei lavoratori oggi è  sopra i 50 anni, deve essere ringiovanito il settore e occorre maggiore formazione. Non si può continuare così. Occorre riaprire un tavolo istituzionale“.

“Ci stringiamo al dolore della famiglia. Una perdita che colpisce tutta la comunità”, sottolinea la segreteria Feneal Uil. 

“Ennesimo incidente mortale – il commento di Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl e Giuseppe Dominici, segretario Ugl Toscana – L’Ugl esprime il suo cordoglio alla famiglia della vittima. Gli incidenti mortali nei luoghi di lavoro devono essere tra le priorità nell’agenda del governo, per promuovere una maggiore cultura della sicurezza, più controlli e una migliore formazione per i lavoratori, soprattutto laddove si svolgono mansioni a rischio. Non possiamo continuare con queste stragi silenziose. In tal senso, l’Ugl è in tour in Italia con la manifestazione Lavorare per vivere, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul triste fenomeno delle cosiddette morti bianche”.

“La mia vicinanza alla famiglia e a tutti gli operai che giustamente rivendicano il diritto a lavorare in sicurezza – così l’assessore regionale Stefano Baccelli a seguito dell’incidente mortale avvenuto nella cava Borra Larga– non si può continuare a morire di lavoro, noi per primi come istituzioni dobbiamo dare risposte in termini di prevenzione, norme e controlli. La cava in cui è avvenuta la tragedia è su un territorio quelle delle Apuane che conosco bene e sul quale da amministratore provinciale prima e consigliere regionale poi ho avuto modo di confrontarmi e condividere progetti e iter legislativi con i rappresentanti del mondo del marmo a tutti i livelli, a loro un appello all’unità per mettere fine insieme alle morti sul lavoro. Oggi è il giorno del dolore, l’ennesimo purtroppo, ma a questo devono seguire impegni concreti da parte di tutti. Alla famiglia e agli amici dell’operaio le mie più sentite condoglianze”.

Fabrizio Palla, coordinatore del gruppo lapidei di Confindustria Toscana Nord così commenta: “Purtroppo, davanti alla morte sono troppe o troppo poche le parole; davanti a una morte sul lavoro, ci sentiamo ancor più addolorati, e vogliamo essere vicini alla famiglia dell’operaio deceduto oggi in cava con il più sincero cordoglio e la partecipazione della nostra categoria di imprenditori del marmo”.

“Siamo consapevoli di agire in un ambito, quello del lapideo – prosegue Palla – dove la sicurezza è un valore imprescindibile; per questo il nostro impegno nello svilupparne la cultura è costante e ogni episodio come quello che ci troviamo a commentare ora rappresenta una sconfitta. Rinnoviamo il nostro impegno affinché la sicurezza diventi scritta nel dna di imprenditori e lavoratori, guidando scelte e comportamenti. Continueremo e rafforzeremo i nostri sforzi nel diffondere formazione e buone prassi, in primis attraverso il comitato paritetico del marmo: lo dobbiamo ai nostri addetti, al territorio e alla reputazione del nostro settore”.

Il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo così si è espresso in aula, esprimendo “sentito cordoglio per la tragica scomparsa” dell’uomo rimasto schiacciato da un mezzo durante un’operazione in una galleria. “Occorre spezzare questo stillicidio – commenta il presidente che si impegna – fin da subito a mettere in campo azioni e interventi con il supporto della Giunta e di concerto con tutte le parti sociali”. “Questo ennesimo incidente mortale nelle nostre cave rappresenta un dramma che è nostro dovere fermare” conclude Mazzeo.

“Sono profondamente addolorato per l’incidente mortale verificatosi nella cava Borra Larga, nel bacino marmifero del monte Corchia, nel comune di Stazzema. Sono vicino alla famiglia dell’operaio 59enne di Avenza che ha perso la vita. Ai vigili del fuoco, carabinieri, Soccorso alpino e tecnici della prevenzione dell’Asl Versilia spetterà il compito di verificare se siano state rispettate tutte le procedure previste per la sicurezza nelle cave di marmo”. Lo dichiara il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale Vittorio Fantozzi.

“In Toscana – commenta – si continua a morire di lavoro, una catena che non si riesce a interrompere con un costo umano e sociale altissimo. Manca ancora, anche in Toscana, un’azione diffusa di prevenzione: l’opera delle Asl, degli ispettorati del lavoro e degli altri organi competenti è ancora inadeguata rispetto alle necessità. E da parte del governo manca un’opera efficace di coordinamento e la messa in campo di finanziamenti adeguati. Così l’insicurezza sul lavoro continua”.

La sezione di Viareggio della Lega e il gruppo consiliare si uniscono al cordoglio: “Inviamo la nostra vicinanza ai familiari di Andrea Figaia, vittima di un incidente sul lavoro e solidarietà ai lavoratori di ogni ambito – si legge in una nota – La sicurezza sul lavoro deve rappresentare una priorità e una certezza. È inconcepibile che una giornata di svolgimento della propria professione si concluda così tragicamente. A nome nostro e di tutti i nostri iscritti, inviamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia”.

L’Amministrazione comunale di Seravezza partecipa al lutto delle comunità di Stazzema e Carrara e di tutti i lavoratori del comparto lapideo per la morte del cavatore Andrea Figaia, avvenuta ieri in un tragico incidente di cava a Levigliani. “Il nostro pensiero va alla famiglia dello sfortunato operaio, che stringiamo in un commosso abbraccio”, dichiara il sindaco Riccardo Tarabella:”È un dolore che si rinnova. Un dolore che si fa sentire e colpisce anche nella comunità di Seravezza, per la quale marmo e cave significano storia, lavoro, sostentamento e futuro per tante famiglie. Fatti dolorosi come quello di ieri ci ricordano che il lavoro va difeso anche attraverso la prevenzione e la sicurezza, la salvaguardia della salute e della vita di chi opera in ambienti a rischio. È un fronte che ci vede da tempo impegnati e sul quale continueremo ad impegnarci assieme alla Regione, all’Asl e a tutti gli enti competenti”.

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