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Locali chiusi a Porta dei Borghi, Il Bardo annuncia ricorso: “Non ci stiamo a passare per bugiardi”

Lo sfogo sui social: "Da sempre attenti a tutte le prescrizioni, chi ha dichiarato il falso pagherà"

Ballo in piazza fuori controllo e senza mascherine nonostante la pandemia, i locali sanzionati non ci stanno. E qualcuno medita anche il ricorso contro la sanzione comminata dalla polizia municipale.

Giovanni Massei, uno dei titolari del locale, torna sull’accaduto ricostruendo con un post sui social del locale Il Bardo la vicenda, e annunciando ricorsi contro la sanzione.

“Lasciamo perdere – dice – il tardivo intervento delle forze dell’ordine (avvenuto molto tempo dopo le nostre chiamate), lasciamo anche perdere la frase “ci siamo barricati dentro” che mi ha fatto ridere, lasciamo perdere le offese e gli auguri di morte, parliamo d’altro. Inutile rimarcare che già durante il mese di dicembre avevo personalmente chiamato le forze dell’ordine per via dello stesso soggetto, organizzatore della festa di venerdì, perché ballava completamente ubriaco, cantando nel mezzo della strada, con un bell’amplificatore e giù di jack portato rigorosamente da casa (come il 60 per cento delle bottiglie levate da noi della piazzetta venerdì sera e provenienti da supermercati o alimentari), dopo averlo invitato ad abbassare quella cassa, mi ha riso in faccia, così come alla polizia, che lo ha lasciato lì, con i passanti che si lamentavano degli spintoni e delle urla, quindi, il “signorino zen” (lucchesissimo ma intoccabile) ha capito di poter fare ciò che gli pareva e venerdì ne è stata la dimostrazione”.

Massei contesta anche il verbale della polizia municipale: “Voi tutti sapete quanto siamo attenti alle regole in materia di prevenzione – spiega – più volte mi sono sentito riportare delle differenze tra il Bardo (come degli altri locali della piazzetta) ed altri locali, di quanto rompessi l’anima sul non sostare sul marciapiede, di non consumare di fronte al locale (come ricordato dai baristi al momento della vendita per asporto, e fuori da me e dagli stessi cartelli esposti sulle vetrine). Quanto abbiamo rotto l’anima sul non poter levare i tappi dai bicchieri destinati all’asporto come il non poter aprirvi le bottiglie. Eppure, i “signori” intervenuti (si fa per dire intervenuti dato che dalle 19.30 alle 20,15 sono rimasti comodamente fermi con le braccia incrociate a fare spallucce e senza muovere un dito nei pressi della chiesa di San Leonardo) hanno costatato che nei locali, recito testuali parole, si faceva “somministrazione di bevande agli avventori attraverso la cosiddetta attività di sbicchieramento, cioè somministrando bevande in bicchieri privi di chiusura e/o tappo””.

“Voi sapete come lavoriamo e sapete che certe minchiate (mi scuso per il francese) non le facciamo – dice ancora – Sicuramente questa storia, per quanto mi riguarda, non rimarrà nel dimenticatoio, dipendenti pubblici o meno, chi ha dichiarato il falso pagherà. Tanto meno faremo da agnelli sacrificali per interessi di terzi. No. Questo no. Non saremo additati come bugiardi, no. Noi abbiamo rimosso le sedie ed i tavoli interrompendo il servizio di somministrazione alle 18, forse prima, iniziando poi con l’asporto, che, come detto dal questore di Lucca, “una volta fuori dai locali, la responsabilità della rimozione dei tappi da parte degli avventori, non può ricadere sui gestori delle medesime attività ma è esclusiva responsabilità del cliente”. Eppure, ciò nonostante, a quanti e quante di voi sono corso dietro più volte chiedendo di non consumare nei pressi del locale eccetera. Dalle 20,15, abbiamo riconsentito l’utilizzo del bagno perché le viette limitrofe alla piazza stavano diventando latrine a cielo aperto. poi alle 20,30, è saltato pure il bagno. Ma vabbè. Vedremo signori, ma chi spera di cavarsela solo perché crede di avere la città nelle proprie mani, sappia che si sbaglia di grosso”.

“Mi dispiace solo – conclude – che le spese legali dell’altra parte dovranno essere sostenute dai contribuenti, che come al solito, si trovano a pagare le spese dell’ignoranza e dei “giochini” di certi signori che pensano di uscirne puliti. Il bello deve sempre arrivare, Lucca la rivedremo presto in televisione… ma stavolta ci sarà da ridere, non da piangere. Un saluto a tutti – conclude – ed un grazie ai tre agenti della polizia municipale di Lucca che hanno aiutato un impresa commerciale in questo momento così difficile”.

Massei non è il solo a contestare le ricostruzioni della polizia municipale, suffragate dall’amministrazione comunale da elementi estratti dalla visione delle telecamere di videosorveglianza. Anche da Vinarkia, locale di via Fillungo si sottolinea che “il controllo e il relativo verbale è stato emesso solo perchè sarebbero state vendute le bibite al bicchiere senza tappo o le birre stappate. Nessuno ha invece servito al bancone nè tanto meno ha fatto entrare gente nel locale”.

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