Rolando Grossi, domani i funerali: il ricordo di Eugenio Baronti

L'ex assessore regionale e di Capannori: "Nata grazie a lui l'esperienza di Podere Operaio"

“Rolando se ne è andato nel peggiore e nel più drammatico dei modi, lontano dalla sua casa e da tutti i suoi affetti. Nessuno ha potuto più vederlo”. Così l’ex assessore di Capannori ed ex segretario di Rifondazione comunista Eugenio Baronti dopo la scomparsa di Rolando Grossi in nome di tutti i compagni di allora e di oggi invia alla moglie Marisa e ai suoi figli, anche loro colpiti dal Covid, un forte abbraccio.

I familiari dello storico militante del partito non potranno infatti essere presenti ai funerali che si terranno domani (17 novembre) al cimitero di Montecarlo perché in quarantena.

Il Covid si è portato via anche Rolando, non ce l’aveva fatta il tumore, c’è l’ha fatta questo maledetto virus. Io l’ho conosciuto nel 1991 quando con Dp lucchese aderimmo a Rifondazione Comunista – ricorda Baronti – A Montecarlo c’era un bel circolo con numerosi iscritti lui era tra gli animatori, sostenitori e militante, ma il suo nome, e il ricordo di molti compagni, è inscindibilmente legato all’esperienza che nacque grazie al fatto che proprio lui mise a disposizione del partito, una struttura nel bel mezzo di un uliveto sulle colline di Montecarlo che, grazie alla fantasia creativa della Rifondazione del 2002, divenne per tutti Il podere Operaio un appuntamento estivo per la Piana di Lucca ma anche per la Val di Nievole che per cinque anni divenne il punto di riferimento estivo, unico e forse irripetibile, per tutta la sinistra. Non solo buon cibo e buon vino, ‘quello del Grossi’ con la falce e il peperoncino rosso nell’etichetta autoprodotta, ma occasione di incontro, di socialità, di approfondimento, di dibattito, di ottima musica dal vivo”.

“In quel luogo e in quelli anni sono passati personaggi politici, parlamentari, senatori, poeti, gruppi e cantautori locali – Gprosegue Baronti – Difficile, per chi ha vissuto quelle serate piacevoli al fresco e al riparo del caldo afoso della Piana e della città, dimenticare quelle sere di discussioni appassionate e di ottimo cibo, difficile dimenticare Rolando, perché lui era sempre lì, sempre presente, sempre disponibile, ora per andare a prendere il pane, o la carne, o il vino finito, oppure a riparare qualcosa in cucina, un tubo rotto, o qualsiasi altro inconveniente capitasse in quelle serate intense di lavoro, di sudore ma anche di felicità e serenità. Grazie Rolando, ciao e che la terra ti sia lieve”.

Proprio a due passi dal Podere Operaio domani ci sarà una cerimonia religiosa, i cancelli del cimitero saranno aperti a quanti vorranno salutarlo dall’esterno per l’ultima volta – conclude Baronti – Come ex segretario di Rifondazione mi sento di rappresentare tutti i compagni di allora e di oggi, nell’inviare a Marisa e a tutti si suoi figli, anche loro colpiti dal Covid, che non potranno essere presenti perché in quarantena, un forte abbraccio e la nostra vicinanza per questa grande tragedia familiare in cui sono stati coinvolti”.

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