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Appaltopoli a Vagli: politici, dipendenti comunali, imprenditori e un carabiniere fra gli indagati

Secondo gli inquirenti il sistema era testo a 'occupare' tutti i posti chiave per l'assegnazione di lavori e appalti fra scambio di soldi e di favori

Un sistema in grado di ‘occupare’ tutti i punti chiave per l’assegnazione di appalti e altri lavori pubblici. Con l’obiettivo di ottenere un guadagno reciproco, sotto forma di denaro o di lavoro, coinvolgendo un’intera struttura comunale.

Sono 36 gli indagati nella complessa indagine che, secondo gli inquirenti, dopo un lavoro che ha coinvolto la polizia giudiziaria e tutte le forze di polizia che agiscono sul territorio, dalla polizia di Stato ai carabinieri alla Guardia di Finanza, ha scoperchiato il pentolone di quello che viene definito ‘sistema Vagli’ e che ha portato ieri (16 dicembre) alla esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare.

Al vertice di quella piramide che le indagini hanno svelato, l’attuale vicesindaco e già sindaco di Vagli di Sotto, Mario Puglia, 71 anni il prossimo 28 dicembre. Con lui sono indagati due componenti della sua famiglia: la mogiie 63enne Anna Laura Cazzullo e la figlia di 44 anni Monica Puglia. Poi ci sono i componenti dell’attuale e della precedente giunta: Mirna Pellinacci (50 anni, già vicesindaco e assessore comunale, consigliera nell’ente Parco delle Alpi Apuane e consigliera Asbuc di Vagli e Arni), l’ex assessore Piero Franchi (59 anni) e l’attuale sindaco Giovanni Lodovici (66 anni).

Coinvolti nell’indagine anche i due figli dell’assessore Piero Franchi, uno, Filippo Franchi (27 anni), che era stato assunto come stagista al Comune di Vagli, l’altro, Carlo Franchi (32 anni) che era stato assunto dalla Romei Srl, una delle due ditte ritenute beneficiarie privilegiate degli appalti dell’ente.

Ruolo importante nel complesso degli eventi sotto inchiesta, secondo gli inquirenti, anche l’ex comandante del Norm di Castelnuovo, il 54enne Gennaro Arpaia.

Dal lato imprenditoriale dovranno rispondere dei reati elencati nell’ordinanza del Gip Antonia Aracri, Roberto e Maurizio Romei (rispettivamente 55 e 52 anni) della Romei Srl di Castelnuovo ne’ Monti e Tiziano Pandolfo (39 anni) dell’omonima Srl di San Pietro in Campo.
Ci sono poi il presidente della Cooperativa Apuana, Ottavio Baisi (65 anni), Ferdi Avdiu (44 anni) della società Coop Emily, Giorgio Turba (73 anni) e Gianfranco Orsetti (57 anni) della Faeto Escavazioni, Lorenzo Vannucci (52 anni) della Versilia Marmi Srl, Cristina Turba (47 anni) della Mac Srl, Marina Fateyeva (39 anni) della Boana Cave, Lorenzo e Luca Dal Torrione (rispettivamente 70 e 47 anni) della Dal Torrione Srl, Roberto Graziani (48 anni), amministratore unico della Marmi Edron Srl, Lorenzo Bernacca (52 anni) della Marmor Carrara Srls.

Anche all’interno degli uffici del Comune non mancano i dipendenti indagati nella maxi inchiesta: c’è il dirigente dell’ufficio ragioneria Alfeo Bragoni (62 anni), l’istruttore dell’ufficio tecnico del Comune di Vagli Federica Orsetti (43 anni) con il coniuge Viviano Verdigi (45 anni, amministratore dell’associazione Le Monache, consessionario del bar e ristorante e dei servizi alla piscina comunale), Mariolino Morganti (40 anni), progettista e direttore dei lavori appaltati, Debora Franceschi (48 anni) dell’ufficio tributi, il geometra Marco Bertoncini (34 anni), assistente Rup nell’ufficio tecnico e ritenuto il braccio destro di Puglia. Fra i dipendenti comunali indagata anche Marisa Siniscalco (47 anni).

A vario titolo sono indagati per le compravendite di terreni Ultimo Bernacca (88 anni), Vladimir Yugay (60 anni) e Davide Orsetti (53 anni), per il taglio di piante in boschi e proprietà del Comune senza averne titolo Davide Coltelli (36 anni), Oscar Orsetti (34 anni) e Giorgio Coltelli (54 anni).

Le ditte finite sotto indagine sono la Tiziano Pandolfo Srl, la Romei Srl, la Vagli Sotto Park Srl, la Faeto Escavazione Srl e la Versilia Marmi Srl.

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