Il procuratore capo Rugani: “La pandemia non ha fermato le indagini dei pm”

La guida dell'ufficio requirente: "I pm e la maggior parte del personale ha lavorato in presenza per non far fermare la macchina della giustizia"

La procura durante la pandemia: un lavoro che non si è mai fermato per garantire che la macchina della giustizia continuasse il suo corso.

È stata la dottoressa Lucia Rugani, procuratore capo facente funzioni della procura di Lucca a trovarsi in prima linea ad affrontare, in questo 2020, vari problemi legati al Covid 19, nonostante all’interno degli uffici di via Galli Tassi ci siano stati fortunatamente pochi casi di positività al virus, che hanno comunque comportato chiusure, se pur brevi, e sanificazioni.

Come è stato strutturato il grande lavoro dei pubblici ministeri?
L’attività della procura non si è mai interrotta, gli uffici non sono mai stati chiusi e abbiamo adeguato le nostre attività ai provvedimenti governativi previo concerto con tribunale ed avvocati. La sospensione straordinaria dei termini processuali ha agevolato il mettersi in pari con i fascicoli.

Molto smart working?
In realtà in pochi lo hanno scelto –  sui computer privati sarebbe stato imposibile trasferire i sistemi informatici della procura -: la maggioranza ha invece assicurato il lavoro in presenza, in sicurezza. Con regole per minimizzare il pericolo di contagi. Dovendo limitare l’accesso è stata agevolata la via telematica sia per il deposito degli atti che per l’invio delle copie dei fascicoli ai legali via pec. Un plauso va a tutto il personale amministrativo della procura, ma anche ai giovani che in procura hanno svolto il servizio civile, riuscendo a coprire le carenze di personale che anche Lucca ha.

Le indagini, anche di un certo rilievo, sono quindi andate avanti. E ne fa prova anche l’ultima, relativa al sistema Vagli. I reati sono aumentati, o diminuiti?
Le indagini dei pubblici ministeri non si sono mai fermate. Le notizie di reato, in particolare di furti e rapine, in questo periodo di pandemia sono state in calo. Anche in tema di violenze domestiche sul territorio provinciale non abbiamo registrato aumenti di casi. Il lavoro è stato sempre intenso, per garantire i servizi. Orgogliosamente, da procuratore capo e anche sostituto (la dottoressa Rugani svolge infatti i due incarichi, ndr) – posso dire che la procura di Lucca ha assicurato continuità, come i medici del pronto soccorso, addirittura aumentando la produttività.

Nella vostra attività ordinaria, voi e gli uffici vi interfacciate, quotidianamente, con gli avvocati e con le loro necessità. Come avete organizzato questi rapporti?
Ci sono stati incontri periodici, in particolare con le camere penali. Per il, compresibile, timore del blocco delle udienze e conseguente blocco del lavoro dei legali, abbiamo accolto le varie richieste.

Dalla sua posizione quali ritiene siano i reati che possono essere stati facilitati dalla pandemia e dalle restrizioni nei movimenti?
Niente da rilevare sul rapporto reati/pandemia
. Le sanzioni da parte delle forze dell’ordine per il mancato rispetto delle regole imposte dai vari decreti, essendo amministrative, non riguardano la procura. Se un sanzionato volesse far ricorso, questo è di competenza della prefettura.

Ci sono pericoli di infiltrazioni mafiose nel percepimento degli aiuti del governo o degli enti pubblici?
La mafia e la criminalità organizzata sono sempre un rischio e si adattano agevolmente ai cambiamenti. Ma allo stato dei fatti non risultano elementi tali da far pensare a infiltrazioni di questo tipo.

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