Balli in piazza, appello ai giovani da Menesini: “Non fatelo”

Il presidente della Provincia: "Serve cautela o rischiamo di piombare nel buio"

“Le immagini di ieri sera a Lucca fanno male alla nostra comunità e fanno male alle attività commerciali”. A dirlo è il presidente della Provincia di Lucca, Luca Menesini, dopo quanto accaduto nella zona del Portone dei Borghi, dove una folla di giovani si è messa a ballare senza distanziamento e, in molti, senza mascherine.

“Siamo a gennaio – afferma Menesini -, manca ancora un po’ alla primavera-estate, non possiamo permetterci una ripresa forte del Covid, perché vorrebbe dire ancora tanta sofferenza e tanti morti.
Vi chiedo responsabilità provando dispiacere, perché sarei felicissimo di potervi dire che siamo fuori dal tunnel. Ma non è così: si vede la luce in fondo, ma dobbiamo fare in modo di non cadere in nessuna buca nel frattempo.
Abbiamo bisogno ancora di voi in questa lotta. So che avete perso mesi e mesi di bella scuola, so che avete voglia di vita ed è giusto, so che vi manca la normalità e le esperienze sociali e personali di crescita e di conoscenza di se stessi. Da padre sento tutta la preoccupazione per questo e ne sono dispiaciuto. Perché – va detto – la maggioranza dei nostri giovani sta affrontando questa emergenza dolorosa e faticosa in modo esemplare e io ne sono orgoglioso”.

“Non riteniamo una piccola parte di loro rappresentativa della maggioranza dei nostri giovani – aggiunge -. Perché per tanti che fossero i ragazzi e le ragazze che ballavano in città ieri sera, sono molti di più quelli che erano a casa, da soli. Quindi non generalizziamo e non riaccendiamo le divisioni: non fa bene a noi, non fa bene alla lotta al Covid e non fa bene per la ricostruzione post-Covid. Ai ragazzi e alle ragazze che hanno ballato e fatto assembramenti con la mascherina abbassata dico: non fatelo. Non va bene, non possiamo permettercelo, si rischia di sprofondare di nuovo nel buio. Non è ancora il momento. Ci vuole ancora responsabilità, grande responsabilità e deve essere da parte di tutti: ve lo chiedo io che sono uno che soffre nel chiedere alle persone di limitarsi nelle espressioni sociali di affetto, di gioia ecc. Purtroppo però è così. Riprecipitare nell’emergenza piena è ancora troppo facile, bisogna aspettare. Dobbiamo arrivare a fine mese-metà febbraio per capire se ci sono condizioni più gestibili o meno. Pertanto, davvero, facciamo ancora uno sforzo. Quella gioia di vivere è bellissima ed emozionante: tenetela lì in caldo. Ne usciremo, ne usciremo, tutti insieme. E balleremo finalmente di vera gioia”.

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