Alberghi covid e test rapidi, Comuni al lavoro con l’ordine dei medici

Confronto tra Tambellini e Quiriconi per la gestione dell'emergenza sanitaria

Alberghi sanitari e assistenza ai malati di covid. Si è svolto nella serata di ieri (12 novembre) su questi temi in un clima di collaborazione un incontro in videoconferenza fra il sindaco di Lucca, presidente della conferenza zonale dei sindaci della Piana si Lucca, Alessandro Tambellini, il presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Lucca Umberto Quiriconi, il direttore del dipartimento di medicina generale dell’Asl Toscana Nord Ovest Guglielmo Menchetti, la consigliera delegata alla sanità del Comune Cristina Petretti, i medici coordinatori delle Aggregazioni funzionali territoriali della medicina generale della Piana e della Valle di Serchio, Barbara Ballerini, Attilio Favilla, Alberto Vitolo, Stefano Ciardella e Maria Stella Adami.

 

Sul tavolo il punto sulla situazione del territorio nell’aggravarsi dell’emergenza sanitaria e la discussione e la valutazione delle criticità e delle azioni utili per alleviare lo sforzo delle strutture sanitarie. Il confronto con i medici di medicina generale ha messo in luce la necessità di una maggiore sburocratizzazione, più volte ribadita nel corso del dibattito, col potenziamento del Dipartimento di prevenzione. Sono state poi illustrate alcune proposte per venire incontro alle esigenze della popolazione e offrire delle soluzioni pratiche facilmente realizzabili per alleviare la pressione sui pronto soccorso, sugli ospedali e per quanto riguarda le analisi diagnostiche per identificare i positivi al Covid-19.

 

“Grazie alla collaborazione offerta dai medici della medicina generale – recita una nota del Comune di Lucca -, in stretta collaborazione con le Unità speciali di continuità assistenziale, è possibile mettere in atto una maggiore discrezionalità per decidere e limitare il ricorso al pronto soccorso o al ricovero ospedaliero. La maggior parte dei pazienti positivi asintomatici o paucisintomatici, se adeguatamente seguiti, possono trascorrere con tranquillità la degenza a casa. In questo senso risulta necessaria anche l’incentivazione del numero di alberghi sanitari che possono consentire, con l’isolamento, una drastica diminuzione dei contagi all’interno dei nuclei familiari. Il rallentamento degli esami per l’individuazione dei positivi crea notevoli difficoltà alle famiglie, agli alunni e ai lavoratori, costretti a isolarsi a tempo indefinito senza tempestività nelle risposte o costretti a file interminabili solo per il prelievo dei campioni. Per questo, in attesa della regolamentazione quanto mai urgente per l’utilizzo dei test veloci, serve anche una maggiore capillarità sul territorio con centri di raccolta – ben identificabili – che possono essere istituiti tramite le associazioni di volontariato presso la rete delle farmacie in modo da decongestionare i punti raccolta già esistenti”.

 

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