Movida selvaggia in orario vietato, Fipe: “Così ci fate chiudere per sempre”

La direttrice di Confcommercio sui fatti di venerdì sera: "Bisogna che tutti collaborino alla riduzione dei contatti sociali"

Movida folle in orario vietato, interviene Confcommercio.

“I video diffusi nelle ultime ore – dice l’associazione di categoria – fanno rabbrividire i gestori dei pubblici esercizi, che attendono da mesi di riprendere a lavorare con serenità e continuità per evitare il fallimento definitivo. Sono i ristoranti, le pizzerie, i bar e i pub, insieme alle imprese e ai professionisti del turismo, i più colpiti dalle restrizioni iniziate a marzo scorso e che purtroppo non finiranno nell’immediato”.

“Investimenti in igiene e sicurezza, cartelli, stretta osservanza delle norme anti contagio all’interno dei locali non sortiranno nessun miglioramento nelle condizioni di vita di un paese travolto dalla pandemia se non collaboriamo tutti alla riduzione dei contatti sociali – Così il direttore di Confcommercio Lucca e Massa Carrara, Sara Giovannini che teme fortemente che gli assembramenti fuori dai locali causino ulteriori strette nelle aperture – La pazienza e lo spirito di adattamento dimostrati dagli imprenditori impossibilitati a lavorare per decreto si scontra quotidianamente con il rosso dei bilanci e l’assoluta incertezza del domani. Hanno bisogno di lavorare ma si adeguano, e sempre si adegueranno, alle regole. Se non vinciamo su questa maledettissima epidemia non torneremo più a una vita normale. Chiediamo aiuto alle istituzioni e alle forze dell’ordine una prevenzione di episodi come quelli di ieri sera a Lucca e Livorno“.

I responsabili dei sindacati pubblici esercizi Fipe Confcommercio si appellano alle autorità ma anche alla cittadinanza: “Non lasciateci soli a presidiare gli assembramenti. La presenza preventiva delle forze dell’ordine può aiutare a evitare comportamenti irresponsabili e raggruppamenti fuori dai locali. Ci rivolgiamo anche a chi consuma nei pressi di bar e ristoranti. Ragazzi noi comprendiamo perfettamente che non ne possiate più delle norme di distanziamento. Capiamo che prendere un aperitivo con gli amici sia bellissimo, ed è per questo ne abbiamo fatto una amata professione. Ma così ci fate chiudere, e forse per sempre. Abbiamo i nostri collaboratori in cassa integrazione, spese da sostenere, crediti da onorare. Se restate fuori dai locali ci saranno coprifuochi peggiori, e alla fine noi che vi serviamo gli aperitivi non esisteremo più. Ragazzi, qui ne va della sopravvivenza di un intero comparto economico. All’ora giusta, andate a casa”.

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