I lavoratori della sanità allo stremo: “In prima linea contro il covid, vogliamo tutele e aiuti” fotogallery

Presidio dei sindacati della funzione pubblica e dei dipendenti dei servizi ospedalieri: "Chiediamo sicurezza, assunzioni e rinnovo del contratto"

I lavoratori della sanità chiedono tre cose: sicurezza, assunzioni e rinnovo del contratto. Non sono soltanto medici, infermieri o operatori sanitari ma i tanti addetti – anche di aziende private – che ruotano attorno ai servizi ospedalieri e si occupano delle sanificazioni e delle lavanderie.

Presidio dei lavoratori della sanità davanti al S. Luca

La loro esasperazione e il loro accorato appello alle istituzioni è stato esternato in un sit in statico e in forma ristretta per rispettare le normative contro il contagio di fronte all’ospedale San Luca. Una delegazione di lavoratori ha steso striscioni per chiedere una maggiore considerazione e la soluzione di problemi annosi che ora, con la seconda ondata della pandemia, rischiano di rendere più complessa la risposta ai bisogni del cittadino.

A spiegarlo è stata tra gli altri Lorena Maggiolo, della segreteria regionale della Funzione pubblica della Cgil: “Siamo tutti qui presenti virtualmente, dai lavoratori della sanità agli addetti dei servizi, di tutta la categoria: siamo uniti per sostenere il sistema sanitario perché in questo momento è la priorità. Siamo in prima linea nella lotta al virus e chiediamo sicurezza assunzioni e rinnovo del contratto”.

“Chiediamo sicurezza – ha aggiunto -, rispetto dei protocolli e fornitura dei dispositivi di protezione che tutelino la sicurezza. Chiediamo assunzioni perché in questo momento mancano, per tanti anni si è tagliato sulla sanità. Le assunzioni sono necessarie anche per la sicurezza dei lavoratori che non possono fare turni stremanti e ammalarsi. Dobbiamo mettere al primo posto la salute dei cittadini”.

“Chiediamo dunque anche il rinnovo del contratto. Abbiamo bisogno che siano stanziate risorse adeguate, è necessario riconoscere incentivi adeguati – afferma -. Questi lavoratori hanno retto il paese nella prima ondata e adesso fronteggiano la seconda ondata ancora peggiore della prima”.

“Siamo qui oggi perché ci troviamo di fronte a un fatto scandaloso, soprattutto considerato il contesto di una pandemia in atto come quella che stiamo vivendo – ha premesso il segretario generale Cisl Toscana Nord, Massimo Bani -. Il contratto degli operatori è scaduto dal 2018 ed è incredibile che, con tutto quello che sta facendo il personale sanitario per uscire dal tunnel dell’emergenza, si debba lottare e scendere in piazza per il riconoscimento dei diritti. Rinnovare il contratto oggi significa anche garantire sicurezza e dispositivi di protezione individuale per i lavoratori. Quindi stop alle attese. Sediamoci intorno a un tavolo e chiudiamo la partita nell’interesse di chi sta dando l’anima in questa fase pandemica e quindi, di riflesso, nell’interesse di tutti”.

Massimo Petrucci, segretario generale Cisl Fp ha aggiunto: “Siamo qui a tutelare i famosi ‘nostri eroi’ – dice -, che però evidentemente vengono dimenticati nel momento importante ovvero quello del rinnovo del contratto nazionale del lavoro. Quindi bando alle ciance da parte dei nostri politici: restituiamo ai nostri lavoratori nella sanità uno stipendio equo”.

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