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Cinghiali, Coldiretti lancia l’allarme incidenti: “Serve un piano straordinario”

Il presidente Elmi dopo il grave sinistro a Gragnano: "Dieci i casi gravi in Toscana in un anno causati dagli ungulati"

Non è solo più un problema degli agricoltori e delle montagne. Il proliferare della fauna selvatica, in particolare cinghiali, è diventata sempre di più un’emergenza anche per gli automobilisti e per la collettività. Sono quasi 90 gli incidenti gravi (ossia con morti e feriti) causati da animali sulle strade nel 2020. Un numero alto nonostante il lockdown secondo il report dell’osservatorio Asaps. In Toscana sono stati 10. Nel dettaglio l’osservatorio Asaps ha registrato nel 2019 ben 164 incidenti gravi con il coinvolgimento di animali. In aumento del +11% sul 2018. In questi sono morte 15 persone (+36%) e sono rimaste gravemente ferite altre 221 persone (+17%).

A riportare la statistica è Coldiretti Lucca che nelle scorse settimane aveva denunciato il crollo record degli abbattimenti (-66%) di cinghiali nella provincia di Lucca a causa dello stop alla caccia e delle restrizioni sugli spostamenti che hanno limitato l’attività venatoria. Gli abbattimenti in difetto sono stati 2100.

Che l’emergenza cinghiali non sia solo più una questione per il mondo agricolo è l’ennesimo caso sulle strade della Lucchesia di incidente causato dagli animali a ribadirlo ancora. Tre toscani su quattro, secondo una indagine di Coldiretti/Ixè, considerano la presenza degli animali selvatici un pericolo per la circolazione.

L’ultimo episodio ha coinvolto un ragazzo di 33 anni che si trova ora in gravi condizioni.  È accaduto sabato notte a Gragnano, al confine tra Capannori e Montecarlo, sulla via Pesciatina a Fontananuova, in provincia di Lucca. Un cinghiale è sbucato al buio nella notte in mezzo alla strada causando l’incidente. “La crescita fuori controllo della popolazione di cinghiali – analizza Andrea Elmi, presidente Coldiretti Lucca – è una vera e propria emergenza che mette a rischio la sicurezza e la salute degli automobilisti. Non è più solo una questione di risarcimenti, quando va bene e quando non ci sono feriti o peggio ancora morti, ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Serve agire in modo concertato ed avviare un piano straordinario senza intralci amministrativi. È in atto un grave peggioramento del fenomeno. Il numero di cinghiali è destinato a moltiplicarsi se non corriamo ai ripari con azioni concrete”.

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