Frode nel commercio di gasolio, sei arrestati. Sequestri di beni anche in Lucchesia

Nei guai imprenditori di Toscana e Piemonte per una serie di operazioni illecita fra l'Italia e la Croazia

Operazione Gasoline 2, le fiamme gialle pistoiesi hanno eseguito questa mattina (10 febbraio) le misure cautelari disposte dall’autorità giudiziaria nei confronti di sei imprenditori residenti in Toscana e in Piemonte. Sequestri sono stati effettuati anche in provincia di Lucca.

Sono stati sequestrati beni immobili, mobili, quote societari e complessi aziendali in Italia e in Croazia per oltre 130 milioni di euro.

Le indagini della guardia di finanza di Montecatini Terme hanno accertato varie condotte di frode fiscale poste in essere da un 22enne, un 51enne, un 52enne , un 56enne, un 60enne  e un 73enne attraverso il commercio di idrocarburi provenienti dalla Croazia. 

Gli indagati odierni sono risultati  vicini a una associazione economico criminale che era stata oggetto, nel 2019, di una indagine per frode fiscale.

Dalle intercettazioni telefoniche, e dai flussi finanziari, è emersa la nuova frode fiscale, fatta di false fatturazioni, soldi convogliati in banche con sede in Croazia, poi reimpiegati nella creazione di due societa a Pistoia.

Nel nuovo filone investigativo avviato dalla Guardia di Finanza sono stati così individuati ulteriori personaggi operanti sempre nel settore del commercio di idrocarburi, che hanno favorito il riciclaggio in Croazia di ingenti somme di denaro derivanti dalla frode fiscale.

Le indagini di polizia giudiziaria, dirette dalla procura di Pistoia, hanno individuato, anche attraverso mirate intercettazioni telefoniche, i flussi finanziari derivanti dalla frode fiscale attuata attraverso false fatturazioni, convogliati presso banche con sede a Fiume e poi successivamente reimpiegati nella creazione e gestione di due società lì costituite, quale ‘cassaforte’ permanente per la custodia degli illeciti guadagni conseguiti. Le attività investigative in Croazia sono state rese possibili grazie alla collaborazione con il canale di collegamento giudiziario europeo Eurojust attivato dalla procura.

L’esecuzione del provvedimento di sequestro, diretta dal comando provinciale della Finanza pistoiese, ha riguardato le province di Pistoia, Lucca, Prato, Pisa e Biella ed è stata svolta con l’ausilio dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli – Direzione interregionale per la Toscana, Sardegna e Umbria, presente con un’aliquota di proprio personale.

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