Ulivi tagliati senza autorizzazione a Segromigno: area sotto sequestro

Intervento dei carabinieri forestali per far interrompere i lavori sulle piante quasi secolari

I militari della stazione dei carabinieri forestali di Capannori hanno accertato nei giorni scorsi il taglio illegale di diverse decine di piante di olivo di grandi dimensioni radicate su un esteso appezzamento in frazione di Segromigno in Monte, nel Comune di Capannori in un’area collinare soggetta a vincolo paesaggistico.

I lavori, segnalati da alcuni cittadini, indignati nel vedere il taglio di piante quasi secolari di olivo, sono stati immediatamente sospesi e tutta l’area è stata posta sotto sequestro al fine di interrompere l’illecito.

La coltivazione dell’olivo costituisce uno degli elementi caratterizzanti del paesaggio agricolo toscano sia da un punto di vista strettamente colturale che per il valore estetico-paesaggistico nonché per il ruolo dalla stessa assunta nella tradizione locale.

Il taglio delle piante di olivo non è mai stato liberamente esercitabile; prima del passaggio di competenze di questa materia dallo Stato alle Regioni vigeva una legge nazionale, emanata nel lontano 1951, che vietava il taglio di piante di olivo (anche se secche) in numero maggiore a 5 ogni biennio; eventuali deroghe al divieto potevano essere autorizzate solo in particolari circostanze (morte fisiologica delle piante; eccessiva fittezza dell’impianto; eccetera).

Attualmente la legge regionale (legge regionale 23/2020) pone comunque l’obbligo nel caso di taglio di piante di olivo di preventiva comunicazione (30 giorni prima dell’inizio dell’intervento) al Comune di competenza per verifica della conformità dell’intervento con gli strumenti urbanistici. Nel caso in cui la zona su cui si intende procedere al taglio delle piante sia soggetta a vincolo paesaggistico diviene necessaria anche l’autorizzazione a tale fine in mancanza della quale si compie un illecito di rilevanza penale.

Le colline su cui è stato effettuato il taglio abusivo di piante di olivo, insieme alle ville lucchesi, sono state ufficialmente dichiarate di notevole interesse pubblico con specifico decreto risalente al 1985 che comprende un esteso territorio della provincia di Lucca .

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