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Scontro in commissione capigruppo, ecco cosa è successo davvero

Toni aspri nella discussione per l'organizzazione del consiglio straordinario per il futuro di Lucca: Barsanti attacca Martinelli e Consani poi si scusa per i modi: "Ma sono stato provocato"

Lite in commissione capigruppo, ecco cosa è successo davvero.

Già, perché a differenza di gran parte delle altre commissioni consiliari quella che vede il confronto sull’organizzazione dei consigli comunali non va in onda in streaming e la registrazione viene conservata solo per uso interno.

Abbiamo ricostruito quanto accaduto nella seduta della scorsa settimana e che ha fatto andare su tutte le furie molti consiglieri, in primis Cristina Consani del gruppo misto, Marco Martinelli di Fratelli d’italia e i consiglieri di maggioranza Roberto Guidotti e Daniele Bianucci.

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Il tema della conferenza era quello dell’organizzazione dei lavori del consiglio comunale straordinario con contributi esterni sull’idea della città per il dopo Covid. Un Consiglio per il quale sono stati proposti dai capigruppo oltre 40 interventi.

La discussione si è accesa nel momento in cui Roberto Guidotti, capogruppo del Pd, ha sottolineato come da accordi precedenti non sarebbe stato possibile ammettere a parlare esponenti politici. Fra questi, quindi, sarebbe stato da escludere, secondo il consigliere, l’intervento di Andrea Colombini, presidente del Puccini e la sua Lucca Festival, ma anche commissario regionale di Vox. L’eccezione che ha portato Marco Martinelli (Fdi) ad aggiungere un altro elemento alla discussione: se, secondo il consigliere, non fosse stata concessa la parola a Colombini (ipotesi per la quale si è dichiarato contrario) altrettanto si sarebbe dovuto fare con alcuni esponenti invitati dal consigliere di Casapound, Fabio Barsanti, nella fattispecie quelli che erano più direttamente collegati alla questione manifattura sud.

A questo punto, fra un’interruzione e l’altra, gli animi si sono scaldati. I consiglieri hanno iniziato a darsi sulla voce, fino al climax che ha visto protagonisti Fabio Barsanti, Marco Martinelli e Cristina Consani. Barsanti, infatti, era contrario all’ipotesi di mancato intervento di alcuni dei nomi presentati da lui (fra questi l’architetto Pardini Cattani e il rappresentante di Music Innovation Hub, l’altra contendente per la riqualificazione della manifattura sud) e Martinelli ha risposto esordendo con un “lo so che sia di difficile comprensione…”. Pochi minuti e i toni diventano molto forti. “Ma cosa stai dicendo? – ha detto Barsanti rivolto a Martinelli – Questi interventi con la politica non c’entrano nulla e l’unico limite che era stato posto era quello che chi parlava non fosse un esponente politico”. Alle rimostranze di Martinelli Barsanti alza il tono: “Stai fermo che ti umilio – ha detto – Stai zitto che ti umilio. Mi fermo qui perché sono magnanimo”.

A questo punto è accaduto qualcosa di molto simile a quanto già visto e sentito in una recente commissione partecipate.

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La consigliera del gruppo misto Cristina Consani si è rivolta al presidente del Consiglio Francesco Battistini: “Ma che parole lascia dire ai suoi consiglieri?”. E ancora Barsanti: “Stai zitta, che non ci dovresti neanche essere qui”.

Sulla polemica è andata avanti gran parte della discussione. Dopo le rimostranze di altri consiglieri Barsanti non si è inizialmente dimostrato pentito: “Era lei – dice parlando della Consani .- che ha interrotto me. Basta con le provocazioni continue”. Poi, anche su sollecitazione del presidente Battistini, ha ribadito: “Chiedo scusa per il tono, ma ribadisco che sono stato ripetutamente provocato e interrotto”.

Alla fine, peraltro, nulla è stato deciso tanto che è stata rinviata la data inizialmente prevista per il consiglio straordinario e domani (16 febbraio) è prevista una nuova capigruppo per stabilire come calendarizzare gli oltre 40 interventi previsti per il consiglio-monstre. Al momento della sospensione l’ipotesi più accreditata è quella di un consiglio pomeridiano il 23 febbraio con interventi da 6 minuti ciascuno per un totale di circa 5 ore di dibattito solo per gli interventi esterni.

Un dibattito, peraltro, che ha fatto esclamare per ben due volte al presidente Battistini: “Se questa commissione fosse stata su Youtube faremmo una figura barbina”.

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