Truffe in serie alle finanziarie con le false carte di identità: i due indagati chiedono il rito abbreviato

I due oltre che del reato in concorso devono rispondere anche di sostituzione di persona e falso

È stata celebrata ieri (5 novembre), dal tribunale monocratico di Lucca, la prima udienza successiva all’indagine della polizia che ha permesso di sventare decine di transazioni fraudolente, operate in tutta Italia, consistenti nell’accedere – a fronte di acquisti di varia merce effettuati in note catene di commercio al dettaglio, diversificate per denominazione sociale e locazione geografica – a prestiti da note finanziarie, a nome di ignare vittime, esibendo false carte di identità.

L’indagine è iniziata a gennaio 2018, quando un romano denunciò di essere vittima di una truffa consumata attraverso la richiesta di un finanziamento acceso a suo nome in un centro commerciale di Lucca, per l’acquisto di una pompa di calore di oltre mille euro. Ovviamente l’uomo non aveva mai chiesto il finanziamento di cui la società erogatrice pretendeva il pagamento. La querela fornì alla squadra mobile di Lucca l’input per una indagine di più ampia portata, condotta dalla sezione reati contro il patrimonio.

I documenti dell’ignara vittima, prodotti per accedere al finanziamento, dalla carta di identità alla busta paga, risultarono contraffatti, così come falsa era la firma apposta sul contratto per l’erogazione del prestito. I poliziotti dell’ufficio investigativo hanno poi scoperto che sul povero signore di Roma erano state avanzate decine di richieste di finanziamento, per acquisti di beni in tutta Italia, la gran parte delle quali accolte.

Le prime indagini hanno documentato un disegno criminoso ben congegnato, supportato da un’organizzazione di mezzi utili alla falsificazione dei documenti. La testimonianza di decine di dipendenti dei centri commerciali a cui le richieste di finanziamento sono state avanzate e l’esame dei falsi documenti prodotti a supporto delle richieste hanno portato gli investigatori della squadra mobile di Lucca ad indagare sospettare di due romani B.P. di 56 anni e A.D. di 46, entrambi già conosciuti per reati contro il patrimonio e la pubblica amministrazione.

A loro carico sono stati rilevate truffe in tutta italia fra il 2017 e il 2018.

I documenti presentati per la sottoscrizione dei finanziamenti sono risultati riconducibili a reali clienti delle note finanziarie, tutti nati a Roma, e riportavano le foto dei due truffatori, che hanno scelto città limitrofe per consumare più d’una truffa nello stesso giorno.

A conclusione dell’indagine, nel dicembre 2019, i due sono stati indagati e, poi, rinviati a giudizio dalla procura di Lucca per truffa continuata in concorso, sostituzione di persona e falso. All’udienza di ieri i due indagati hanno chiesto di definire il processo in abbreviato.

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